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Capisco non aiutarci…

Capisco anche essere indifferenti…

ma essere

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Ladri al Forte…

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di Rolando Negrini.

Sono un volontario che contribuisce gratuitamente con la mia manodopera a quei lavori manuali che consentono di recuperare, valorizzare e conservare l’immensa struttura del forte. Siamo un gruppo bene affiatato, che tutti i sabati mattina (chi e’ libero naturalmente) si trova al forte per dare il proprio contributo, gran parte del lavoro in questo periodo di tempo si svolge all’aria aperta per taglio erba, rovi e abbattimento alberi infestanti che, con le loro  radici compromettono seriamente la struttura sottostante. Si lavora anche all’interno per recuperare stanze in avanzato degrado, si riparano infissi, si istallano delle barriere di protezione per la sicurezza dei visitatori ecc. ecc. La lista sarebbe lunga, il lavoro che facciamo è notevole e, sarebbe necessario fare ancora tanto per dare vita e rendere ancora più fruibile la gigantesca struttura. Quando lavoriamo usiamo i tipici attrezzi per giardinaggio e agricoltura (motoseghe, decespugliatori, troncarami ecc.) questi sono per noi indispensabili per lavorare. Sono praticamente i nostri “gioielli” che custodiamo in una stanza magazzino chiusa con un classico lucchetto. Sabato 13 febbraio purtroppo… recandoci a prelevare gli attrezzi non abbiamo trovato 2 motoseghe e un trapano Hitachi, rubati evidentemente qualche giorno prima, non hanno portato via i due decespugliatori perché troppo visibili ed ingombranti.

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Motosega Alpina.

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Particolare del codice della Alpina.

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Motosega STIHL

L’accaduto ci ha lasciati tristemente impietriti e sgomenti, tutto il nostro impegno e la nostra disponibilità schiaffeggiata in pochi secondi…. Il fatto è stato regolarmente denunciato alle forze dell’ordine, uno o forse 2 soggetti inqualificabili si sono permessi di violare i semplici sistemi di protezione e, impossessarsi di oggetti usati per lavorare, un gesto meschino e offensivo nei nostri riguardi. Altro non voglio aggiungere per descrivere la nostra rabbia, mi sono sentito pero’ quasi il dovere di rendere pubblica la notizia, che la cosa rimanesse sconosciuta non mi sembrava rispettosa verso di noi e mortificava il nostro operato. il valore della refurtiva si aggira all’incirca sui 1000 €., non è una grande cifra, però sottratta ai miseri finanziamenti che riceve l’associazione, diventa un consistente peso economico ripristinare l’attrezzatura. L’ aspetto più doloroso dell’atto però, tengo a sottolineare, non è tanto quello economico, ma l’oltraggio e il disprezzo verso persone che generosamente e gratuitamente dedicano il loro tempo per una causa sociale della quale possono beneficiare tutti i cittadini….

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“Le Mie Prigioni al Forte”

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di Raffaele Favatà.

Sabato 20-02-2016 ci siamo recati come di consueto al Forte, per esplicare i vari lavori necessari per il continuo recupero in atto del Forte. La direttiva del presidente prof.sa Maria Grazia Belli, era di spostare il magazzino attrezzi dalla sede attuale cioè il locale n° 2 sulla planimetria del Forte, nel locale n°3 adiacente, molto più piccolo ma sufficiente ad ospitare il magazzino attrezzi. Tutto questo per creare un locale di accoglienza dei visitatori ed eventuale pubblico partecipante alle future manifestazioni…, avere un locale dedicato dove accogliere i visitatori con biglietteria ed espositori, dove libri dedicati al Forte ed alla vecchia Pieve e vari gadget del Forte troveranno posto, con personale pronto alla accoglienza e volontari come guide per far conoscere la stupenda struttura agli eventuali visitatori… dare un ordine all’accoglienza dei nostri visitatori. Nel far questo, spostando tutto il materiale da un locale all’altro, con il solo sostegno di una flebile torcia elettrica (Manca l’impianto di illuminazione nel locale n°3), mi sono accinto a rimediare alla mancanza cercando di ripristinare un vecchio faretto da 250 w. che non voleva saperne di funzionare, una volta ripristinato il faretto con l’aiuto di Sergio Sponda, essendo a conoscenza lui dell’esistenza di una lampada di ricambio, accesi il faro nel locale…, la sorpresa è immediata… fra i compagni volontari che stavano nel frattempo al quasi semi buio continuando a spostare il contenuto da un locale all’altro… con l’improvvisa forte illuminazione, sento una lieve voce che continua a recitare come fosse un lontano racconto…

