Visite

Giovedì 31 Agosto la manifestazione “VINO IN CORTE 2017“, giunta alla sua dodicesima edizione, verrà inaugurata con uno spettacolo teatrale che si terrà nella magnifica cornice del Forte di San Briccio: alle ore 20:45 la compagnia Trapano Bosh presenta la commedia musicale “Mi chiamo Remo; storia di un soldato semplice”.
Inoltre, sabato 2 e domenica 3 settembre alle ore 18:00 Visite guidate al Forte di San Briccio con partenza dal piazzale della Chiesa
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Due siti da visitare10x3010x30

Primavera Culturale al Forte

Terzo incontro

distanziale15x15Lunedì 25 Apriledistanziale15x15

“Ricorrenza della liberazioner

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Qualcuno credeva di rovinarci il dopo festa

Articolo sull’Arena

Locandina dell’Associazione

Locandina del Mercatino

La risposta del nostro presidente all’articolo apparso sull’Arena di Giovedì 28

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di Raffaele Favatà.

Come molto spesso accade quando si fa o si tenta di fare qualcosa di importante per la nostra comunità e nel nostro paese, c’è sempre qualche “personaggio” che cerca di rovinare tutto… ma questi personaggi sono quelli che poi non contribuiscono con le loro offerte o lavoro gratuito al bene comune, persone capaci solo di denigrare quello che fanno gli altri. Invidia, rancore, disfattismo, ignoranza? Decidete voi…

Queste righe servono per mettervi al corrente dell’articolo apparso sull’Arena di Giovedì 28-04-2016. Lunedì 25 è stata celebrata la ricorrenza del “25 Aprile” festa della liberazione con tutte le autorità presenti, civili e militari, l’inaugurazione del nome “Forte S. Briccio” in bronzo ritornato sul suo frontale e, la presentazione del libro “Il risveglio del Gigante di Pietra” che racconta i nostri tre anni di lavoro al Forte, concludendo la mattinata con relativo rinfresco offerto dall’associazione in piazza d’Arme alle 12,30. Accade che delle persone venute in visita al Forte nelle prime ore pomeridiane hanno trovato il cancello chiuso, alle 14 circa…, noi ci siamo scusati e ci scusiamo per il malinteso. Teniamo però a precisare che non esiste locandina o manifesto, dove l’Associazione All’ombra del Forte abbia scritto che la manifestazione del 25 Aprile al Forte si sarebbe protratta fino alle 17,00, anzi, sui manifesti e locandine c’è ben visibile l’ora della conclusione della manifestazione, cioè alle 11,30 più rinfresco, pertanto 12,30! Perché non hanno pensato ad una loro mancanza di attenzione… a chiunque sarebbe sorto il dubbio… ma loro si sono fatti una foto di gruppo davanti al cancello chiuso e, l’hanno inviata all’Arena, denigrando con l’appellativo “Il Mostro di Pietra” apparsa nell’articolo, scimmiottando il nome del libro presentato e scritto da Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà “Il Risveglio del Gigante di Pietra”…. Cosa dire a queste persone e al giornalista che ha buttato giù l’articolo… “CAMBIA MESTIERE”, si cambia mestiere, perché fra le righe si nota chiaramente la presa di parte senza nessuna verifica o messa in dubbio sulle responsabilità dei fatti accaduti, come molto spesso accade sui nostri quotidiani, poi quando si esprimono delle opinioni o si raccontano dei fatti accaduti si “FIRMANO” caro signor giornalaio, senza offesa per il glorioso mestiere dei giornalai…

Riprendiamo la cronaca dei fatti: Finita la riuscitissima manifestazione alle 12,30 con il conclusivo rinfresco, i cancelli sono stati chiusi alle 13,15 circa. Per noi finiva tutto lì. Ma verso le 14,30 è arrivata una telefonata che chiedeva come mai il cancello del Forte era chiuso e, ci faceva presente, che c’era un gruppetto di persone che voleva visitare il Forte. La risposta è stata “ci dispiace ma il forte è chiuso perché la manifestazione è terminata alle 12,30” e precisando che il forte non era aperto alle visite il pomeriggio ma solo la prima Domenica di ogni mese… al mattino, quindi doveva esserci stato un malinteso. Dispiacendoci del contrattempo e cercando di soddisfare tutti, subito sono stati allertati i volontari facendo presente che c’era gente davanti al cancello, chiedendo loro chi era immediatamente disponibile. Alle 15,00-15,15 circa il sottoscritto con Sergio Sponda aprivamo il cancello del Forte, al nostro arrivo c’era una coppia, entrata a visitare il Forte, successivamente sono arrivate in tutto altre 6-7 persone a gruppetti, questo fino alle 16,30 orario di chiusura del Forte.

Morale: Sulla nostra locandina e vari manifesti sono spiegate dettagliatamente le varie fasi della manifestazione del 25 Aprile, non vi è scritto che la manifestazione o l’apertura del Forte si sarebbe protratta fino alle 17,00 come scritto sull’Arena, anzi tutto sarebbe terminato alle 11,30. Verificando cosa potrebbe essere successo dato l’equivoco, scopriamo che nella locandina del “Mercatino” c’è scritto l’orario del mercatino fino alle 17,00!

Pertanto se i cari signori che si sono fotografati davanti al cancello avessero letto bene la locandina del Forte, non sarebbero rimasti fuori… anzi hanno perso l’occasione di assistere ad una bellissima mattinata al Forte… perso la bellezza di un libro offerto gratuitamente, ma… si vede che in mattinata avevano altro più importante da fare, con le lenzuola ed i cuscini. I vecchi proverbi non sbagliano mai… chi dorme non piglia pesce.

Dopo tre anni di duro lavoro, ed essere riusciti con il nostro grande gruppo a ridare vita a tutto il Forte, non solo ai due o tre locali di nostro interesse, ma all’intera struttura, opera intrapresa da nessuno in tutti questi anni passati, leggere delle idiozie “Mostro di Pietra” senza avere l’accortezza di verificare come si sono svolti realmente i fatti, sinceramente fa pena… pena per questi individui giornalista compreso…. Perché non venite a portare il vostro sedere al Forte e, rendervi utili in qualcosa che già coinvolge tutta Lavagno, invece di cercare di cogliere qualsiasi opportunità pur di denigrare il lavoro degli altri? Siamo a maggior ragione meravigliati che l’Arena abbia concesso la pubblicazione di un articolo tanto delicato, riguardante il sacrificio di volontari senza prima verificarne i fatti e, cosa più grave pubblicare l’articolo senza firma… Quando esprimo un mio parere ci metto sempre la mia faccia, lo trovo di rispetto ed onesto verso gli altri, e questo in special modo sui miei scritti…

Certo è che qualcosa di utile lo avete fatto… vi ringraziamo per averci fatto capire che dovremo stare molto attenti in avvenire… si molto attenti, perché adesso sappiamo che intorno a noi c’è anche gente che ci vuole “Molto bene” controlleremo anche le locandine degli altri… grazie grazie grazie…

State tranquilli siamo un grande gruppo… e abbiamo le spalle molto larghe e, la forza di rispondere.

