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Cena sociale sabato 15 luglio con tutti coloro che offrono gratuitamente un po’ del loro tempo e delle loro competenze per recuperare Forte San Briccio, tutti assieme intorno ad un tavolone lungo lungo!!!!

Le foto della serata in Menu – Galleria – Galleria 2017

16 maggio, Sergio Danzi scrive:
P1120884“Stamattina, poco dopo le nove ci siamo trovati al Forte in due Sergi, un Rolando e un Dario. Doveva venire la veterinaria per la profilassi agli animali e perciò abbiamo dovuto metterli nei recinti in modo da poterli gestire per le iniezioni. Non è stato facile perché appena si sono accorti delle nostre intenzioni sono diventati diffidenti, comunque, con un buon incentivo a base di granaglie macinate, pezzi di pane ed erbe speciali procurate da Rolando, abbiamo avuto la meglio. Ne ho approfittato per scattare delle foto, specialmente alla pecorella nera… Nelle foto si vedono solo il Dario, la veterinaria e logicamente gli animali, specialmente i nuovi nati che sono i veri protagonisti di queste giornate.
Vedi altre foto in Galleria 2017

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Verona

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le sue fortificazioni, e Forte San Briccio

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di Nicola Dal Zovo.

La città di Verona, fondata dai romani, per la sua ottimale posizione geografica, ha sempre avuto nel tempo un importante ruolo militare, situata al centro del nord Italia, vicina alle principali vie d’ accesso al nord Europa, ha assunto negli anni una strategica funzione di controllo sulla pianura padana e sui collegamenti Alpini. In epoca asburgica (1814-1866) è la principale piazzaforte del famoso quadrilatero assieme a Peschiera, Mantova e Legnago, per proteggere la città vennero rinforzate le mura perimetrali urbane e realizzati dei forti sul perimetro del centro abitato costituendo un “campo trincerato”.

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Il portone di accesso di Forte San Marco.

Verona in quel periodo era il cardine difensivo del regno Lombardo-Veneto. La città ne trae anche dei vantaggi economici, si insediano caserme, stabilimenti, polveriere, per garantire i materiali ed i servizi necessari al mantenimento di una guarnigione di circa 13.000 uomini, 1600 quadrupedi, e più di 500 bocche da fuoco. Era inoltre il centro logistico dell’armata del quadrilatero, che raggiunse un picco di 110.000 soldati nella guerra del 1859. Nell’ottobre del 1866, con la conclusione della terza guerra d’indipendenza, Verona ed il Veneto si uniscono al Regno d’Italia. Il confine con l’Austria si trova proprio sull’attuale linea immaginaria che separa il Veneto dal Trentino, Verona era quindi al limite del confine del nuovo regno. In caso di un nuovo conflitto, l’ Austria si troverà avvantaggiata dalla morfologia del territorio, le numerose valli delle Alpi infatti, convergono tutte verso la pianura padana, rendendo facile un eventuale attacco da nord verso sud.

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Entrata al Forte di Rivoli.

La difesa italiana, per scongiurare questa eventualità, dovette prevedere la chiusura delle principali vie di comunicazione con un sistema di forti di sbarramento, in modo da agevolare il movimento delle truppe nella pianura padana. Il territorio veronese fece parte del piano difensivo studiato per tutto il confine orientale. Venne data priorità alla difesa della Valsugana, la strada delle Fugazze e la Val d’Adige, infatti, nel caso di una invasione austriaca, queste vie di comunicazione sarebbero diventate la prima linea di difesa, mentre il famoso quadrilatero, Verona, Peschiera, Mantova e Legnago, sarebbe stato la seconda linea. Le nuove tecnologie militari, con la sempre più elevata capacità distruttiva dell’artiglieria, costrinsero ad abbandonare le vecchie ed obsolete fortezze asburgiche già presenti sul territorio. Solo lo sbarramento di Rivoli sulla val d’Adige, viste le sue caratteristiche tecniche, venne riaggiornato invertendo anche il fronte delle artiglierie. Il genio militare italiano per potenziare la difesa, costruì i forti di S.Marco(1883), Masua (1880-85), San Briccio(1885) e la batteria Monticelli(1888).

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Sulla sommità del piccolo colle roccioso a controllare la val d’Adige, il Forte di Rivoli.