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Molte iscrizioni di nomi incisi con la baionetta si trovano nel Forte, in special modo sui davanzali delle finestre, ragazzi e giovani lontani dalle loro famiglie, in forte maggioranza meridionali, hanno voluto lasciare nella pietra un loro ricordo… il loro passaggio in queste terre lontane da casa, dai loro affetti più cari….

riconoscendone la voce, mi giro per dirgli “Paolo ma che stai dicendo?”, ma vedo Paolo Sandrini che immobile davanti alla parete semi bianca, illuminata dal faretto come ipnotizzato, sta leggendo uno scritto a matita di moltissimi anni fa… è il ricordo lasciato ai posteri da un soldato semplice; lui scrive “per aver lasciato aperta la sua brandina”, prende tre giorni di consegna nella cella (Locale n° 3 del Forte) tre giorni di carcere a cui lui dedica lo scritto e ne riporta la data 04-09-1925, ed il nome del Maresciallo che glie la inflisse. La forte voglia di lasciare ai posteri quei momenti a lui tristi e ritenuti ingiusti per una così lieve dimenticanza…. Questa lettera sulla parete della cella, deve farci riflettere, i racconti dei nostri padri e dei nostri nonni, a volte sembrano lontanissimi dalla nostra percezione della realtà, ma la nostra realtà deve al loro sacrificio ed abnegazione la sua esistenza… Tre giorni di carcere per aver lasciato la brandina aperta, così si creavano i veri uomini…

In questo modo e per caso abbiamo scoperto la prigione del Forte, l’ho cercata tanto, ma senza certezze, finalmente adesso sappiamo per puro caso dove venivano rinchiusi i soldati che commettevano dei reati, ma molto spesso solo delle dimenticanze o giovani distrazioni…

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La Wehrmacht al Forte

Spara un colpo di cannoncino da un auto blindato

contro il Forte

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di Raffaele Favatà.

Sto raccontando qualcosa che qualcuno di voi certo avrà già sentito, magari al bar… o in famiglia.

Nel lontano 1945, dopo la disfatta e lo sbandamento del nostro esercito con la firma dell’armistizio, molte fortificazioni militari e Caserme rimasero senza ordini, quindi anche Forte San Briccio subì questa sorte.

Mi fu raccontato nell’Aprile 2013 nei primi giorni del mio ingresso nella associazione di volontari, Associazione All’ombra del Forte, che un mattino fu avvistata dai sparuti militari di guardia al Forte rimasti, una “camionetta” tedesca venire su per la strada del Forte, ma arrivata al cancello di ingresso fece retromarcia e tornò da dove era venuta, in quel frangente però un incauto o eroico militare gli sparò contro un colpo di moschetto… senza peraltro colpire nessuno degli occupanti il mezzo tedesco. Certamente pensavano di aver risolto e sventato l’attacco al Forte dai tedeschi ormai in ritirata, ma si sbagliavano, perché da li a qualche ora, su per la strada sopraggiungeva un auto blindato, mezzo leggero corazzato tedesco adibito al trasporto truppa, il rumore del cingolato era sempre più forte e la preoccupazione nel Forte saliva man mano che il rumore si avvicinava.

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Auto blindato tedesco dell’epoca.

