Incontri

Untitled

Programma Vino in Corte 2018:

Giovedì 6 Settembre 2018
• ore 20:45 Lo storyteller Diego Alverà presenterà la narrazione dal vivo “David Bowie / Interno berlinese” (presso Forte di San Briccio)

Venerdì 7 Settembre 2018
• ore 19:00 Apertura Corti per degustazioni enogastronomiche

Sabato 8 Settembre 2018
• ore 15:00 Fiabe in Corte – appuntamento dedicato ai più piccini
• ore 16:30 presentazione di nordic walking ed escursione “Dalle Corti alle Colline” accompagnati dall’associazione Escursioni in Movimento
• dalle ore 18:00 alle ore 21:00 apertura esposizione guidata “Tempo, Cool & Siori; alla scoperta degli strumenti meteorologici e degli eventi climatici di Verona nella storia”
• ore 19:00 Apertura Corti per degustazioni enogastronomiche
• ore 20,30 Visite guidate ai beni storico-artistico culturali nella chiesa parrocchiale di San Briccio

Domenica 9 Settembre 2018
• ore 15:30 Partenza moto
• ore 16:00 Eliminatorie e Finale “XII Corsa delle Botti”
• dalle ore 16:30 alle ore 21:30 Visite guidate ai “I tesori della’ Antica Pieve” Mostra antichi arredi sacri in sagrestia
• alle ore 18.000 visita guidata al “Forte di San Briccio” con partenza dal piazzale della Chiesa
• ore 19:00 Apertura Corti per degustazioni enogastronomiche
Si ringrazia http://www.sbif.it/vino-in-corte-2018/

VOLCANA – Music and art festival [ 2018 ]
26-27-28-29 luglio
Seconda edizione – Forte San Briccio
Lavagno [ Verona ]

37925082_1177422155731332_4875573430478438400_o

37809909_1177422072398007_7592764316831449088_o

Volcana è un’eruzione di creatività. Spazio aperto all’espressione artistica e musicale che vuole valorizzare la sperimentazione e dare voce a realtà emergenti.
Volcana è un festival con esposizioni, performance, concerti, proiezioni, installazioni, teatro, danza, laboratori, giocoleria. Quattro giorni di socialità e di festa, di incontri, esplorazioni e scoperte.
INGRESSO A OFFERTA LIBERA

Officina Fotonica e Collettivo artistico Gruppo F, in collaborazione con l’associazione All’ombra del Forte e San Briccio in Festa sono lieti di invitarvi alla seconda edizione di «Volcana», festival di musica e arte che si terrà dal 26 al 29 luglio a Forte San Briccio, a Lavagno.
Dopo il successo dello scorso anno viene riproposta una formula travolgente che unisce differenti espressioni artistiche e musicali in un unico ricchissimo programma. Esposizioni, installazioni, performance, concerti, djset, rappresentazioni teatrali ed esibizioni varie daranno vita ai meravigliosi spazi del Forte. Segnaliamo tra le differenti proposte l’esibizione venerdì 27 di Bunty, musicista eclettica, performer e visual artist di Brighton e l’attesissima serata Dubwise che sabato 28 incendierà la Piazza d’Armi con le migliori selezioni dub e drum’n’bass. Ci saranno inoltre laboratori per i più piccoli, corsi di arte-terapia, proiezioni. Non mancano certo i motivi per partecipare. L’ingresso alle giornate del festival sarà ad offerta libera. Bar e cucina sempre aperti con ottima birra fresca e ottimi piatti anche vegetariani. Il corposo programma dettagliato della manifestazione lo trovate sulla pagina facebook di Officina Fotonica. Vi aspettiamo al Forte!