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La manifestazione del 25 Aprile al Forte

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GRUPPI… e Associazioni Culturali

Come programmare visite o manifestazioni culturali al Forte

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Vogliamo portare alla Vostra attenzione che, la Domenica 04-10-2015 è l’ultima Domenica in cui il Forte è aperto alle visite, sarà da quel giorno chiuso fino alla Domenica del 06-03-2016 prima Domenica dìapertura, è possibile visitare il Forte facendo domanda tramite il MODULO del sito, situato nella pagina di “CONTATTO” del sito, questo riservato solo a gruppi, inserendo la vostra richiesta con tutte le informazioni del gruppo, età, numero dei partecipanti, ente o associazione, inserendo tutte quelle informazioni utili per darci la possibilità di organizzare al meglio la vostra accoglienza. Se siete in possesso di una vostra locandina potete inserire l’immagine in jpg, o pdf, nel modulo “CONTATTO” alla voce “Allega immagine:” cliccando poi su “scegli immagine”, immagine che avrete preparato precedentemente sulla vostra scrivania del vostro PC nel formato su indicato, la locandina sarà inserita nella pagina “Gruppi – visite programmate al Forte” con tutti i dati relativi alla visita. L’accesso alla pagina per vedere le programmazioni future è accessibile dal menù alla voce “IN PROGRAMMA”.

Inviata la richiesta sarete contattati nel più breve tempo possibile.

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Apertura del Forte

Domenica 13 di MARZO

Chiusura la prima Domenica di OTTOBRE

Gruppi – Come programmare le visite

VISITE E MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA

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IL VOLO

HA PRESENTATO AL FORTE

FORTIFICAZIONI DELLA GRANDE GUERRA

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di Raffaele Favatà.

In una splendida giornata di sole si è conclusa positivamente presso il Forte di San Briccio la video proiezione del documentario sui Forti avvenuta l’11-10-2015 alle ore 16,00, già presentato alla 72° Mostra del Cinema di Venezia, la partecipazione è stata oltre le aspettative. Le speranze che tutto andasse per il meglio erano tante, dopo aver recuperato per l’occasione con il lavoro dei volontari un grande locale del Forte. La gradita partecipazione anche delle nostre autorità locali nella persona del Sindaco Simone Albi e dell’Assessore Alessandra Sponda e la partecipazione dell’immancabile prof. Corra alla video proiezione del documentario di Mauro Vittorio Quattrina, hanno dato il tocco finale alla manifestazione, molto gradita ed apprezzata da tutti i presenti. Facevano parte del documentario immagini e spezzoni di filmati inediti sulle varie fortificazioni presentati e inserite nel complesso dell’opera, molto interessanti. La cornice del Forte ha fatto il resto… come non ammirare ed apprezzare lo splendido complesso militare rinato in tutta la sua grandezza e complessità del suo interno, con scorci e viste di grande interesse, rinate dopo il lungo abbandono. Alla fine della proiezione un fugale e breve rinfresco dedicato agli attori della presentazione.

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FORTEMUSICA

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Ancora al Forte

Officina Fotonica

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Una serata di musica e socialità in Piazza d’Armi
con alcuni dei gruppi che frequentano la sala prove allestita e curata dall’associazione Officina Fotonica nel comune di Lavagno.

Alle 17.30
assemblea aperta agli associati e alle associate per discutere alcune problematiche riscontrate nella gestione della saletta, raccogliere idee e proposte per prossime iniziative, organizzarsi per la serata.

A seguire, aperitivo allargato e pasto frugale.
Forse pizza.

Dalle 21
suoneranno in ordine sparso:

 Suggestion […]

 Microwave [neo-prog]
https://it-it.facebook.com/microwave.rockband

 Squid to Squeeze [psichedelia, elettronica, real-time composing]
https://www.facebook.com/squidtosqueeze

 Grey Miller [alternative rock, new wave]
https://www.facebook.com/GREYMILLERMUSIC

Beat Root Box [beat box]

Prima, dopo e durante,
l’immancabile djset riempipista.

Baretto aperto con cibo e bevande.

Ora chiediamo alle capre se ci sono ulteriori informazioni da dare.

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Entrata gratuita riservata ai tesserati
dell’associazione All’Ombra del Forte.
La tessera è annuale, costa 5 euro e contribuisce
a sostenere le spese per il recupero del Forte.
Birretta fresca offerta a tutti i nuovi associati.

Il Forte di San Briccio si trova a Lavagno, a 15 minuti dalla città.
Ti invitiamo a seguire le indicazioni per il parcheggio,
a rispettare l’ambiente e vicinato.

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CONCLUSASI POSITIVAMENTE LA SERATA

delle

“RONDINI DELLA NOTTE”

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di Raffaele Favatà.

Si sono appena concluse le serate internazionali dei chirotteri, con la nostra serata delle “RONDINI DELLA NOTTE” svoltasi nella sala civica di San Briccio… con esito positivo per la numerosa partecipazione. La manifestazione si svolge in trenta nazioni, pertanto di importanza internazionale, la serata dedicata ai chirotteri dall’associazione internazionale “EUROBATS”, ha come scopo la sensibilizzazione della popolazione all’argomento, il censimento, il controllo e la difesa dei chirotteri (Pipistrelli) nei vari paesi. 
La serata organizzata dall’Associazione All’ombra del Forte di cui faccio parte, si è svolta presso la sala civica di San Briccio. Dopo la proiezione di immagini e audio attinenti all’argomento trattato da parte degli esperti del G.I.R.C. e LIPU di Padova intervenuti per l’occasione, cioè i chirotteri (Pipistrelli) del Forte, descrivendone l’utilità per la comunità e loro protezione da parte della legislazione italiana ed europea . Siamo usciti alla fine delle proiezioni dirigendoci verso il Forte in una splendida e calda serata d’Agosto. Siamo arrivati fino alla sommità del colle, davanti al cancello di accesso al Forte, il panorama che si presentava era indescrivibile… Verona di notte! Più di qualche esemplare è stato catturato dal Bat Detector strumento per registrare gli ultrasuoni da loro emessi, di cui i due esperti ne erano muniti. Lo scopo dell’escursione notturna era di catturare qualche verso o richiamo dei pipistrelli presenti in caccia lungo le vie di San Briccio. L’interesse dimostrato dai partecipanti ci sprona a perfezionare la serata in avvenire, arricchendola di immagini e video con escursione presso l’interno del Forte… pertanto un ringraziamento a tutti i partecipanti e un arrivederci alla prossima edizione.