Il mezzo corazzato non si fermo al cancello, ma salì imperterrito verso il Forte, arrivato davanti al ponte levatoio si girò frontalmente mostrando il piccolo cannoncino e mitragliera in dotazione, pronto a far fuoco. Un ufficiale dal suo interno intimo ai militi di guardia del Forte di aprire il portone ed arrendersi… ma il milite che aveva sparato il colpo di moschetto e gli altri due o tre di guarnigione rimasti se n’erano già andati nel frattempo. Sapendo di essere stati da poche ore presi a fucilate e quindi qualcuno nel forte doveva esserci e non ricevendo da loro risposta aprirono il fuoco, sparando un colpo di cannoncino contro il portone d’ingresso che, dall’urto, si aprì lasciando libero accesso all’auto blindato tedesco che prese possesso del Forte, poi da li a pochi giorni lo lasciarono. Nei miei primi giorni di lavoro come volontario cercai la testimonianza del colpo di cannoncino sul portone, e mi fu indicato un foro ben visibile sul portone di accesso, foro che essendo quasi ad altezza d’uomo credevo servisse per dare la possibilità a chi fosse di guardia all’interno del Forte di vedere chi si presentava davanti all’ingresso sul ponte levatoio, uno spioncino insomma; mi fu assicurato che si trattava del colpo del blindato tedesco. Forse per mia natura, essendo naturalista e appassionato di avvenimenti storici… mi ripromisi di cercare dove il colpo del blindato fosse andato a finire una volta forato il portone, se il racconto era veritiero doveva pur esserci qualche segno contro la parete opposta al portone….

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Situazione della volta d’accesso alla Piazza d’Armi nella primavera del 2013, in fondo la presunta parete destinataria del protettile tedesco.

La mia ricerca non portò alla soluzione che speravo, cioè trovare le sue tracce contro il muro posto a 60 metri circa situato in Piazza D’Armi in linea con il portone di ingresso, sul muro non v’era alcun segno…. A questo punto ho rinunciato, credendo che mi era stata raccontata una bella storiella e niente di più.

Durante i lavori di recupero del Maggio 2015, avevo come incarico quel mattino di rimettere in funzione le cerniere delle porte di accesso dei vari locali e numerosi cancelli con Rolando Negrini, dato che erano bloccati dalla ruggine ed era impossibile muovere. Oliando ed ingrassando procedevamo locale per locale a sistemare le porte ed i cancelli d’ingresso… giunti in Piazza d’Armi e arrivati al cancello situato in direzione del portone di accesso incominciamo ad oliare e spazzolare la ruggine dalle cerniere e sulla serratura del cancello comprese le aste con punta a lancia… ma ad un tratto mi appare una scena che mi fa tornare alla mente il colpo di cannoncino dell’auto blindato tedesco…

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Ben visibili oggi le conseguenze sul cancello del colpo del blindato tedesco.

Si… era proprio li che era andato a finire dopo aver forato il portone d’accesso, difatti il cancello mostrava chiari segni di una forza incredibile che gli aveva strappato parte di un’asta con punta a lancia superiore, e anche un pezzo di struttura ad arco del cancello era stata completamente strappata dal forte urto. Il metallo dato il suo spessore presenta chiari segni d’urto incredibili, per ottenere quel risultato doveva essere stato senza dubbio il colpo sparato dall’auto blindato tedesco… Ma allora dopo aver colpito e strappato particolari del cancello dove era finito?

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Segni delle conseguenze dovute alle parti di metallo del cancello proiettate contro i blocchi di pietra dal proiettile tedesco.

La parete in pietra interna a destra del cancello, mostra chiari segni dei danni conseguenti il colpo, per poi contro rimbalzare in fondo contro il soffitto a volta in mattoni del locale, per andare a fermarsi a mezza altezza sulla colonna del giro scale che porta alla barbetta della posizione 53 sulla mappa del Forte, frantumandone una buona parte della  superficie, segni chiaramente visibili oggi.