Parallelamente, anche gli austriaci misero in atto un nuovo grande sistema difensivo, con la costruzione di fortificazioni moderne ed efficienti, tra cui il campo trincerato di Trento, ed i forti di Riva e Mori. Il nostro forte di San Briccio, viene costruito in una posizione strategica, fra le valli di Marcellise e Mezzane, sopra un antico castelliere preistorico. E’ l’opera più avanzata verso est, le sue artiglierie si incrociano con quelle del forte di Castelletto e quelle della batteria Monticelli. E’ una delle più interessanti opere realizzate dal genio militare italiano, di forma trapezoidale, è costruito in pietra e laterizio con grosse masse coprenti in terriccio per proteggerlo dalle granate nemiche. E’ circondato da un profondo fossato con unico accesso tramite un ponte levatoio, sono presenti due Caponiere agli angoli e sul fronte di gola, un tamburo a due piani a difesa dell’ingresso.

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Portone di accesso a Forte Ceraino (visto dall’interno).

I locali interni, erano adibiti a ricoveri per la truppa, magazzini per materiali, e laboratori per il munizionamento, infermerie, uffici, luoghi di guardia, prigioni e magazzini per i materiali di artiglieria. Più all’interno al piano terra la cucina ed i relativi ripostigli, al piano superiore gli alloggi del comandante e degli ufficiali. L’elemento più alto del forte protegge con il suo notevole spessore di terra, il grande magazzino da polvere di rifornimento ed altri locali. Il sistema di collegamento fra i vari locali e parti del forte è garantito da un corridoio passante su tutto il perimetro del forte, con la presenza di scale elicoidali per l’ accesso ai piani superiori. Sono presenti inoltre due grandi scale rettilinee in pietra con corsie per il traino dei cannoni, una esterna sulla piazza d’armi ed una coperta all’interno del forte.

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Forte San Briccio – Ponte levatoio sul grande fossato che lo circonda.

Il manufatto era stato concepito per contenere una guarnigione di 400 uomini di presidio e 920 per il pattugliamento, come dotazione bellica era fornito con un armamento di 10 cannoni da149G, 4 obici da 149G, 4 cannoni da 87B, 4 mortai da 149 e con un munizionamento totale di 9600 proiettili. Purtroppo, solo pochi anni dopo la costruzione 1890/95, venne declassato a normale deposito. La limitata efficacia difensiva di questo tipo di forti corazzati, è stata dimostrata durante la prima guerra mondiale quando avvenne la cosidetta “guerra dei forti” sull’altopiano di Asiago, dove le fortezze Verena e Campolongo, vennero sventrate dalle granate di grosso calibro Austriache da 280-305 che arrivarono anche 420 mm. I manufatti modello “Rocchi” erano stati progettati per sopportare le granate da 150 mm, l’arrivo dell’esplosivo ad alto potenziale segnò il loro destino, i nuovi proiettili perforanti con spoletta ritardata si rilevarono devastanti.

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Parte del frontale del Forte di San Briccio visto da SUD.

Sull‘altro lato del fronte, le fortificazioni austriache erano molto più resistenti ai grossi calibri, perché venne fatto largo uso di cemento armato di qualità per le coperture invece del puro calcestruzzo usato per quelle italiane. I nostri ingegneri militari commisero il clamoroso errore di non seguire la veloce corsa agli armamenti a livello europeo, continuando a costruire forti in montagna già vecchi e quindi inefficaci. I forti veronesi fortunatamente, non furono mai attaccati o bombardati direttamente dall’artiglieria nemica, perché troppo lontani dalla linea di guerra, Verona, per la prima volta, è lontana dalle grandi battaglie, anche se la guerra portò comunque in Lessinia e zona Baldo, il 5° corpo D’Armata che aveva dislocato 40 compagnie di fanteria e 11 di artiglieria con il seguente armamento:

4 cannoni da 149 mm G a Monte Castelletto,

4 cannoni da 87 mm a Casara Pedocchio,

4 cannoni da 149 mm A a cima Mezzogiorno,

4 cannoni da 148 mm G sul monte Tomba e 8 cannoni da 87 mm in bronzo a Podestaria.