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UN’ALTRA FESTICCIOLA… al Forte

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Succede che, dopo il riuscito esperimento dello scorso mese, venerdì 28 agosto
si fa un’altra festicciola al Forte di San Briccio.
A partire dalle 21.30:
■ JAM! (session)
improvvisazione strumentale aperta
A seguire, fino a tardi:
■ FANATICS S.C. (da Brescia)
Djset: northen soul, early reggae, ska
■ KALAMINA SOUND SYSTEM
Djset: digital dub, roots
Baretto con cifre abbordabilissime. Tavolini, sedie, luci psichedeliche. Tutto a posto. Vieni a conoscere lo spazio, tornato alla vita dopo due anni di lavoro dei volontari.
Vieni a ballarci su.
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Entrata gratuita riservata ai tesserati dell’associazione All’Ombra del Forte.
La tessera è annuale, costa 5 euro e contribuisce a sostenere le spese per il recupero del Forte. Birretta fresca offerta a tutti i nuovi associati.
Il Forte di San Briccio si trova a Lavagno, a 15 minuti dalla città. Ti invitiamo a seguire le indicazioni per il parcheggio, a rispettare ambiente e vicinato.
Ti aspettiamo qui:
https://www.google.it/maps/place/Via+della+Liberazione,+1,+37030+San+Briccio+VR/@45.450787,11.121046,276m/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x477f5b9c3d1d8f79:0x672797ac21f29514?hl=it

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Conclusasi la serata musicale del 18-08-2015

Gruppo

Armonici Ensemble Giocosa

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Conclusasi con successo la serata musicale del 18-08-2015 al Forte, anche se il tempo non prometteva bene. Tutto intorno al Forte di San Briccio l’acqua veniva giù fortissima con tuoni e lampi, ma Giove Pluvio deve aver avuto pietà di noi…, di chi ci ha messo cotanta volontà ed impegno perché tutto andasse per il meglio, alla fine siamo stati premiati… certo abbiamo qualche cosina da perfezionare ma la volontà non manca. Ringraziamo il giovane gruppo di Ensemble Armonica Giocosa per la bellissima serata musicale e per il coraggio di aver sfidato il tempo che sembrava avverso, e il nostro ing. Luca Zenari per l’organizzazione della serata e per aver realizzato il percorso illuminato dal Forte fino alle “Cesette” dove è il posteggio del Forte, dando così la possibilità ai partecipanti alla serata di accedere al posteggio in sicurezza; ma l’illuminazione proseguiva anche lungo la strada di accesso al Forte fino quasi alle prime case di San Briccio. Il colpo d’occhio era notevole nella notte turbolenta fra lampi e tuoni il percorso risultava da favola con tutti i piccoli punti luminosi che indicavano la strada da percorrere…

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FORTESPETTACOLO

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Si… FORTESPETTACOLO, suona anche bene… è una parola che racchiude in se ed indica molto bene la strada intrapresa dalla Associazione All’ombra del Forte. Recuperare lo splendido manufatto e restituirlo alla comunità in forma di cultura, di area verde protetta per flora e fauna autoctona, sede di spettacoli all’aperto d’estate, in sunto tutto quello che può servire a ravvivare la nostra comunità. Renderlo utile alla cittadinanza è stato l’impegno che ha preso l’associazione verso il Comune nel 2013, e questo primo spettacolo rappresenta l’inizio di un promettente percorso. La partecipazione della comunità è stata splendida numericamente oltre ogni aspettativa. Anche se era riservata la serata ai solo tesserati per una prova generale, molti tesseramenti si sono aggiunti agli esistenti, a dimostrazione del forte interesse che suscita il Forte nella nostra comunità.

Di seguito vi presentiamo il “TEATROPROVA” che ha egregiamente sostenuto la serata al Forte.

link al PDF

TEATROPROVA

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Rappresentazione fotografica della serata.

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La Mascotte del Forte di San Briccio

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di Raffaele Favatà

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L’inatteso evento è avvenuto il 30-06-2015 alle ore 6,30 circa, alla fine del viale di accesso al Forte appoggiata al muretto della rete di recinzione la madre una splendida scamosciata, dava alla luce una piccola, che amorevolmente curava pulendola tutta. La sorpresa al nostro arrivo è stata grande, nessuno di noi sapeva dello stato della madre, anche perché nel periodo del parto il proprietario le ha sempre portate in stalla per evitare eventuali problemi possibili che possono verificarsi essendo allo stato brado nel Forte. Adesso l’attenzione sarà tutta per lei, si perché resterà al Forte, il proprietario ci ha assicurato che sarà la nostra mascotte, e pertanto da parte nostra i controlli dello stato della recinzione saranno intensificati. Dalle prime osservazioni controllando i loro spostamenti, abbiamo notato che la madre per proteggere la piccola si apparta dal gruppo, portandola in luoghi del Forte isolati, dove è più sicura, questo fino al primo suo svezzamento, quando lo riterrà opportuno la inserirà nel gruppo. Il comportamento rispecchia quello dei suoi simili che vivono allo stato brado, lasciando il nascituro nell’erba alta ben nascosto per allontanarsi per i suoi fabbisogni, ritornando a prenderlo per la poppata, ed esplorare insieme al piccolo il luogo che li circonda. Nei primi giorni di vita la madre non fa lunghi spostamenti, ma brevi percorsi nella vegetazione garantendo alla piccola ombra e frescura data l’alta temperatura che in questi giorni ci affligge!

Verso le ore 18,30 iniziamo la visita al Forte con i biologi dott. Giulio Piras e Carlotta Fassinas esperti del G.I.R.C. e LIPU di Padova, e la biolaga dott.sa Elena Moscardo, per la verifica dei giovani chirotteri nati e presenti al Forte. La verifica si è protratta fino alle 23,30, questo per essere sicuri che le madri avessero lasciato i piccoli sui posatoi (volta del locale scelto), avendo così la possibilità di contarli con più certezza. La madre della piccola scamosciata sentendo i nostri rumori anche se molto attenti a farne il meno possibile e parlando sottovoce, è rimasta sul frontale del Forte fino alla nostra partenza.