Volcana A5_web

VOLCANA – Music and art festival [ 2018 ]
Seconda edizione – Forte San Briccio
Lavagno [ Verona ]
Volcana è un’eruzione di creatività. Spazio aperto all’espressione artistica e musicale
Volcana è un festival con esposizioni, performance, concerti, proiezioni, installazioni, teatro, danza, laboratori, giocoleria. Quattro giorni di socialità e di festa, di incontri, esplorazioni e scoperte.
INGRESSO A OFFERTA LIBERA
37161225_1165615533578661_349197492753006592_n
Programma – GIOVEDÃŒ 26 | dalle 17
â–  Piazza d’Armi
• Peppe Leone [ magic tambourine ]
• Compagnia dei Focolieri [ alla scoperta del fuoco ]
• Hand’n’fire [ fuoco ed handpan ]
• NME [ beatbox + loopstation ]
â–  Deposito munizioni
• Ra Hil [ musica e guarigione con il santoor ]
• Compagnia Sisina Augusta [ Stanze – performance sparse ]
â–  Polveriera
• Bagno di gong e campane tibetane
[ con Paolo Marani e Michela Sbardellini ]
Workshop:
• Esplorando il colore [ arte-terapia per bambini dai 3 ai 10 anni ]
con Elena Astolfi, Anna Torino e Elisa Carbognin.
• Danza Terapia [ con Elisabetta Baschirotto ]
Musica fino alla mezzanotte.
Chiusura del Forte ore 01.00

Ieri sera 15 giugno al forte San Briccio serata dedicata alla vicenda umana, artistica e professionale di Tiziano Terzani, importante personaggio della cultura italiana contemporanea. La moglie Angela Terzani Staude, presente alla serata, è stata intervistata da Alen Loreti, curatore delle opere e dei diari di Terzani, ed ha ricordato la vita, l’opera e l’amore per la cultura orientale del marito. L’enorme biblioteca che Terzani aveva creato, composta di ben 6000 volumi su Giappone, Cina, India e Indocina è stata affidata dalla signora Angela alla Fondazione Cini dell’isola San Giorgio a Venezia che ne sta curando la catalogazione.

…per giovani ed adulti che si vogliono mettere in gioco.
Prima prova aperta e gratuita sabato 7 aprile dalle 15 alle 18!
Vi aspettiamo numerosi…senza timidezza, ci si iscrive gratuitamente alla prima prova qui:
http://fotogrammifotonici.it/laboratorio-di-teatro-e-arte-pratica/
29313424_10156234623913205_2154979903529811968_n
SELVATICA:LABORATORIO DI TEATRO E DI ARTE PRATICA TRA LE MURA DEL FORTE DI SAN BRICCIO.
Un percorso in cui verrà esplorato il tema del selvaggio attraverso gli strumenti del teatro e dell’arte
→ elementi base della dinamica attoriale: uso del corpo e della voce, contact, movimento nello spazio, improvvisazione
→ esplorazione di idee e tecniche artistiche e artigianali: costruzione di maschere, oggetti scenici, costumi, burattini.
Docenti: Valeria Bigardi e Andrea Masotti di Cronopios Teatro e Le Fave
N° lezioni: 10 da 3 ore
Date del corso: A partire da Sabato 7 aprile
Orario: 15:00 / 18:00
Sede: Presso la sede di Fotogrammi Fotonici, Forte di San Briccio.
Requisiti partecipanti: minimo 7, massimo 15 partecipanti, nessun limite di età o conoscenze propedeutiche
Info: lefave@inventati.org / Andrea: 3400038922

 

“…io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla…” cantava il poeta Pascoli;
le “Lacrime di San Lorenzo” secondo la tradizione cristiana…
Sabato 12 agosto alle ore 21 al Forte di San Briccio tutti col naso all’insù ad ammirare lo sciame meteorico delle Perseidi…
Ci sarà anche Giove che tramonta, Saturno con Antares e il lungo viaggio della cometa Swift…
Il prof. Serafino Zanderigo sarà la guida della serata
locandina-evento-12-agosto-al-forte3

Cena sociale

Cena sociale sabato 15 luglio con tutti coloro che offrono gratuitamente un po’ del loro tempo e delle loro competenze per recuperare Forte San Briccio, tutti assieme intorno ad un tavolone lungo lungo!!!!

