Documentazione e informazione

distanziale-20x20Clicca sull’immagine per ingrandirla, buona visione.

 

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Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà

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Libri scritti per non dimenticare e, per dare ai giovani i ricordi e la conoscenza del proprio territorio e tradizioni.

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Alcuni libri sono gratuiti fino ad esaurimento scorte.

Si accetta una offerta che sarà molto gradita, la stessa sarà devoluta al recupero e alla destinazione del Forte alle attività culturali e ricreative dei cittadini.

Per conoscere quelli a pagamento e loro prezzo chiedere informazioni tramite il modulo di “Contatto” del sito.

I libri si possono ritirare presso: presidente dell’Associazione All’ombra del Forte, prof.ssa Maria Grazia Belli, via Machiavelli, 5 – 37030 – Vago di Lavagno – VR - 

Tramite internet: https://www.fortesanbriccio.vr.it/contatto/

Inserendo nel modulo di contatto che vi apparirà tutti i vostri dati, compreso l’indirizzo di eventuale spedizione.

– e-mail: allombradelforte@gmail.it

Presso biblioteca comunale: sita in Vago di Lavagno Viale S. Gaspare Bertoni, 18, Lavagno
045-8781110

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Vespertilio smarginato (Myotys emarginatus – Geoffroy, 1806)
Specie presente nel Forte
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Foto da: www.afblum.be

 Ordine: Chiroptera
 Famiglia: Vespertilionidae
 Codice NATURA: 1321
 Misure: Lunghezza del corpo 41-54 (58) mm.; Lunghezza della coda (34) 38-46 (48) mm.; Avambraccio 36-41 (43,5) mm.; Apertura alare 220-250 mm.; Peso (5,9) 7-15 g.
 Distrinuzione: Entità turanico-europeo-mediterranea con estensione alla Penisola Arabica. Distribuita in Europa meridionale e centrale, in Asia sud-occidentale e centrale e in Africa maghrebina. Tutte le regioni italiane sono comprese in tale areale.
 Habitat: Specie prevalentemente sedentaria; lo spostamento più lungo documentato è di 160 km. Segnalata dal livello del mare fino a circa 1.800 m di altitudine, predilige ambiti di bassa o media altitudine, dal clima mite. Gli ambienti di foraggiamento elettivi sono caratterizzati da formazioni forestali a latifoglie alternate a zone umide, ma frequenta anche ambienti più aperti, parchi e giardini urbani. Termofila anche nella scelta dei siti di rifugio estivi, soprattutto al Nord del suo areale utilizza allo scopo sottotetti di edifici particolarmente caldi, mentre al Sud si osserva spesso in cavità ipogee. Colonie riproduttive sono segnalate anche in cavità arboree. Lo svernamento avviene in cavità sotterranee naturali o artificiali con temperature tra i 5 e i 9 °C, con un buon tasso di umidità: l’ibernazione si svolge da ottobre a marzo-aprile, talvolta fino a maggio; in questa fase pende dalle volte o dalle pareti, singolarmente o in piccoli gruppi, ma talora si incunea nelle fessure. Queste abitudini fessuricole rendono comunque in pratica difficili da identificare gli ibernacoli all’interno delle cavità carsiche particolarmente ricche di fessure, rendendo impossibile accertare la presenza e la consistenza di questa e di altre specie dai simili comportamenti. E’ stato osservato svernare con altre specie di Myotis (ad es. Myotis myotis e M. bechsteinii). Sono note colonie riproduttive assieme a Rinolofidi.
Alimentazione: Basata principalmente su Ditteri diurni (mosche) e Aracnidi, che cattura mentre sono posati sulla vegetazione, sui muri delle stalle o al suolo. Caccia tuttavia anche in volo, generalmente entro 5 m dal suolo, talora sull’acqua o sotto i lampioni, catturando vari tipi di insetti (Neurotteri, Ditteri, Imenotteri, Lepidotteri, Coleotteri).
Comportamento riproduttivo: Accoppiamenti in periodo autunnale, non è noto se avvengano anche in inverno. Colonie riproduttive prevalentemente costituite da 20-200 femmine; talora più cospicue, fino a massimi di 1.000 femmine (i maschi conducono in questo periodo vita separata). Parti in giugno-luglio: un solo piccolo, eccezionalmente due. Le femmine possono accoppiarsi già nel primo anno di vita, ma non è dimostrato che esse partoriscano già al termine di tale anno. Età massima registrata: 18 anni.