Può essere un augurio e gradito segno di rinascita del Forte di San Briccio, gli è già stato dato il nome “Ombretta” da chi le ha portate al Forte, noi gli auguriamo lunga vita!

Immagini dopo due ore dalla sua nascita.

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Video ripreso da Sergio Sponda.

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Domenica 21 giugno incontro con l’Orienteering e visita al forte di San Briccio.

di Giuseppe Corra

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L’orienteering è sport in cui si devono raggiungere nel minor tempo possibile delle mete (chiamate lanterne dagli appassionati di questo sport) dislocate nel territorio del quale si possiede una carta topografica che permette di scegliere il proprio percorso. Per praticarlo occorrono buone gambe, ma anche colpo d’occhio per scegliere in fretta, leggendo ed interpretando la carta dei luoghi, il tragitto migliore per raggiungere tutte le lanterne. La manifestazione ha come titolo “Passeggiata orientistica alla scoperta del forte di San Briccio”. Si parte in massa alle ore 9.30 dalla Piazza del donatore, davanti alla baita degli Alpini di San Pietro di Lavagno. Il percorso di snoderà tra i sentieri collinari che portano al forte. La partecipazione è aperta a tutti e gratuita. Occorre, però, lo stesso iscriversi dalle ore 8.30 agli stands dell’associazione Oriente-Express Verona. E ciò sarà possibile fino all’esaurimento delle carte del percorso. La manifestazione è organizzata da Diego Milani. All’arrivo al forte, dove ci sarà anche un piccolo ristoro, sono previste due visite guidate (la prima alle 10.15, la seconda un’ora dopo) alla costruzione militare grazie alla disponibilità dei membri dell’associazione “All’ombra del forte” che gestisce il manufatto per conto del Comune e lo sta rendendo agibile e utilizzabile per la popolazione. Ulteriori informazioni sulla passeggiata orientistica si possono richiedere telefonando a Diego 3285627672 o visitando il sito Internet www.oriverona.it.

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Rilevamento del 25 Aprile 2015

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Panoramica della cisterna con il punto di discesa ed ispezione a destra, ed infondo a sinistra il muretto di sbarramento dell’invaso di decantazione e di tracimazione. Le immagini sono illuminate dallo scatto del flash, altrimenti è buio pesto… illuminato solo dal piccolo faro della torcia a casco. Tutto questo è sotto una parte della pavimentazione del forte.

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di Raffaele Favatà

Alla ricerca dell’invaso d’accumulo d’acqua piovana e rilievo delle sue dimensioni.

In data 25 Aprile con il collega dell’Associazione All’ombra del Forte ing. Luca Zenari abbiamo ispezionato la cisterna principale sotterranea del Forte, calandoci con una scala dall’unico foro di ispezione che abbiamo trovato di circa 60 cm. di diametro, la scala in alluminio ci restringeva lo spazio disponibile per la discesa essendo lo spessore del foro di ispezione di circa 2 m., spessore della pavimentazione soprastante la cisterna, quindi bisognava usare solo le braccia in quel tratto sia a scendere che a salire, perché non si riusciva a piegare le gambe per passare allo scalino successivo dato lo stretto spazio disponibile.
Le testimonianze della sua esistenza ci erano apparse dalla presenza di varie aperture per il deflusso dell’acqua piovana situate sulla pavimentazione lungo la Corte D’Armi Principale e il Portico alla Prova, ed altre sparse per il Forte.
Lungo questo percorso ci sono molte bocchette per il deflusso dell’acqua piovana, definirle bocchette è senza dubbio diminutivo, dato che trattasi di grossi blocchi di pietra veronese, con gli intagli di forma rettangolare per il deflusso.
Di questi manufatti di un peso approssimativo di 300-400 kg. e forse oltre, peso difficile da quantificare perché non ne è rilevabile lo spessore dei lastroni, di questi ve ne sono lungo il percorso tre di dimensioni diverse, altri in altri percorsi del Forte.
Oltre a quanto scritto vi è nel locale 117 un pozzo per l’estrazione di acqua destinata alla pulizia delle vettovaglie ed altri usi non alimentari, perché come immaginabile trattasi di acqua non potabile.
Oltre la Corte D’Armi Principale, all’inizio del portico 135, sulla sinistra si notano chiari segni di una precedente installazione di un modello di pompa a mano in ghisa, vecchio tipo a pistone con leva di pompaggio, pertanto un chiaro segno dell’esistenza nel sottosuolo di una cisterna di accumulo d’acqua piovana.
La conferma dell’esistenza della cisterna di accumulo sotterranea, viene data anche dalla presenza nel locale situato nel piano interrato n° 140, di tubazioni in ferro di diametro di elevate dimensioni e altra tubazione intercettata da saracinesca di dimensioni appropriate sempre nello stesso locale.
Data la elevata dimensione della su detta tubazione, e della saracinesca posta per il suo controllo, ci ha fatto supporre che la cisterna dovesse essere anch’essa di elevate dimensioni.
Pertanto intercettato un pozzo di ispezione lungo il corridoio n° 106, di circa 60 cm. di diametro, ci siamo calati al suo interno con scala e torce da casco, non immaginando cosa ci aspettava.
Scesi sul fondo di quello che presumevamo essere la trovata cisterna, abbiamo iniziato i dovuti rilievi, per stabilirne le dimensioni.
La pavimentazione perfettamente integra così anche le pareti anch’esse lisciate a cemento a vista, con la volta in mattoni come tutti i locali del Forte, lieve e irrilevante presenza d’acqua sulla pavimentazione.
Con la luce delle torce da casco ci siamo diretti in fondo alla parete destra che mostrava essere molto scura, di un nero profondo, con nostra sorpresa e quasi timore, alla luce delle torce si presentava ai nostri occhi un’immagine sorprendente… la cisterna non finiva dove immaginavamo appena scesi al suo interno, ma girava a destra e continuava per almeno altri 30 m..