Le foto della serata in Menu – Galleria – Galleria 2017

Ecco alcune foto

PRIMO INCONTRO: 11 luglio dalle 19,30 alle 21,00 al Forte
Se lo Yoga ed il violino si incontrano nasce un concerto di emozioni che si manifestano passando dall’anima al corpo.
Una sequenza morbida, un rilassamento prolungato e la ricerca dei suoni della natura il tutto guidato da Elisabetta Grobberio e accompagnato dalla musica di Laura Masotto a 432 hz.
Vi aspettiamo per vivere un’esperienza unica nel meraviglioso e suggestivo contesto del Forte San Briccio in collaborazione con Fotogrammifotonici!yogahertzE’ consigliabile un abbigliamento sportivo.
Materiale necessario: materassino e asciugamano.
Tutti possono partecipare all’evento, non è indispensabile aver già praticato Yoga.
Per info e costi chiamare il num. +39 3478920582
(da https://www.evensi.it/432-yogahertz-forte-san-briccio/216586206)

La Compagnia Teatrale “VILLA ARZILLA” di San Martino Buon Albergo (VR) propone l’antica tradizione contadina del far filò.
Allegra compagnia di operatori, volontari e persone comuni che ripropone storie e cante del Filò…de ‘na olta…  Sinque scragni e tri bancheti, do careghe sgangherae,  paia e cane strassinae…eco tuto parecià….
Ecco i video, tutti in MENU-GALLERIA-VIDEO:
https://youtu.be/YgSQC0eKlqI https://youtu.be/NiT8hkZJEmk https://youtu.be/Kduvd9K3a8Y

10x30

Verona

distanziale15x15

le sue fortificazioni, e Forte San Briccio

distanziale15x15

di Nicola Dal Zovo.

La città di Verona, fondata dai romani, per la sua ottimale posizione geografica, ha sempre avuto nel tempo un importante ruolo militare, situata al centro del nord Italia, vicina alle principali vie d’ accesso al nord Europa, ha assunto negli anni una strategica funzione di controllo sulla pianura padana e sui collegamenti Alpini. In epoca asburgica (1814-1866) è la principale piazzaforte del famoso quadrilatero assieme a Peschiera, Mantova e Legnago, per proteggere la città vennero rinforzate le mura perimetrali urbane e realizzati dei forti sul perimetro del centro abitato costituendo un “campo trincerato”.

forte_san_marco

Il portone di accesso di Forte San Marco.

Verona in quel periodo era il cardine difensivo del regno Lombardo-Veneto. La città ne trae anche dei vantaggi economici, si insediano caserme, stabilimenti, polveriere, per garantire i materiali ed i servizi necessari al mantenimento di una guarnigione di circa 13.000 uomini, 1600 quadrupedi, e più di 500 bocche da fuoco. Era inoltre il centro logistico dell’armata del quadrilatero, che raggiunse un picco di 110.000 soldati nella guerra del 1859. Nell’ottobre del 1866, con la conclusione della terza guerra d’indipendenza, Verona ed il Veneto si uniscono al Regno d’Italia. Il confine con l’Austria si trova proprio sull’attuale linea immaginaria che separa il Veneto dal Trentino, Verona era quindi al limite del confine del nuovo regno. In caso di un nuovo conflitto, l’ Austria si troverà avvantaggiata dalla morfologia del territorio, le numerose valli delle Alpi infatti, convergono tutte verso la pianura padana, rendendo facile un eventuale attacco da nord verso sud.

forte_di_rivoli

Entrata al Forte di Rivoli.

La difesa italiana, per scongiurare questa eventualità, dovette prevedere la chiusura delle principali vie di comunicazione con un sistema di forti di sbarramento, in modo da agevolare il movimento delle truppe nella pianura padana. Il territorio veronese fece parte del piano difensivo studiato per tutto il confine orientale. Venne data priorità alla difesa della Valsugana, la strada delle Fugazze e la Val d’Adige, infatti, nel caso di una invasione austriaca, queste vie di comunicazione sarebbero diventate la prima linea di difesa, mentre il famoso quadrilatero, Verona, Peschiera, Mantova e Legnago, sarebbe stato la seconda linea. Le nuove tecnologie militari, con la sempre più elevata capacità distruttiva dell’artiglieria, costrinsero ad abbandonare le vecchie ed obsolete fortezze asburgiche già presenti sul territorio. Solo lo sbarramento di Rivoli sulla val d’Adige, viste le sue caratteristiche tecniche, venne riaggiornato invertendo anche il fronte delle artiglierie. Il genio militare italiano per potenziare la difesa, costruì i forti di S.Marco(1883), Masua (1880-85), San Briccio(1885) e la batteria Monticelli(1888).

[Group-1]-DSCF6834_DSCF6839-6-images

Sulla sommità del piccolo colle roccioso a controllare la val d’Adige, il Forte di Rivoli.