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Foto da: www.bio.foto.com

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Foto da: http://www.ifeelgoodweb.it/

I Pipistrelli del Forte di San Briccio, il 12/09/2014

dott.sa Elena Moscardo

Fin dai primi sopralluoghi effettuati dai volontari dell’Associazione All’Ombra del Forte è stata notata nell’edificio del Forte di San Briccio, Lavagno in provincia di Verona, la presenza di Pipistrelli. Da Luglio 2014 è in corso un’attività di monitoraggio volta alla determinazione delle specie presenti nel Forte, all’identificazione delle eventuali stanze/aree di nidificazione e di svernamento e una volta individuati tali siti si potrà valutare l’opportunità di intraprendere forme di tutela mirate. Questa importante attività naturalistica, fortemente voluta e sostenuta dalla Presidente dell’Associazione All’Ombra del Forte la Prof.ssa Maria Grazia Belli, è seguita dalla biologa Dr.ssa Elena Moscardo e dal signor Raffaele Favatà, entrambi volontari dell’Associazione, in collaborazione con il Dr. Leonardo Latella curatore della Sezione Zoologia del Museo Civico di Storia Naturale di Verona (Articolo del 27.07.2014 sul giornale L’ARENA http://www.larena.it/stories/376_est_veronese/808566_a_forte_san_briccio_una_batcaverna_piena_di_pipistrelli/?refresh_ce#).

Ma per conoscere un po’ meglio questo animale della notte, capirne la “bellezza” ed imparare ad amarlo è importante sapere alcune basilari informazioni su di lui e il suo comportamento.

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I Chirotteri, Mammiferi alati comunemente noti come Pipistrelli, sono animali estremamente specializzati, per la capacità di volare muovendosi nella più completa oscurità, grazie ad un sistema di ecolocazione ad ultrasuoni, e di sopravvivere in uno stato di letargo nei mesi invernali quando la temperatura è rigida e scarseggiano le prede. I pipistrelli hanno due necessità primarie: la prima è la disponibilità di rifugi (roost) adeguati per il riposo diurno, la riproduzione e l’ibernazione invernale; la seconda e la presenza di aree di foraggiamento abbondanti di insetti di cui si nutrono. Entrambe queste necessità hanno reso i Pipistrelli tra i gruppi animali più minacciati dagli errori dell’uomo. In primo luogo, essi sono estremamente sensibili ai cambiamenti sia climatici che ambientali e quindi, in conseguenza delle profonde modificazioni antropiche (e.g., agricoltura intensiva, ristrutturazione di edifici abbandonati, frammentazione degli habitat, alterazione o chiusura di grotte naturali, di cave di miniere abbandonate, riduzione delle aree forestali, bonifica delle zone umide, riduzione delle ‘formazioni lineari’ di vegetazione, siepi lungo corsi d’acqua e campi coltivati, ecc.) e naturali (e.g., variazioni climatiche e della copertura-distribuzione vegetale) dell’ambiente, hanno subito un forte declino in numerosità in ogni parte del mondo. Inoltre, la mancanza di cultura e le conseguenti false credenze li hanno dipinti per secoli come demoniaci vampiri, legati all’oscurità e al maligno, generando nella gente diffidenza e rifiuto, fino ad arrivare ad attività volontarie atte a perseguitarli e allontanarli dai loro rifugi, con gravi danni per gli ecosistemi in cui vivevano. Oggi in Italia i Pipistrelli costituiscono quasi un terzo delle specie di Mammiferi della nostra fauna, ma sono anche l’ordine rappresentato dal maggior numero di specie minacciate di riduzione drastica sia in varietà che in numero di esemplari per specie. 