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Due siti da visitare10x3010x30

Primavera Culturale al Forte

Terzo incontro

distanziale15x15Lunedì 25 Apriledistanziale15x15

“Ricorrenza della liberazioner

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Qualcuno credeva di rovinarci il dopo festa

Articolo sull’Arena

Locandina dell’Associazione

Locandina del Mercatino

La risposta del nostro presidente all’articolo apparso sull’Arena di Giovedì 28

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di Raffaele Favatà.

Come molto spesso accade quando si fa o si tenta di fare qualcosa di importante per la nostra comunità e nel nostro paese, c’è sempre qualche “personaggio” che cerca di rovinare tutto… ma questi personaggi sono quelli che poi non contribuiscono con le loro offerte o lavoro gratuito al bene comune, persone capaci solo di denigrare quello che fanno gli altri. Invidia, rancore, disfattismo, ignoranza? Decidete voi…

Queste righe servono per mettervi al corrente dell’articolo apparso sull’Arena di Giovedì 28-04-2016. Lunedì 25 è stata celebrata la ricorrenza del “25 Aprile” festa della liberazione con tutte le autorità presenti, civili e militari, l’inaugurazione del nome “Forte S. Briccio” in bronzo ritornato sul suo frontale e, la presentazione del libro “Il risveglio del Gigante di Pietra” che racconta i nostri tre anni di lavoro al Forte, concludendo la mattinata con relativo rinfresco offerto dall’associazione in piazza d’Arme alle 12,30. Accade che delle persone venute in visita al Forte nelle prime ore pomeridiane hanno trovato il cancello chiuso, alle 14 circa…, noi ci siamo scusati e ci scusiamo per il malinteso. Teniamo però a precisare che non esiste locandina o manifesto, dove l’Associazione All’ombra del Forte abbia scritto che la manifestazione del 25 Aprile al Forte si sarebbe protratta fino alle 17,00, anzi, sui manifesti e locandine c’è ben visibile l’ora della conclusione della manifestazione, cioè alle 11,30 più rinfresco, pertanto 12,30! Perché non hanno pensato ad una loro mancanza di attenzione… a chiunque sarebbe sorto il dubbio… ma loro si sono fatti una foto di gruppo davanti al cancello chiuso e, l’hanno inviata all’Arena, denigrando con l’appellativo “Il Mostro di Pietra” apparsa nell’articolo, scimmiottando il nome del libro presentato e scritto da Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà “Il Risveglio del Gigante di Pietra”…. Cosa dire a queste persone e al giornalista che ha buttato giù l’articolo… “CAMBIA MESTIERE”, si cambia mestiere, perché fra le righe si nota chiaramente la presa di parte senza nessuna verifica o messa in dubbio sulle responsabilità dei fatti accaduti, come molto spesso accade sui nostri quotidiani, poi quando si esprimono delle opinioni o si raccontano dei fatti accaduti si “FIRMANO” caro signor giornalaio, senza offesa per il glorioso mestiere dei giornalai…

Riprendiamo la cronaca dei fatti: Finita la riuscitissima manifestazione alle 12,30 con il conclusivo rinfresco, i cancelli sono stati chiusi alle 13,15 circa. Per noi finiva tutto lì. Ma verso le 14,30 è arrivata una telefonata che chiedeva come mai il cancello del Forte era chiuso e, ci faceva presente, che c’era un gruppetto di persone che voleva visitare il Forte. La risposta è stata “ci dispiace ma il forte è chiuso perché la manifestazione è terminata alle 12,30” e precisando che il forte non era aperto alle visite il pomeriggio ma solo la prima Domenica di ogni mese… al mattino, quindi doveva esserci stato un malinteso. Dispiacendoci del contrattempo e cercando di soddisfare tutti, subito sono stati allertati i volontari facendo presente che c’era gente davanti al cancello, chiedendo loro chi era immediatamente disponibile. Alle 15,00-15,15 circa il sottoscritto con Sergio Sponda aprivamo il cancello del Forte, al nostro arrivo c’era una coppia, entrata a visitare il Forte, successivamente sono arrivate in tutto altre 6-7 persone a gruppetti, questo fino alle 16,30 orario di chiusura del Forte.