Parallelamente, anche gli austriaci misero in atto un nuovo grande sistema difensivo, con la costruzione di fortificazioni moderne ed efficienti, tra cui il campo trincerato di Trento, ed i forti di Riva e Mori. Il nostro forte di San Briccio, viene costruito in una posizione strategica, fra le valli di Marcellise e Mezzane, sopra un antico castelliere preistorico. E’ l’opera più avanzata verso est, le sue artiglierie si incrociano con quelle del forte di Castelletto e quelle della batteria Monticelli. E’ una delle più interessanti opere realizzate dal genio militare italiano, di forma trapezoidale, è costruito in pietra e laterizio con grosse masse coprenti in terriccio per proteggerlo dalle granate nemiche. E’ circondato da un profondo fossato con unico accesso tramite un ponte levatoio, sono presenti due Caponiere agli angoli e sul fronte di gola, un tamburo a due piani a difesa dell’ingresso.

forte_ceraino

Portone di accesso a Forte Ceraino (visto dall’interno).

I locali interni, erano adibiti a ricoveri per la truppa, magazzini per materiali, e laboratori per il munizionamento, infermerie, uffici, luoghi di guardia, prigioni e magazzini per i materiali di artiglieria. Più all’interno al piano terra la cucina ed i relativi ripostigli, al piano superiore gli alloggi del comandante e degli ufficiali. L’elemento più alto del forte protegge con il suo notevole spessore di terra, il grande magazzino da polvere di rifornimento ed altri locali. Il sistema di collegamento fra i vari locali e parti del forte è garantito da un corridoio passante su tutto il perimetro del forte, con la presenza di scale elicoidali per l’ accesso ai piani superiori. Sono presenti inoltre due grandi scale rettilinee in pietra con corsie per il traino dei cannoni, una esterna sulla piazza d’armi ed una coperta all’interno del forte.

forte_sanbriccio

Forte San Briccio – Ponte levatoio sul grande fossato che lo circonda.

Il manufatto era stato concepito per contenere una guarnigione di 400 uomini di presidio e 920 per il pattugliamento, come dotazione bellica era fornito con un armamento di 10 cannoni da149G, 4 obici da 149G, 4 cannoni da 87B, 4 mortai da 149 e con un munizionamento totale di 9600 proiettili. Purtroppo, solo pochi anni dopo la costruzione 1890/95, venne declassato a normale deposito. La limitata efficacia difensiva di questo tipo di forti corazzati, è stata dimostrata durante la prima guerra mondiale quando avvenne la cosidetta “guerra dei forti” sull’altopiano di Asiago, dove le fortezze Verena e Campolongo, vennero sventrate dalle granate di grosso calibro Austriache da 280-305 che arrivarono anche 420 mm. I manufatti modello “Rocchi” erano stati progettati per sopportare le granate da 150 mm, l’arrivo dell’esplosivo ad alto potenziale segnò il loro destino, i nuovi proiettili perforanti con spoletta ritardata si rilevarono devastanti.

forte_san_briccio

Parte del frontale del Forte di San Briccio visto da SUD.

Sull‘altro lato del fronte, le fortificazioni austriache erano molto più resistenti ai grossi calibri, perché venne fatto largo uso di cemento armato di qualità per le coperture invece del puro calcestruzzo usato per quelle italiane. I nostri ingegneri militari commisero il clamoroso errore di non seguire la veloce corsa agli armamenti a livello europeo, continuando a costruire forti in montagna già vecchi e quindi inefficaci. I forti veronesi fortunatamente, non furono mai attaccati o bombardati direttamente dall’artiglieria nemica, perché troppo lontani dalla linea di guerra, Verona, per la prima volta, è lontana dalle grandi battaglie, anche se la guerra portò comunque in Lessinia e zona Baldo, il 5° corpo D’Armata che aveva dislocato 40 compagnie di fanteria e 11 di artiglieria con il seguente armamento:

4 cannoni da 149 mm G a Monte Castelletto,

4 cannoni da 87 mm a Casara Pedocchio,

4 cannoni da 149 mm A a cima Mezzogiorno,

4 cannoni da 148 mm G sul monte Tomba e 8 cannoni da 87 mm in bronzo a Podestaria.

10x30