I Pipistrelli sono un gruppo di Mammiferi molto evoluti, gli unici in grado di volare, grazie ad una mano che l’evoluzione ha modellato a formare un’ala perfetta. Proprio per questo motivo essi vengono chiamati, con il loro nome scientifico di Chirotteri, una parola derivata dal greco che significa “mano alata”. Un’altra caratteristica unica dei pipistrelli è quella di predatori notturni: essi sanno cacciare mentre si spostano in volo durante la notte, grazie ad un sofisticatissimo sistema di ultrasuoni. Nel buio essi si orientano usando la percezione dell’eco dei suoni molto acuti (ultrasuoni) che essi stessi emettono: le onde sonore urtano contro gli ostacoli o le prede posti sulla loro traiettoria e ritornano sotto forma di eco, l’eco viene catturato dai loro grandi padiglioni auricolari e elaborato dal cervello, che è in grado di ricostruire una minuziosa immagine tridimensionale dell’ambiente. Quindi, niente paura! Quella che i pipistrelli vadano a sbattere contro cose o persone o addirittura possano ingarbugliarsi nei capelli, è solo una vecchia leggenda, che non ha mai trovato alcun riscontro scientifico: i pipistrelli sono macchine volanti estremamente sofisticate ed efficienti, con una probabilità d’errore pari quasi allo zero. Questi animali sono, inoltre, estremamente socievoli tra loro anche tra individui appartenenti a specie differenti. Essi dormono a migliaia nello stesso ambiente (grotta o altro luogo adatto), per scaldarsi e proteggersi a vicenda, e collaborano nella ricerca del cibo di notte grazie ad un complesso sistema di comunicazione ancora in gran parte sconosciuto. Allevano i piccoli aggrappati all’addome materno, da dove essi possono succhiare direttamente il latte dalle mammelle e le femmine tornano sempre a riprodursi nel luogo dove esse stesse sono nate.

A causa della progressiva riduzione dei loro rifugi naturali (grotte, fenditure delle pareti rocciose e cavità arboree) non è rara la presenza di Pipistrelli nelle costruzioni dell’uomo (edifici, ponti, viadotti, tunnel, pali della luce, antichi acquedotti, necropoli, ecc.). I rifugi artificiali analoghi agli ambienti di grotta, caratterizzati da volumi cospicui, non disturbati, con soffitti adatti all’appiglio (di legno, pietra o mattone, non intonacati o con intonaco ruvido), bui, con temperatura e tasso di umidità idonei e assenza di correnti d’aria sono però estremamente rari. Le specie che frequentano questo tipo di rifugi dimostrano spesso, nei loro confronti, un’estrema fedeltà, tornando a utilizzarli regolarmente, nello stesso periodo, ogni anno. Per tale ragione la distruzione/alterazione di un sito di rifugio può avere esiti estremamente negativi: per anni i pipistrelli (che sono longevi, per alcune specie è dimostrato il superamento dei 40 anni di vita) possono cercare ostinatamente di ritornare al sito scomparso o reso inutilizzabile e non trovare un valido sito di rifugio alternativo, andando incontro a decremento demografico e, nell’ipotesi peggiore, all’estinzione locale.

Finalmente riconosciuto il valore dei Pipistrelli per l’insostituibile ruolo di principali predatori notturni degli insetti, capaci di evitare l’aumento incontrollato delle popolazioni di alcuni di essi e l’importanza strategica per la conservazione della biodiversità, oggi numerose leggi nazionali ed europee prevedono la salvaguardia di tutte le specie di Pipistrelli e puniscono ogni atto volto a minacciarne la sopravvivenza.

Nel Forte di San Briccio alcune stanze (in particolare quelle della zona posta a nord-ovest) sono state scelte dai Pipistrelli (finora accertata la presenza delle specie Vespertillo Maggiore, Myotis Myotis e Rinolofo Maggiore o Ferro di cavallo maggiore, Rhinolophus Ferrumequinum) come rifugio alternativo agli ambienti naturali di grotta (purtroppo sempre più rari sul territorio per la forte antropizzazione) e pertanto la loro salvaguardia, proteggendo i luoghi da loro scelti come ‘casa’, è divenuta uno scopo essenziale oltre che doveroso dell’Associazione all’Ombra del Forte.