L’immagine che si presentava ai nostri occhi alla luce delle torce incuteva timore… dall’angolo del primo tratto dove eravamo scesi, ad una distanza di circa 5m. si vedeva un muro di una altezza di circa 1,5 m. che univa le due pareti della cisterna fungendo da sbarramento, di spessore di circa 40 cm., la sua funzione deve essere di contenimento della prima vasca che funge da decantazione, di dimensioni pertanto enormi, il muretto ha anche la funzione di tracimazione verso la seconda e più piccola vasca dove noi siamo scesi, che anch’essa di discrete dimensioni presumiamo di 15 x 5 m. circa, mentre la prima stimiamo essere di 30 x 6 m. per una altezza al muro di tracimazione di 1,5 m.. Quello che ci ha sorpreso è che tutto è perfettamente funzionante, la prima vasca pertanto è piena d’acqua limpidissima, alla luce delle torce riflette la volta della cisterna costruita come tutto il resto del forte in mattoni rossi, e l’acqua è a livello del muro di tracimazione, infondo una parete con 5 fessure verticali di immissione.
Rileviamo il cunicolo che alimenta il pozzo del locale n° 117, cunicolo posto a mezza altezza del livello del muretto di tracimazione, del diametro di circa 60 cm. ad una distanza dal muretto di circa 50 cm., pertanto per metà pieno d’acqua. Nella seconda vasca, si immette la tubazione in ferro che avevamo rilevato nel locale n° 140, entrando esso nella cisterna dalla parte alta a circa 2,50 m. con rete di filtraggio alla sua estremità; presumiamo che la sua funzione fosse di sicurezza di livello o troppo pieno, facendo defluire l’acqua (non sappiamo ancora dove).
Nella parte bassa a livello della pavimentazione in linea con il tubo del troppo pieno, è presente un foro di scarico, che presumiamo (da verificare) sia intercettato dalla saracinesca rilevata anch’essa nel locale n° 140 situata appena sotto la tubazione di troppo pieno.
Sarà necessaria una ulteriore escursione nella cisterna con gli strumenti necessari per rilevarne le reali dimensioni, per poter redigere una mappa di tutte le bocche di alimentazione della cisterna stessa, e di tutti i vari pozzetti di ispezione presenti sulla superficie attualmente ancora sigillati come all’origine, i quali ci fanno pensare all’esistenza di altre cisterne adibite a decantazione dell’acqua piovana e, di asservimento alla cisterna principale n° 1.

Note integrative al racconto di Raffaele
ing. Luca Zenari
L’esplorazione della cisterna è stato a dir poco emozionante.
Da un primo approccio (misura con laser dal foro di troppo pieno) avevo stimato si trattasse di una vasca rettangolare lunga circa 16 metri, una volta scesi ci si è presentata una “stanza” sotterranea di 250 metri quadrati e una sorpresa dietro l’altra.
L’opera di ingegneria idraulica sotterranea è degna della grandezza della struttura che la sovrasta.
Il locale della cisterna è rappresentato da un unica stanza a forma di “L” con un lato corto di 15 metri e lato lungo di 35 metri circa (le misurazioni precise le faremo dei prossimi giorni ma dalla sovrapposizione con le geometrie dei locali del piano terra le misure sono quelle che ho scritto). La larghezza della stanza è di 5 metri nel lato corto e 6 metri nel lato lungo che corre sotto la corte d’armi principale. Il soffitto è a volta.
Il volume massimo dell’accumulo di acqua è quindi approssimativamente 500 metri cubi (500000 litri) !
Lo scarico di fondo della cisterna è attualmente aperto per cui non viene accumulata la massima quantità  di acqua.
A questo proposito il muretto che attualmente contiene l’acqua è a mio modo di vedere un livellatore per consentire anche nei periodi di secca (o di apertura dello scarico di fondo) un livello minimo nel pozzo delle cucine (locale 117 e pompa all’aperto nel portico 135), presupponendo una vasca di decantazione prima dell’immissione dai 5 fori che citava Raffaele (avremo modo di verificarlo con prossime indagini).
Gli scarichi di troppo pieno e di fondo sono presumibilmente, come ha giustamente indicato Raffaele, azionabili dalla stanza 107, sperando che tali valvole siano ancora utilizzabili.
Apro una doverosa parentesi: riguardo la numerazione delle stanze del forte, molto utile in fase di descrizione e pianificazione di interventi, Raffaele Favatà  ha seguito la ricognizione e controllo delle numerazioni scritte in ogni stanza del forte. Io e l’arch. Nedda Taioli abbiamo riportato tutto nelle piante digitali del forte. Questo strumento tecnico torna ora molto utile.
Provvederemo nei prossimi giorni ad un’ispezione degli altri pozzetti al fine di verificare la (probabile) presenza di altri accumuli e vasche di decantazione/filtraggio oltre che cercare eventuali vasche collegate al sistema di smaltimento dei liquami delle latrine.
Il lavoro di rilievo e indagine del sistema idrico è fondamentale nell’ottica di un prossimo recupero e utilizzo del forte in quanto la riserva di acqua piovana potrà  essere usata come vasca antincendio e come secondo sistema idrico non potabile per irrigazione, lavaggio, servizi igienici etc. al passo con le più attuali direttive in tema di sostenibilità  ambientale.
Ricordiamo infatti che l’approvvigionamento idrico del forte è complicato dalla maggiore quota dell’edificio rispetto all’acquedotto comunale, rendendo necessario un sistema di pompaggio per l’uso dell’acqua nella fortificazione con relativi costi e dispendio di energia.
Anche il sistema di smaltimento delle latrine è di particolare interesse per rendere la struttura pienamente autosufficiente e rispettosa dell’ambiente.
Una volta esplorati e rilevati i manufatti del sistema idrico sarà  nostra cura provvedere alla digitalizzazione e pubblicazione dei risultati.
luca zenari | ingegnere edile

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Un DRONE al Forte di San Briccio

di Raffaele Favatà.

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Il 03-06-2015 presso il Forte di San Briccio abbiamo avuto come ospite, il Regista Documentarista Mauro Vittorio Quattrina, il quale dopo una visita del Forte accompagnato da Sergio Sponda,

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procedeva alle riprese del documentario su Forte San Briccio, il quale documentario farà parte di una serie che riguarderà molti forti storici inseriti in un sito da lui dedicato, inizia riprendendo con le sue attrezzature leggere ma professionali, con molta attenzione le varie parti del Forte da lui ritenute interessanti.

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Molto emozionante quando ha messo in funzione il “Drone”, prelevandolo da una valigia in PVC nera, un modello di dimensioni contenute ma efficientissimo, con una videocamera a bordo molto buona a giudicare dalla qualità video, che si poteva ammirare sul piccolo monitor situato sopra il pannello comandi e controllo, la messa a punto dei vari componenti elettronici, avveniva sotto un ombrello nero sostenuto dal prof. Giuseppe Corra, che oltre a dare sollievo nel lavoro all’operatore, serviva a far un po d’ombra per poter vedere meglio le immagini inviate dalla videocamera nella fase di messa a punto.

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Deposto sul piazzale in cemento della piazza d’Armi, ha preso il volo in verticale stabilizzandosi ad una altezza di 15 metri circa ha iniziato un giro su se stesso di 360°, facendoci ammirare qualcosa di unico, per poi scendere ad altezza d’uomo ed infilasi nel Portico alla Prova 132 percorrendolo per tutta la sua lunghezza, ritornando al punto di partenza e girare con movimenti dolci verso l’entrata del Forte percorrendo il Portico 135 e 130, per trovarsi all’uscita sul ponte levatoio sempre ad altezza d’uomo.