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In fondo al locale di accesso alla barbetta sulla sua volta in mattoni è ben visibile il segno del proiettile, come visibile è sulla colonna centrale delle scale che portano in barbetta (luogo di posizionamento e rifornimento cannoni), manca una sua parte frontale conseguenza de colpo di cannoncino.

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Cancello oggi, in Piazza d’Armi situato in linea d’area al foro sul portone d’ingresso al Forte.

A conclusione, la storia che mi era stata raccontata seppur forse diversa dalla pura realtà dei fatti perché i veri testimoni oggi sono molto avanti con gli anni… e penso che qualcuno manca anche all’appello per poter confermare l’accaduto nei suoi minimi particolari, io l’ho descritto così come mi era stato trasmesso, ma il colpo c’è stato e quello è vero, e coincide in linea d’aria con il foro sul portone, l’unico colpo sparato contro il Forte dal 1883 fino ad oggi!

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Presenta:

FORTIFICAZIONI DELLA GRANDE GUERRA

DAL LAGO DI GARDA AL MONTE BALDO,

DALLA VAL D’ADIGE ALLA LESSINIA

documentario di Mauro Vittorio Quattrina

Consulente scientifico e percorso narrativo Architetto Fiorenzo Meneghelli

con la partecipazione di

Vasco Senatore Gondola, storico

Alessio Meuti, ricercatore

Prodotto da Studio Il Volo di Mauro Quattrina

in collaborazione con

Associazione Culturale Storia Viva, no profit

Con il contributo economico della Regione del Veneto


Documentario di circa 50 minuti.

Presentato in Conferenza stampa 9 Settembre alla 72. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia presso l’Hotel Excelsior del Lido con la Regione del Veneto il regista Mauro Vittorio Quattrina e l’Architetto Fiorenzo Meneghelli

Argomento mai affrontato in un documentario professionale. Si tratta di un’opera unica che racconta come, in un giro videoturistico, le straordinarie e importanti fortificazioni fra Monte Baldo, Garda, Val d’Adige e Lessinia, furono costruite e/o riadattate in funzione della Prima Guerra Mondiale, ma che rimasero inutilizzate e che, quindi, in larga parte sono arrivate “intatte” ai giorni nostri.

Possiamo, come in un volo a largo respiro, grazie anche a numerose straordinarie riprese realizzate con un drone, passare sorvolare la storia, le trincee del Baldo, Novezzina, i forti della Lessina e della Val d’Adige, le trinceee di Malga Pedocchio e così via…
Ma se, oggi, questo enorme patrimonio storico e architettonico è arrivato a noi in alcune sue strutture, ancora intatto o visitabili, dipende solo dal fatto che, seppur inseriti in zona di confine, allora, e in zona considerata operativa – (pensiamo solo che a forte Masua erano presenti 6 cannoni da 149 mm. in cupola corazzata e 4 cannoni da 87mm ) dopo lo scoppio del forte Verena a causa di un proiettile nemico che provocò la morte di 40 artiglieri, dal luglio 1915, fu deciso il disarmo di tutte le fortificazione di confine.

Fortificazione comunque attive, che restarono come opere di seconda/terza linea con valenza logistica, di collegamento, di deposito.

Il documentario vuole raccontare eventi molto spesso inediti legati a queste strutture in modo tale che il turista, il visitatore, lo spettatore, passando poi a fianco di queste opere “che ampiamente restano sconosciute ai più anche se visibili” possa capire quanta storia, a volte anche di sofferenza umana, sia passata dentro e a fianco di queste opere, ora mute testimoni di tempi passati.

Il documentario è dedicato agli avvenimenti della Grande Guerra.

Da visitare, vedere e toccare per rivivere la storia attraverso un percorso che si sviluppa fra paesaggi unici in Europa, dove natura e storia si integrano in modo straordinario.