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                                                                                                    Dr.ssa Elena Moscardo

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Cicala adulta
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Exuvie di Cicala – ultimo stadio
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Descrizione: Gli adulti di Cicada Orni raggiungono un lunghezza di circa 25 mm., con una apertura alare di circa 70 mm., la colorazione varia dal marrone al grigio. La testa mostra occhi grandi e prominenti, distanti fra loro, l’addome ha segmenti rossastri, sull’addome e su varie parti del corpo è ricoperta da una  polverina bianca setosa, antenne brevi e lunga proboscide per l’alimentazione. Ali trasparenti con venature ben distinte, con piccole macchie nere caratteristiche su alcune venature.
Habitat: Si possono trovare sugli alberi o sugli arbusti, cicale intente ad alimentarsi succhiando la linfa con il loro apparato boccale. Solo i maschi producono il caratteristico frinìo per mezzo di due piccole membrane addominali detti “Timpani” situate in due piccole cavità poste ai lati dell’addome, questi timpani vibrano rapidamente azionati da piccoli tendini, si tratta di un sistema unico nel mondo degli insetti. il caratteristico frinìo ad intermittenza è un forte richiamo sessuale per le femmine, e durante queste esibizioni si possono ascoltare più maschi sullo stesso albero, il loro canto è sinonimo dell’estate. Le cicale adulte depongono le uova in estate, la schiusa avviene da fine estate all’autunno. La vita da adulto è di circa un mese e mezzo, il necessario per l’accoppiamento e la deposizione delle uova, mentre lo stato larvale dalla schiusa delle uova dura circa quattro anni con sette stadi larvali, l’ultimo stadio è ben rappresentato dalla seconda immagine, in questo periodo si nutrono di succhi incidendo le radici di varie piante. Contrariamente al noto detto della Cicala e la Formica, è quest’ultima a sfruttare il lavoro della prima, che incidendo le radici provoca la fuoriuscita della linfa, di cui le formiche sono ghiotte, accorrendo in gran numero, disturbando così la larva di cicala che sarà costretta a spostarsi per continuare il suo lavoro.
Distibuzione: Specie molto comune in centro e sud europa, in nord Africa e nel vicino Oriente.
Regno: Animalia
Classe: Insecta
Ordine: Hemiptera
Famiglia:  Cicadidae
Genere: Cicala
Spacie: C. Orni
Nome Binominale: Cicada Orni
 Ascolta il suo richiamo

La CAMOSCIATA delle Alpi al FORTE.

Come qualcuno di voi sa da alcuni mesi, nel Forte sono presenti delle capre, in particolare la Camosciata delle Alpi, bellissima capra, da profani molto vicina a primo acchito come fisico e colore allo stambecco e camoscio.

FOTO CAPRE

Perché le capre al Forte…, i volontari conoscono benissimo il perché di questa scelta, decisa dal presidente dell’associazione Maria Grazia Belli e, vivamente sostenuta ed appoggiata dai volontari. Dovete sapere che dopo i primi lavori di disboscamento dell’area del Forte, i nuovi germogli con le abbondanti piogge invernali primaverili ed estive del 2013-2014 avevano raggiunto dimensioni ragguardevoli! Dopo aver liberato una zona e spostatici in un’altra, non facevamo in tempo a finirla che si rendeva necessario ritornare da dove avevamo cominciato tanta era la velocità di crescita dei germogli.

FOTO NUOVI GERMOGLI

Così l’idea delle capre per risolvere il problema e, grazie ad esse, il problema è stato risolto egregiamente. Oggi il Forte si presenta pulito senza arbusti, pertanto praticabile in tutte le sua parti esterne di superficie. Le capre non sono stabili nel Forte, possiamo dire che vengono in “vacanza” periodicamente e a giudizio del proprietario. in questo momento sono presso la loro stalla di allevamento dove le femmine partoriranno. Per poter ospitarle periodicamente al Forte, si è reso necessario ripristinare la recinzione e, dopo le due visite presso il Forte della Polizia Provinciale, con la consapevolezza che  effettueranno un controllo del Forte quando sono nella zona, ci da molta tranquillità, pur restando sempre vigili e presenti. Come è possibile avere delle capre che si alimentano con la vegetazione sana e genuina del Forte, e non approfittare per dare al loro prodotto frutto di tanta genuinità il nome “Le caciottine del Forte San Briccio formaggio caprino di qualità“? Si perché quelle capre producono latte… e con il latte si fa il formaggio, ed ecco l’etichetta già pronta delle caciottine del Forte!