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Le emozioni non erano ancora finite perché in un attimo si dirigeva verso il fossato, oltrepassato il parapetto del ponte levatoio si calava lentamente nel fossato, restando a mezza altezza e percorrendolo tutto fino al punto dove i volontari hanno disboscato, procedere oltre era impossibile per la folta vegetazione ancora presente.

Come ultimo atto molto bello, tornato dal fossato si posiziona sul ponte levatoio a circa tre metri di altezza, e perfettamente immobile in quella posizione ha ripreso tutti i presenti che sbracciando salutavano il Drone.

Tutto questo è stato possibile grazie alla grande professionalità di Mauro Vittorio Quattrina e alla sua collaboratrice signora Patrizia sempre attenta ad organizzare e controllare tutto quello che accadeva intorno mentre il regista operava con il Drone.

L’unico rammarico è di non poter avere il video di ciò che riprendeva il Drone, e relative foto da lui fatte, per motivi tecnici e di tempo, ne verremo in possesso a Settembre e  tutto il materiale che ci daranno verrà inserito nel sito, possiamo in anticipo inserire due immagini gentilmente inviate al prof. Giuseppe Corra dal documentarista, dove si vede dall’alto la Piazza D’arme, e la parte del Forte rivolta a Nord verso San Briccio.

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Due foto riprese dal DRONE

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A conclusione del molto speciale pomeriggio, Sergio Sponda prima di congedarci invita tutti a rinfrescarci nella sala ufficiali 109E posta al primo piano del Forte, dove troviamo acqua minerale e, per l’occasione brindiamo con un’ottima bottiglia di bianco amabile, molto apprezzata che, chiude per i nostri ospiti amabilmente la giornata.

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Nell’immagine a destra l’Architetto Fiorenzo Meneghello, esperto in Fortificazioni.

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da sinistra ing. Luca Zenari e di spalle il documentarista Mario Vittorio Quattrina, in mezzo al gruppo la sua assistente con magliettina rossa sig.ra Patrizia

Per noi volontari non è ancora finita, dobbiamo calarci nella cisterna per rilevarne con la necessaria strumentazione le effettive dimensioni, nella precedente discesa avevamo approssimativamente stimato le sue dimensioni perché eravamo senza strumentazione, ma questa è un’altra storia che vi descriverò in un altro prossimo articolo.

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IL C.A.I. AL FORTE DI SAN BRICCIO

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Anche il C.A.I. (Club Alpino Italiano) sede di Zevio, è interessato al Forte di San Briccio, in data 15-03-2015 è prevista una loro visita presso il Forte, noi siamo molto lieti di ospitarli presso l’ex struttura militare. Accompagnerà il gruppo durante la visita al Forte il prof. Giuseppe Corrà esperto e conoscitore della storia del Forte di San Briccio dai suoi albori, avendo lui collaborato con Renzo Zerbato nella stesura dei quattro libri scritti sul Forte di San Briccio, inglobando nei quattro volumi la storia di Lavagno, del suo territorio e, tradizioni.
La visita inizierà alle 10,00 e, sarà presente durante il suo svolgimento anche il nostro presidente dell’Associazione all’ombra del Forte prof.sa Belli Maria Grazia, con alcuni volontari dell’Associazione.
Con la speranza e l’augurio che il tempo ci sia propizio e, ci doni nell’occasione, una splendida giornata di sole.

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di Raffaele Favatà.

Domenica 01-02-2015,

effettuato il censimento invernale dei chirotteri nel Forte

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Domenica 01-02-2015 alle ore 9,30 abbiamo iniziato il sopralluogo nel Forte di San Briccio. Sopralluogo per individuare per la prima volta nella storia del Forte, l’ubicazione invernale preferita dai Chirotteri (Pipistrelli). 
L’arrivo dei due esperti di Padova è stato accolto dalla presenza di Sergio Sponda e del presidente dell’Associazione All’ombra del Forte prof.sa Maria Grazia Belli, la quale ha calorosamente ringraziato i due dottori per il loro impegno e disponibilità nella collaborazione con l’Associazione All’ombra del Forte in questo delicato progetto naturalistico riguardante il Forte.
Purtroppo è venuta a mancare all’appuntamento per indisposizione fisica la nostra biologa dott.sa Elena Moscardo, a cui facciamo i migliori auguri di pronta guarigione.
La visita di controllo e rilevamento dati è stata effettuata in collaborazione con gli esperti chirotterologi del G.I.R.C. (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) e Lipu di Padova, i biologi dott. Giulio Piras e la dott.sa Carlotta Fassina, i quali con l’attrezzatura necessaria in questi particolari rilevamenti, hanno ispezionato in ogni più piccolo anfratto tutti i locali del Forte.
La visita si è resa necessaria per poter stabilire con dati certi, la presenza dei chirotteri anche nella stagione invernale nel Forte, e rilevarne le dimensioni come colonia invernale.

Rhinolophus ferrumequinum (Ferro di cavallo maggiore).

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I dati seppur non eccezionali come si è potuto precedentemente rilevare nella fase estiva della colonia durante l’allevamento della prole, sono sempre di importanza rilevante, trattandosi di presenza in ambiente artificiale e non in grotta.
Questi dati ci consentiranno di verificare i loro spostamenti futuri, con il variare delle condizioni climatiche stagionali, creando così una mappa completa con riferimenti dei locali da loro preferiti nelle varie stagioni dell’anno, inserendo le condizioni ambientali come umidità e temperatura invernali rilevate.
Attualmente nel sito sono in fase svernante pertanto in letargo, circa 30 individui di Rhinolophus ferrumequinum (Ferro di cavallo maggiore), e solo un esemplare di Rhinolophus hipposideros ( Ferro di cavallo minore) sparsi a piccoli gruppetti in vari locali, nessun Myotis myotis; questa specie molto difficile da individuare, perché in questa fase si intrufolano nelle più piccole fessure in profondità, e pertanto non sono rilevabili anche con il rilevatore di ultrasuoni, essendo in letargo.
La visita nel suo insieme è stata comunque positiva, aggiungendo i dati rilevati a quelli della scorsa estate e, quelli che acquisiremo nella prossima primavera, precisamente all’inizio di Aprile, l’insieme dei dati serviranno a completare il rilevamento nel corso di un anno solare, avendo così una mappa completa della situazione dei chirotteri del Forte di San Briccio.