Morale: Sulla nostra locandina e vari manifesti sono spiegate dettagliatamente le varie fasi della manifestazione del 25 Aprile, non vi è scritto che la manifestazione o l’apertura del Forte si sarebbe protratta fino alle 17,00 come scritto sull’Arena, anzi tutto sarebbe terminato alle 11,30. Verificando cosa potrebbe essere successo dato l’equivoco, scopriamo che nella locandina del “Mercatino” c’è scritto l’orario del mercatino fino alle 17,00!

Pertanto se i cari signori che si sono fotografati davanti al cancello avessero letto bene la locandina del Forte, non sarebbero rimasti fuori… anzi hanno perso l’occasione di assistere ad una bellissima mattinata al Forte… perso la bellezza di un libro offerto gratuitamente, ma… si vede che in mattinata avevano altro più importante da fare, con le lenzuola ed i cuscini. I vecchi proverbi non sbagliano mai… chi dorme non piglia pesce.

Dopo tre anni di duro lavoro, ed essere riusciti con il nostro grande gruppo a ridare vita a tutto il Forte, non solo ai due o tre locali di nostro interesse, ma all’intera struttura, opera intrapresa da nessuno in tutti questi anni passati, leggere delle idiozie “Mostro di Pietra” senza avere l’accortezza di verificare come si sono svolti realmente i fatti, sinceramente fa pena… pena per questi individui giornalista compreso…. Perché non venite a portare il vostro sedere al Forte e, rendervi utili in qualcosa che già coinvolge tutta Lavagno, invece di cercare di cogliere qualsiasi opportunità pur di denigrare il lavoro degli altri? Siamo a maggior ragione meravigliati che l’Arena abbia concesso la pubblicazione di un articolo tanto delicato, riguardante il sacrificio di volontari senza prima verificarne i fatti e, cosa più grave pubblicare l’articolo senza firma… Quando esprimo un mio parere ci metto sempre la mia faccia, lo trovo di rispetto ed onesto verso gli altri, e questo in special modo sui miei scritti…

Certo è che qualcosa di utile lo avete fatto… vi ringraziamo per averci fatto capire che dovremo stare molto attenti in avvenire… si molto attenti, perché adesso sappiamo che intorno a noi c’è anche gente che ci vuole “Molto bene” controlleremo anche le locandine degli altri… grazie grazie grazie…

State tranquilli siamo un grande gruppo… e abbiamo le spalle molto larghe e, la forza di rispondere.

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La manifestazione del 25 Aprile al Forte

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GRUPPI… e Associazioni Culturali

Come programmare visite o manifestazioni culturali al Forte

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Vogliamo portare alla Vostra attenzione che, la Domenica 04-10-2015 è l’ultima Domenica in cui il Forte è aperto alle visite, sarà da quel giorno chiuso fino alla Domenica del 06-03-2016 prima Domenica dìapertura, è possibile visitare il Forte facendo domanda tramite il MODULO del sito, situato nella pagina di “CONTATTO” del sito, questo riservato solo a gruppi, inserendo la vostra richiesta con tutte le informazioni del gruppo, età, numero dei partecipanti, ente o associazione, inserendo tutte quelle informazioni utili per darci la possibilità di organizzare al meglio la vostra accoglienza. Se siete in possesso di una vostra locandina potete inserire l’immagine in jpg, o pdf, nel modulo “CONTATTO” alla voce “Allega immagine:” cliccando poi su “scegli immagine”, immagine che avrete preparato precedentemente sulla vostra scrivania del vostro PC nel formato su indicato, la locandina sarà inserita nella pagina “Gruppi – visite programmate al Forte” con tutti i dati relativi alla visita. L’accesso alla pagina per vedere le programmazioni future è accessibile dal menù alla voce “IN PROGRAMMA”.

Inviata la richiesta sarete contattati nel più breve tempo possibile.

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Apertura del Forte

Domenica 13 di MARZO

Chiusura la prima Domenica di OTTOBRE

Gruppi – Come programmare le visite

VISITE E MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA

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Finalmente è nato…!

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di Raffaele Fasvatà.