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Nei prossimi giorni saranno vagliate le condizioni e, modo di vendita al pubblico, rispettando tutti i parametri e condizioni imposte dalla corrente legislazione, Regionale, Nazionale, ed Europea in merito ai prodotti destinati alla nostra alimentazione. Le caciotte sono di tre grandezze, pertanto tre scelte in base alle proprie necessità.
E’ certamente una iniziativa utile sia alla comunità che al Forte e, all’allevatore che ha messo a disposizione dell’associazione All’ombra del Forte le capre, con il risultato di aiutare un po tutti, anche le capre!

Premessa:

Nella colonia di Chirotteri, oltre al Ferro di Cavallo Maggiore (Rhinolophus Ferrumequinum), siamo certi sia presente anche il Vespertilio Maggiore (Myotis Myotis – Borchausen – 1797).
Stiamo cercando di non disturbarli in questa fase molto delicata per loro, effettuare accertamenti in questi giorni dove loro hanno già iniziato i preparativi per lo svernamento, sarebbe dannoso, è bene non disturbarli, durante i prossimi mesi invernali faremo comunque le dovute ricerche, con la collaborazione della dott.sa Elena Moscardo e il dott.r Latella per individuare la presenza di ulteriori famiglie.

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1) Rost (Posatoio)
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2) Pipistrello ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum)
Dimensioni: di medie dimensioni, testa più corpo tra i 56 e i 79 mm., la lunghezza dell’avambraccio tra i 55 e 62,5 mm., la coda di una lunghezza tra i 30 e 45 mm., il piede di una lunghezza tra i 10 e i 14 mm., le orecchie lunghe circa tra 20e 29 mm., il peso fino a 34 g.
Aspetto: il Ferro di Cavallo Maggiore è un pipistrello della famiglia dei Rinolofidi diffuso nell’Ecozona paleartica. La pelliccia è soffice e lanuginosa, le parti dorsali di colore bruno o marroni tendenti al grigio, con dei riflessi rossastri, mentre la base dei peli chiara, le parti ventrali variano dal bianco grigiastro al bianco giallastro. Le orecchi corte, la foglia nasale presenta una lancetta triangolare con bordi leggermente verso la punte smussata. Le membrane alari sono marroni chiare o brune grigiastre.
Ecolocazione: emette ultrasuoni ad alto ciclo con impulsi di lunga durata a frequenza costante da 77 a 83 KHZ.
Comportamento:  durante il periodo estivo si rifugia in grotte e gallerie rocciose in luoghi relativamente caldi e umidi, in attici di edifici come basiliche, templi antichi e ruderi, in tutte quelle costruzioni possenti e abbandonate. Può formare groppi di 1.000 individui, i maschi tendono ad essere solitari. Entrano in ibernazione entrambi i sessi da Settembre ad Aprile, aggregandosi per l’occasione in ambienti naturali o artificiali. L’attività