L’interesse da parte dell’Associazione per questi piccoli esseri viventi, oltre ad essere diretto verso l’interesse naturalistico e di utilità di questi piccoli soggetti, è fortemente caratterizzata dall’attenzione che tutti dovremmo avere per il sol fatto che sono gli unici mammiferi sul pianeta Terra che, hanno sviluppato la capacità al volo e, durante il volo portano con se la giovane prole, allattandoli in volo, aggrappati al seno delle rispettive madri, fin quando giunge il momento e la maturità che possano essere lasciati nella colonia da loro scelta per continuare la loro crescita e svezzamento.
Pertanto meritano rispetto e l’attenzione di tutti noi.
Le negative credenze tramandateci negli anni passati, hanno danneggiato non poco questi piccoli utilissimi mammiferi, oggi qualcosa sta cambiando, la gente più informata sta prendendo coscienza della effettiva loro utilità.

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Visita al Forte il 02-10-2014

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di Elena Moscardo

Giovedì 3 Ottobre 2014 hanno ufficialmente preso l’avvio le attività sui  pipistrelli (chirotteri) che hanno trovato casa al Forte di San Briccio, coordinate dai due volontari dell’Associazione  la Dr.ssa Elena Moscardo e il Sig. Raffaele Favatà, incaricati a questo scopo dalla Presidente Prof.Maria Grazia Belli. Dopo il primo sopralluogo effettuato lo scorso Luglio dal Dr. Leonardo Latella, Conservatore della Sezione Zoologia del Museo Civico di Storia Naturale di Verona, la Dr.ssa Elena Moscardo e il Sig. Raffaele Favatà hanno invitato la Dr.ssa Carlotta Fassina e il Dr. Giulio Piras esperti chirotterologi del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) e della LIPU di Padova, per compiere insieme una serie di rilevamenti con metodi ottici (fotografie) e acustici (registrazioni di segnali sonori ad ultrasuoni con bat-detector) sui pipistrelli presenti. Questa prima visita, che si è svolta in un clima di grande collaborazione, rappresenta la prima tappa di un dettagliato programma di monitoraggio di questi preziosi animali proposto e preparato dalla Dr.ssa Elena Moscardo. Altre attività, infatti, in questo ambito si svolgeranno nei prossimi mesi, sempre però con l’accortezza di raccogliere dati scientifici utili senza disturbare eccessivamente questi animali amici della notte, che proprio in questo periodo si stanno preparando al loro letargo invernale.

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Il Gruppo di lavoro da sinistra: dott. Giulio Piras, Raffaele Favatà, dott.sa Elena Moscardo, dott.sa Carlotta Fassina, davanti all’entrata del Forte – foto di Giulio Piras.

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Evidente importanza regionale e nazionale dei chirotteri del Forte

di Raffaele Favatà

A completamento dell’argomento riguardante la visita ai chirotteri del Forte, segue una relazione dettagliata, descrivendo la situazione attuale di questi mammiferi alati presenti nel Forte di San Briccio e rilevata dai ricercatori intervenuti. I chirotterologi lieti dell’invito, sono arrivati presso il Forte con la strumentazione e attrezzatura necessaria per effettuare la ricerca, la quale si è protratta per circa quatto ore, ispezionando minuziosamente tutti i locali del Forte. Già durante l’ispezione individuavano la presenza di varie specie con la registrazione degli ultrasuoni tramite l’uso di Bat-Detector, fotografando con ottiche appropriate gli individui aggrappati alle volte di alcuni locali, per poterne individuare la specie di appartenenza.

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Prossimo l’inizio della fase di letargo, Ferro di Cavallo Maggiore (Rhinolophus Ferrumequinum) – foto di Giulio Piras.

Alla fine della visita erano stati rilevati molti dati, a primo avviso i risultati sembravano superare di molto le mie aspettative e della dott.sa Elena Moscardo che, pur prevedendone l’importanza non immaginavamo fossero di così rilevanza, sia regionale che addirittura nazionale.

 

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Aggrappati alla volta del locale ci osservano con curiosità, Ferro di Cavallo Maggiore (Rhinolophus Ferrumequinum) – foto di Giulio Piras.

La conferma di tale importanza ci viene comunicata dopo attenta valutazione e controllo dei dati raccolti con la loro strumentazione dalla dott.sa Carlotta Fassina e dott. Giulio Piras, da loro relazione: Dal punto di vista della rilevanza, abbiamo 5 specie tutte in allegato II della direttiva Habitat, di cui Rhinofolo maggiore probabilmente una delle maggiori colonie del veneto e d’Italia, e per miniottero probabilmente l’unica colonia in un edificio (Le altre sono tutte in grotta, in Europa invece qualche esperienza probabilmente c’è). Naturalmente serviranno approfondimenti sulla fenologia. Insomma, direi proprio che come sito chirottero logico siamo in primissima classe.

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Altra specie presente il Ferro di Cavallo Minore (Rhinolophus Hipposideros) – foto di Giulio Piras.

Questa è la conclusione finale dopo le varie verifiche dei due ricercatori. Ci saranno nei prossimi mesi altre ricerche, per affinare i dati rilevati e completare così la conoscenza del sito, come:

  • Mappatura dei locali registrandone su di essa i loro spostamenti.
  • Rilevamento della numerazione esistente dei locali e il loro inserimento sulla mappa del Forte, questo per agevolare lo scambio di informazioni con i ricercatori.
  • Rilevare in che periodo dell’anno avviene la loro migrazione nei vari locali.
  • Temperatura e umidità presente durante tali spostamenti, questi dati sono indispensabili per capire la loro diversificazione fra le specie e loro preferenze ambientali, e per poterli prevenire, evitando così di disturbarli durante i lavori di ripristino del Forte da parte dei volontari.

Tutto questo supportati dalla cortese e gentile collaborazione della dott.sa Carlotta Fassina e Giulio Piras, anche se molto è da fare nei prossimi mesi, con la dott.sa Elena Moscardo cercheremo con il massimo impegno di portare a termine l’incarico datoci dal presidente dell’Associazione All’ombra del Forte prof.sa Maria Grazia Belli, seguendo il programma redatto dalla dott.sa Elena Moscardo.

 

                                             Raffaele Favatà

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Il Movimento visita il Forte il 12 – 08 – 2014

prof.sa Maria Grazia Belli.