Quando ci sono stati donati i due asinelli, “Giulietta e Romeo”, nome scelto dai volontari del Forte, sapevamo che Giulietta era in stato interessante, e pertanto ci era stato anche indicato fine Marzo come data prevista per il lieto evento. Marzo è stato per noi un mese interminabile… perché come potete immaginare non si può prevedere il giorno e l’ora esatta dell’evento, pertanto gli incaricati addetti alla loro cura, di cui faccio parte (Siamo in 4), Siamo stati sempre allerta ogni giorno poteva essere quello giusto…, ma niente, i giorni passavano ma Giulietta non si decideva a dar via al dolce evento; gli guardavamo la mammella, i capezzoli, cercando di notare qualche segno dell’approssimarsi del parto. Niente… così trascorre Marzo, i dubbi sulla data prevista pertanto diventano molti…, ahhhh… avranno sbagliato pensavamo “i capezzoli iniziano appena ad ingrossarsi, ma la mammella è ancora troppo piccola”.

Così siamo arrivati a Martedì 12-04-2016, quando io e Sergio Danzi siamo di turno all’accudimento di Giulietta e Romeo.  Come arriviamo sul percorso di guardia, è mia abitudine chiamarli, emettendo un fischio, questo l’ho sempre fatto dall’inizio del loro arrivo, perché così imparano a riconoscerci e ci vengono incontro. Sono sempre venuti al mio richiamo, anche se Romeo arrivava sempre secondo…, per gratificarli gli davamo qualche mela, carote, o pane raffermo che gradiscono molto. Come dicevo quella mattina dopo vari richiami non ci venne incontro nessuno, sembrava non ci fossero vicino alla stalla, insistetti nel richiamo e scorgemmo in lontananza Romeo che contrariamente al solito questa volta era primo… si ci veniva incontro lentamente quasi con malavoglia, ma di Giulietta nessun segno. Dissi a Sergio Danzi… haii aiiii, molto strano che lei non viene, vuoi vedere che è nato il piccolo? Non finisco la frase che lei appare sulla porta della stalla con la testa alta e le orecchie ben tese… lo sguardo attento verso di noi, continuo a chiamarla, ma lei non si muove, nel frattempo siamo a circa 20 m. dalla stalla e spostandomi di lato per vedere meglio al suo interno, scorgo nella penombra della stalla dietro le gambe di Giulietta, un piccolo esserino grigio che tenta di alzarsi… porca miseria Sergio esclamo… è nato c’è il piccolo…! La sorpresa è stata qualcosa di veramente unica e grande. Dopo circa cinque minuti è uscito con la madre fuori dalla stalla, e sebbene ancora barcollante, recuperava a vista d’occhio, dopo un quarto d’ora seguiva la madre lungo il percorso di guardia. Lei sempre attenta, è venuta a prendere il pane dalle nostre mani come fa sempre, ma con la massima attenzione e protezione del piccolo, si frapponeva sempre fra lui e noi, non dandoci mai la possibilità di essere direttamente a contatto con il piccolo. Anche a Romeo è stato riservato lo stesso trattamento, anzi… a lui gli ha rivolto parecchi calcioni, perché curioso, tentava di avvicinarsi al piccolo per annusarlo, ma lei era sempre attenta, si frapponeva fra lui e il piccolo e girandogli il fondoschiena lo riempiva di calci, inseguendolo per brevi tratti con le orecchie all’indietro abbassate, allontanandolo. Così vedendo la sua irrequietezza, abbiamo deciso di allontanare Romeo, isolandolo fra i due cancelli nella parte anteriore del Forte, mettendogli a disposizione fieno ed acqua. Questo è un momento molto delicato e pertanto la femmina deve essere tranquilla con il suo piccolo, non deve essere stressata dalla presenza del maschio, anche perché dopo il parto arriva il periodo di calore per la femmina e, pensiamo non sia opportuno avviare un’altra dolce attesa. Quando questo dovrà accadere verrà deciso dagli interessati… adesso pensiamo sia prematuro. La settimana precedente è nata nel vallone una piccola capretta, inattesa, perché nessuno sapeva del suo gradito arrivo e dovremo dargli un nome, come peraltro anche al piccolo somarello.

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Il nome sul frontale del Forte

torna dopo molti anni finalmente al suo posto

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FORTE S. BRICCIO

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di Raffaele Favatà.