predatoria inizia al tramonto per terminare all’alba, il volo è lento, alternante fino a 10 m. dal suolo. Specie sedentaria con spostamenti fino a 350 KM., durante il cambiamento di stagione, ma possono essere stanziali se nella costruzione da loro scelto, ci siano più luoghi a temperatura ed umidità seppur diverse ma stabili nella loro differenza, dando così una opportunità di scelta secondo il periodo. (Ne è un chiaro esempio Forte San Briccio).
Alimentazione: si nutre di coleotteri, falene, ragni, cavallette, catturati in volo o tra gli alberi e al suolo, durante la caccia si allontanano dai loro rifugi anche di 2-3 Km., le prede vengono divorate su specifici posatoi. Può talvolta individuare la preda da fermo, scandagliando con gli ultrasuoni lo spazio circostante muovendo solo la testa. Per far fronte all’esigenza di bere, si fornisce della quantità necessaria, effettuando più passaggi in volo, bevendo direttamente dalla superficie della pozza d’acqua, se possibile si posa sul bordo dissetandosi. Nel Forte si è potuto constatare che, per dissetarsi si aggrappano ai doccioni di scolo situati lungo e a mezza parete del Forte, dai quali gocciola da alcuni in continuazione l’acqua piovana penetrata nella sommità del Forte, pertanto in qualsiasi periodo dell’anno hanno a disposizione la quantità d’acqua a loro necessaria.
Riproduzione:  danno alla luce un solo piccolo tra Giugno e i primi di Agosto, dopo una gestazione di 72 giorni. Gli accoppiamenti avvengono alla fine dell’estate e, si protraggono fino a tutta la primavera successiva. I nuovi nati aprono gli occhi dopo circa una settimana e sono in grado di volare dopo circa un mese dalla nascita e, diventano indipendenti dalla madre a circa due mesi dalla nascita. Raggiungono la maturità sessuale le femmine a 3-4 anni, mentre i maschi dopo il secondo anno di età. La durata della vita può arrivare a 30 anni, è la più alta fra i chirotteri europei.
Distribuzione:  Soecie diffusa nell’ecozona paleartica, dall’Europa occidentale e sud orientale, Africa nord-occidentale, l’Asia centrale le la parte centrale del subcontinente indiano. Cina orientale, la penisola coreana e l’arcipelago giapponese. In Italia è presente su tutto il territorio.
Habitat: boscaglie temperate, foreste montane e pascoli, boschi mediterranei, in prossimità di specchi d’acqua, di solito non oltre gli 800 m., ma si possono trovare fino a 3.000 m. di altitudine.
Regno: Animalia
Classe: Mammalia
 Ordine: Chiroptera
Famiglia: Rhinolophidae
Genere: Rhinolophidae
Sottofamiglia: Pharenopterinae
Specie: R.ferrumequinum
Nomenclatura binominale: Rhinolphus ferrumequinum
 Ascolta il suo richiamo
I richiami e lo stridire dei pipistrelli essendo essi emessi ad ultrasuoni, vengono modificati per l’orecchio umano.