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La proiezione avverrà presso una grande sala del Forte preparata per l’occasione dai volontari. La proiezione avverrà Domenica 11 Ottobre 2015, alle ore 16,00. La partecipazione alla visione sarà riservata ai solo tesserati all’Associazione. All’entrata del Forte ci saranno gli addetti al tesseramento per chi ne è sprovvisto, la quota di tesseramento da diritto alla partecipazione a tutte le manifestazioni future presso il Forte e l’accesso al Bar interno del Forte. Le auto dovranno essere parcheggiate nell’apposito parcheggio segnalato dai cartelli di indicazione.

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Il giorno 16 – 07 – 2015 presso il grande complesso militare ormai quasi del tutto recuperato dai volontari dell’Associazione All’ombra del Forte, nella piazza d’Armi sarà rappresentata la prima manifestazione canora. Dopo il lungo abbandono finalmente torna a rivivere; la manifestazione canora sarà riservata esclusivamente agli “associati” iscritti alla Associazione All’ombra del Forte, Questo non impedisce a chiunque di parteciparvi iscrivendosi alla Associazione presso l’entrata del Forte, dove ci sarà un tavolo con un responsabile della Associazione che darà modo a chi vuole assistere alla manifestazione di tesserarsi, pagando la somma di iscrizione e tesseramento di 5,00 €.

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Come ben sapete ed è stato più volte spiegato, tale somma andrà a finanziare l’opera di recupero del Forte, perché molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare per poterlo rendere definitivamente usufruibile in tutte o quasi le sue parti!

Pertanto iscrivendosi all’associazione contribuite anche voi al suo recupero e, come è stato ancora spiegato anche le vostre eventuali offerte contribuiranno a far si che questo si realizzi, così facendo contribuite al suo recupero anche senza partecipare ai lavori come volontari. Tesserarsi alla Associazione non vuol dire partecipare ai lavori come volontari, ma dare un sostegno alla Associazione e far parte di un grande impegno… il recupero di un bene comune!

Vi aspettiamo!

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LA BIBLIOTECA COMUNALE DI MEZZANE DI SOTTO

Visita il Forte di San Briccio.

Siamo molto lieti anche alla Biblioteca di Mezzane di sotto per la visita da loro organizzata e, programmata per il 11-04-2015, alle ore 10,30.

l’aumento di interesse per il Forte, non può che farci piacere, ci gratifica per l’impegno da noi profuso nel cercare di restituirlo alla comunità e, dalla comunità goduto in ogni sua parte. Anche se sappiamo benissimo che per raggiungere questo risultato il cammino per noi è ancora lungo, ma ci arriveremo…

 

di Raffaele Favatà.

Si rinnova il nostro invito agli esperti del G.I.R.C.
e Lipu di Padova, per i chirotteri (Pipistrelli) del Forte.

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Domenica 01-02-2015, presso il Forte di San Briccio, ci sarà la visita degli esperti del G.I.R.C. (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) e Lipu di Padoova. La visita dei due biologi Carlotta Fassina e Giulio Piras sarà rivolta al censimento della colonia di chirotteri presente nel Forte, censimento che sarà completato con tutti i rilevamenti ambientali necessari per conoscere meglio le loro abitudini, come temperatura, umidità, specie presenti con la strumentazione appropriata e, locali da loro scelti per lo svernamento. Per questo scopo, è stata redatta una mappa di tutti i locali del Forte, riportando sulla stessa mappa tutta la numerazione esistente in origine dei locali del Forte, così si potrà contrassegnare quei locali da loro scelti, abbinando a ciascuno, data, temperatura, umidità e, relative specie presenti. Il rilevamento dei dati è iniziato all’inizio dell’estate scorsa, pertanto tutti i futuri censimenti andranno ad arricchire la nostra conoscenza della importante colonia di chirotteri presente a Forte San Briccio, presenza di importanza “Regionale, Nazionale ed Europea”. I due biologi saranno accompagnati nel rilevamento dati dai nostri due responsabili, incaricati a seguire costantemente la colonia e la piccola isola naturalistica del Forte, la biologa
dott.sa Elena Moscardo e dal sig. Raffaele Favatà.