Nella settimana ferragostana, visita al Forte di San Briccio di un gruppo appartenente al Movimento Internazionale della Riconciliazione e non violenza, proveniente dal Piemonte e Liguria, per un campus-estivo dal 10 al 17 agosto. Interessante lo scambio di informazioni ed esperienze che alcuni di loro hanno portato come volontari nei lavori di ripristino del forte di Fenestrelle sito nell’interland torinese. Interessante l’esperienza di vita di questo movimento composto da uomini e donne dall’età più variegata, impegnati nella non violenza attiva, come stile di vita. La provenienza dei partecipanti a questi gruppi è sia nazionale che internazionale. Storicamente questo movimento raggiunge una sua identità alla fine della prima guerra mondiale per volontà delle Chiese Riformate (Anglicana, Luterana, Battista, Valdese), si aggiunse la chiesa Cattolica dopo la seconda guerra mondiale. La mission per cui nacque era di riconciliare i fedeli delle varie chiese dopo la violenza e lo sterminio delle due guerre mondiali.

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di Elena Moscardo.

Mercoledi 16 Luglio 2014 la Dott.ssa Elena Moscardo, biologa e socia dell’Ass all’Ombra del Forte, ha invitato il Dr. Leonardo Latella, Conservatore della Sezione Zoologia del Museo Civico di Storia Naturale di Verona per un primo sopralluogo al Forte di San Briccio con lo scopo di valutare la presenza di pipistrelli (chirotteri) e progettare nel futuro interventi coordinati di conservazione e salvaguardia di questa importante e preziosa specie di mammiferi.

Data l’importanza ecologica di conservare/preservare i pipistrelli, piccoli mammiferi alati che svolgono un ruolo fondamentale e, per molti aspetti unico, come predatori specializzati di insetti evitando l’aumento incontrollato delle popolazioni di alcuni di essi (in particolare delle zanzare e delle zanzare tigre) risulta essenziale mettere in atto tutte le iniziative possibili per conservare i loro siti artificiali (all’interno di edifici monumentali) di riposo e riproduzione.

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Nel Forte di San Briccio è stata rilevato fin dai primi sopralluoghi da parte dei membri dell’Associazione che alcune stanze sono state scelte dai pipistrelli come rifugio alternativo agli ambienti naturali di grotta (purtroppo sempre più rari sul territorio per la forte antropizzazione), perché caratterizzate da volumi cospicui, non disturbati, con soffitti adatti all’appiglio (di legno, pietra o mattone, non intonacati o con intonaco ruvido), bui, con temperatura e tasso di umidità idonei e assenza di correnti d’aria.

Questa attività vorrebbe essere svolta mediante una sistematica raccolta di tracce della presenza dei pipistrelli (e.g., fotografie, escrementi, ecc), localizzazione delle colonie e identificazione delle specie presenti (mediante catture programmate, inanellamenti, ecc). In queste attività sarebbe auspicabile una collaborazione con esperti chirotterologi del Museo Civico di Storia Naturale di Verona (Sez. Zoologia) con cui la Dr.ssa Moscardo da anni collabora. Tutte le informazioni, dati, reperti, ecc verranno conservati e catalogati e costituiranno elemento essenziale per la costituzione di un’area (o percorso) didattico sui chirotteri nel Forte di San Briccio.

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Da sinistra: Il Pre.te dell’Associazione All’ombra del Forte Prof.sa Maria Grazia Belli, la Dott.sa Elena Moscardo, la prof.sa Cristina Piccoli e la maestra Fausta Croce, sul ponte levatoio davanti al portone di accesso al Forte, durante la visita del Dott.r Latella.

Forte San Briccio libera i “Prigionieri”


Cattura e liberazione dell’intruso

Sabato mattina abbiamo risolto quasi in totale la rimozione del materiale che doveva servire al museo dell’arte contadina, ma mai utilizzato, spostandolo in locali assai più idonei, dividendoli per attività ed utilità; il materiale ferroso oltre alla ruggine non ha subito altri problemi, mentre quello ligneo la maggior parte di esso era marcescente dovuto al tempo trascorso esposto all’umidità ed abbandono.
Martedì della settimana del 15 di Agosto, dare gli ultimi ritocchi al lavoro prima della festività imminente.
Dato che il Mercoledì 13-08-2014 avevamo una “visita incontro” al Forte, dell’Architetto Vittorio Lino Bozzetto, esperto in fortificazioni militari, volevamo aver terminato tutti gli spostamenti già iniziati, per non avere disordine nei vari locali.
Ci siamo accorti con nostra sorpresa che, in un locale dedicato al museo, era presente sulla pavimentazione un escremento di animale non meglio identificato, di una discreta dimensione, che il giorno prima non c’era.
Dato che il Sabato appena trascorso, era stato tagliato un albero a suo tempo caduto che, faceva da ponte fra il sentiero di guardia esterno al Forte con il Forte stesso, dava così la possibilità ad animali vari di attraversare il fossato senza problemi, ed avere accesso indisturbati ai vari locali del Forte, avevamo pensato che qualche malcapitato rimasto senza il provvidenziale ponte non aveva più la possibilità di ritornare sui suoi passi e lasciare il Forte, soffrendo così la fame, dato che oltre a grilli di cespuglio, qualche lucertola, scorpioni e pipistrelli, sarebbe stato molto difficile per lui o lei sopravvivere, (Immaginavamo una volpe, un tasso, ecc…)
Abbiamo pensato così di procurarci una gabbia trappola, come quelle che si usano per le Nutrie e, l’abbiamo posizionata nel Forte, con la speranza di riuscire a catturare l’intruso.
Il 15 di Agosto non abbiamo potuto fare una visita al Forte per verificare se la trappola avesse funzionato, ma il 16 alle 15 circa siamo andati a verificare; spiando dal foro di guardia del portone di accesso, abbiamo constatato che c’era qualcosa nella trappola… abbiamo aperto il piccolo portoncino di accesso al Forte, e con nostra sorpresa abbiamo dalla sagoma lontana in controluce, riconosciuto che si trattava di un grosso gatto!

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Si lamentava la bestiola… impaurita e, non sapendo della sua sorte, era abbastanza aggressiva, parlandogli sottovoce l’abbiamo abbastanza rincuorata, presa la gabbia l’abbiamo portata vicino al portoncino ancora aperto, e sollevando la porticina della gabbia gli abbiamo reso la libertà… ma fuori dal Forte, con quattro salti ha attraversato il ponte levatoio, scomparendo fra il fogliame del sentiero di guardia!
Il nostro malcapitato ospite, ha però potuto usufruire di un ottimo pasto, composto da carne in macinato grosso (Esca), frutta matura… che non ha apprezzato; abbiamo però notato una forte perdita di pelo dovuta certamente allo stress sopportato essendo imprigionato… ma tutto sommato per lui deve essere stata una particolare esperienza!

Adesso ci riproviamo… era lui il solo intruso?