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1) Maschio
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2) Femmina
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I grilli di cespuglio: appartengono allo stesso ordine delle cavallette, ma hanno antenne più lunghe e i maschi stridono sfregando fra loro le basi delle ali anteriori. I canti sono spesso di una nota più alti di quello delle cavallette e possono continuare per periodi molto più lunghi. Le femmine hanno un ovopositore ampio, spesso a forma di sciabola, con il quale depongono le uova nel terreno o nelle fessure delle piante. Gli insetti sono almeno parzialmente carnivori e, a differenza delle cavallette sono spesso attivi di notte,. Molti hanno ali cortissime e sono incapaci di volare.
Famiglia: Tettigonidi
Sottofamiglia: Pharenopterinae
Genere: Barbitistes
Distribuzione: Distribuito in tutta Europa centro meridionale, ma si può trovare in Belgio e in Renania Settentrinale-Vestfalia e Bassa Sassonia, Germania.
Ascolta il suo richiamo

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Famiglia: Malvaceae
Descrizione: pianta perenne, raramente annua, di aspetto erbaceo, pubescente con fusti robusti, ispidi molto ramificati alla base legnosi. Strisciante oppure eretta, di altezza di 60cm. circa, talvolta i suoi steli possono raggiungere 1,5 m. di lunghezza.
Caratteri botanici: piccolo arbusto sempre verde, con foglie squamose e rami allargati a guisa di foglie, appuntite a spina. Fusto molto ramificato.
Fiori: all’ascella delle foglie sono inseriti i fiori, 2 o 6, hanno lungo peduncolo, calice a 5 sepali triangolari, la corolla e formata da 5 petali bilombati di color rosa violaceo, con striature più scure.
Frutti: i frutti sono pollacheni circolari, glabri o pubescenti, appiattiti sul dorso e reticolati.
Habitat: luoghi incolti, ai margini delle strade, nei campi e nei prati. Eurasiatica, dall’Europa al Giappone, zone fredde e temperate dell’Asia. Comune su tutto il territorio italiano, periodo Maggio – Ottobre
Etimologia: il nome del genere assonante con il greco “Malàtto” io rammollisco e con “Malàkhe” emolliente, bevanda, con riferimento alle proprietà emollienti di queste piante.
Uso alimentare: specie commestibile, officinale, indicata per gli stadi infiammatori delle mucose, della bocca delle gengive della gola e nevralgie dentali. Usato da sempre come blando lassativo e buon regolatore intestinale, importante per l’azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata.Fonti: Acta plantarum, Flora d’Italia.Edagricole.
Attenzione: le informazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati solo a scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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Famiglia: Liliacee
Etimologia: Il primo termine è il nome con cui i romani chiamavano la pianta, il secondo indica la presenza di cladodi appuntiti e pungenti.
Caratteri botanici: piccolo arbusto sempre verde, con foglie squamose e rami allargati a guisa di foglie, appuntite a spina. Fusto molto ramificato.
Fiori: di una grandezza di 3 mm. circa, da 1 a 2 sulla superficie piatta dei rami.
Frutti: bacche scarlatte di circa 1 cm., non sono tossici, ma non sono commestibili per il gusto resinoso e sgradevole.
Habitat: pianta caratteristica dei boschi di caducifolie, e boschi di Leccio (Quercus ilex L.), comune in tutto il territorio dal livello del mare fino ai 1400 m. circa.
Parti commestibili: si raccolgono i nuovi getti (turioni) di colore bruno-violaceo, che spuntano dal terreno fra i fitti rami spinosi.
Uso alimentare: lessi. frittate, si consumano come gli asparagi selvatici o coltivati, di sapore più amarognolo, richiedono più tempo di cottura, si preferisce cuocerli in molta acqua per attutire il sapore amarognolo, si condiscono con olio di oliva, sale pepe e succo di limone.

imm-grillo-bb Grillo di cespuglio (Marbitistes serricauda)
imm.pipistrello-bb  Pipistrello (Rhinolophus ferrumequinum)
myotemar-bb  Vespertillo smarginato (Myotis Emarginatus)
cicala-7212-bb  Cicala (Cicada Orni)
mantide-001 Mantide religiosa (Mantis religiosa)
scorpione-001  Scorpione italiano (Euscorpius italicus)
puls-riccio-bb-029 Riccio comune (Erinaceus europaeus)

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Le condizioni del Forte di San Briccio

alla Consegna delle sue chiavi da parte del Comune

all’Associazione All’ombra del Forte

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Le foto contenute in questa rappresentazione, sono state riprese prima della consegna delle chiavi all’associazione All’ombra del Forte. Sono molto rappresentative delle condizioni in cui versava il Forte, prima che fosse ceduto al Comune di Lavagno e, successivamente dallo stesso dato in gestione provvisoria all’Associazione All’ombra del Forte. Nella presentazione fotografia generale non viene rilevato lo stato superiore del Forte, data la quasi impenetrabilità e pericolo, per chi si fosse addentrato senza la necessaria attrezzatura, per crearsi un minimo varco fra la fitta vegetazione.

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Come si svolge la visita

La visita planimetrica del Forte è intesa: passando con il puntatore del mouse su di un punto sensibile della sua planimetria, si colorerà di giallo sulla mappa del Forte, cliccandoci sopra apparirà l’immagine corrispondente al punto selezionato. Non tutti i locali e le aree del Forte sono selezionabili, sono state inserite quelle di una certa dimensione ed importanza. Ogni locale del Forte è numerato dall’origine e corrisponde ad un numero ben preciso sulla mappa, pertanto la visita è reale nei termini descritti. Fate clik sulla sottostante immagine raffigurante in piccolo la mappa con planimetria del Forte, si aprirà una nuova pagina con la planimetria interattiva, buona visita del Forte…

Visita virtuale planimetrica del Forte
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Visita virtuale immersiva del Forte

prossima costruzione

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