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Foto di Giulio Piras.

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Ripristinati i servizi igienici al Forte

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di Raffaele Favatà

Dopo i danni derivati dal lungo abbandono finalmente i servizi igienici funzionano. Sono state ripristinate anche le porte dei servizi, che con la forte umidità le maestà si erano ingrossate e fuoriuscite dalle loro sedi e non più funzionali, oltre a revisionare i rubinetti a comando a piede, tutti bloccati e non più funzionanti, con sistemazione anche dell’impianto elettrico. Per il momento date le basse temperature altro all’interno dei servizi non è possibile fare, ma con l’arrivo della prossima primavera saranno in breve ultimati, procedendo alla stuccatura delle pareti e alla necessaria tinteggiatura, per ridare loro un aspetto gradevole.

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Oltre ai servizi igienici indispensabili per organizzare eventuali future manifestazioni, l’acqua potabile non è meno importante. Attualmente grazie al Comune il collegamento all’acquedotto è stato attivato, è presente nella vecchia e piccola costruzione all’inizio della strada sterrata che porta al Forte, lì sarà inserito un autoclave che garantirà la spinta necessaria perché l’acqua potabile arrivi costantemente al Forte. Attualmente in fase provvisoria abbiamo optato per l’uso del vecchio impianto esistente, ma avendo esso, una vasca in vetro resina come serbatoio di accumulo posta sulla sommità del Forte esposta alle varie variazioni climatiche, non ne garantisce una sicura potabilità, pertanto appena possibile il vecchio impianto sarà sostituito dall’autoclave.

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Un locale sarà adibito a bar, per far sì che i futuri visitatori abbiano di che rifocillarsi e, dare un servizio completo alle future manifestazioni presso il Forte.

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Molte iniziative sono in corso di verifica e fattibilità, gli infissi, sono il lavoro più importante e di maggior impegno dopo le infiltrazioni d’acqua, ma certo contribuiranno ad eliminare i costanti danni provocati dalla pioggia in tutti questi anni di abbandono. Rimettere in ordine i vecchi cancelli in metallo dei vari locali con fronte esterna e situati anche in vari corridoi interni. Ripristinare le vecchie ringhiere di sicurezza in metallo, a suo tempo presenti e poi rimosse, verifica delle infiltrazioni per poterne stabilite le cause e, poter così operare per eliminarle. Tutti lavori in programma che, in collaborazione con la Soprintendenza ai beni ambientali, archeologici e, monumentali, dopo loro approvazione saranno eseguiti, seguendo le loro indicazioni.

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Auguri di Buon Natale e Felicissimo Anno Nuovo

 

L’Associazione All’ombra del Forte augura a voi tutti un felice Natale, un Anno Nuovo pieno di nuove opportunità, con serenità e tanta felicità. Un augurio speciale a tutti i volontari con un forte abbraccio, grazie grazie grazie!

 

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Due siti da visitare

Benvenuto nel sito di Forte San Briccio, il sito vuole raccontare e pertanto far conoscere la storia e la rinascita del Forte di San Briccio. Due siti e due spazi che si intrecciano; uno virtuale e l’altro assolutamente reale. Documentare e valorizzare nel tempo questo manufatto meraviglioso, con immagini e riflessioni. Altre volte sarà sovraccarico di novità e articoli. Chi vuole scrivere la cronaca della rinascita del Forte di San Briccio, chi vuole inserire foto, rilievi, documenti ufficiali, chi vuole promuoverlo e valorizzarlo per gli anni a venire, lo può fare qui, contattandoci contribuendo così alla sua rinascita.

Il sito è in costruzione, molte sezioni devono essere ancora completate, il nostro lavoro continua…