Il suo nome lo abbiamo sentito molte volte e da molto tempo, ma non sappiamo chi lo ha tolto dal suo possente e maestoso frontale in pietra veronese. Molti anni sono trascorsi da quando furono tolte le lettere che lo indicavano con certezza e, cosa c’era veramente scritto su quel portale? Questa domanda me la posi quando entrai a far parte dell’associazione All’ombra del Forte, nella primavera del 2013, vedendo la possente entrata del Forte senza la sua insegna mi sembrò spoglia… mancava qualcosa di molto importante a mio avviso, non era completa senza il suo nome. La prima cosa che mi venne in mente ricordo fu “Come se un uomo va ad un ricevimento in frack senza le scarpe”, questo pensiero mi accompagnò per tutta l’estate.

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Entrata del Forte, in alto sul frontale, si vedono i fori dove alloggiavano i perni di fissaggio delle lettere che componevano il nome.

Incominciai ad interessarmi della fine che avevano fatto le lettere che ne componevano il nome chiedendo qua e là, ma la ricerca fu vana, nessuno degli anziani interpellati si ricordava il nome con certezza…, vi era qualche altra lettera che indicava un nome diverso? Nessuno di loro e delle persone che contattai erano sicuri nell’indicarmi il nome, indecisi rispondevano “Ma… penso Forte San Briccio o Forte di San Briccio”, ma non ne avevano certezza, e tanto meno ricordavano il tipo di carattere che lo distingueva. Pertanto decisi di fare una ricerca più approfondita e incominciai a contattare tutti gli enti che avrebbero potuto aiutarmi a risolvere l’enigma… dovevo trovare a tutti i costi il nome preciso ed il tipo di carattere che lo formava nel lontano 1888, giorno della inaugurazione del Forte! Pertanto scrissi varie mail di richiesta informazioni con l’intestazione della Associazione All’ombra del Forte, tutte ai vari enti che avrebbero potuto avere informazioni al riguardo, ma senza esito… nessuno aveva notizie o scritti in merito al tipo di carattere (font) utilizzato e, tanto meno se ci fosse in realtà scritto “Forte di San Briccio” o ” Forte San Briccio” oppure “Forte S. Briccio”, anche se sulle carte del Genio Militare era evidente la terza soluzione, ma in pratica non esistevano foto del frontale con visibile l’insegna per esserne certi.

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Particolare di una parte della foratura, quella di FORTE S.

Mi recai anche presso la Caserma Duca di Montorio e, anche se accolto con molto interesse, non avevano purtroppo nessun documento nel loro archivio che riguardasse il nostro Forte, scrissi anche al Genio Militare di Padova, ma… senza risposta. Inoltrai una richiesta di informazioni anche all’Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo di Montorio, senza alcun esito. Speravo che almeno loro essendo una Associazione Nazionale, pertanto presente in tutte le regioni, ed essendo la maggioranza degli effettivi dislocati nel Forte appartenenti a varie regioni italiane (maggioranza meridionali) qualche milite di leva speravo avesse a suo tempo scattato qualche foto del Forte insieme ai propri commilitoni… per ricordo, ma non ebbi fortuna. L’interesse molte volte è solo nostro, gli altri non sono minimamente toccati dai nostri sentimenti, se non esiste un guadagno purtroppo è molto difficile smuovere l’interesse altrui. Così scelsi di percorrere un’altra strada a me più consona… non aver bisogno degli altri, fare una ricerca inversa… non partire dalla costruzione del Forte o da chi ha vissuto al suo interno, ma partire dalla fine… da ieri l’altro! Presi macchina fotografica e con tanta determinazione scattai 12 foto del frontale del Forte, solo la parte dove erano state installate le lettere che componevano il nome del Forte, con un programma di sovrapposizione e di montaggio fotografico unii e sovrapposi le varie immagini ottenendo una sola immagini ad altissima risoluzione della foratura sulla pietra veronese del frontale del Forte, fori ancora presenti e chiaramente visibili, fori che a suo tempo alloggiavano i perni posteriori delle varie lettere che componevano il vero nome del Forte.

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Particolare della esecuzione della primitiva foratura a scalpello, si vede chiaramente la forma quadrata dei fori.

Tali forature non erano state eseguite con trapano, perché a quel tempo non c’era ancora il trapano elettrico ma a manovella, pertanto non conveniente per eseguire tutti i fori necessari per il fissaggio delle lettere, furono eseguiti pertanto a scalpello che, per i lavoratori dell’epoca non era certo un problema. Pertanto i fori sono di sezione quadrata non tonda, di lato 15×15 mm. circa con una profondità di circa 30 mm.. A questo punto avevo una foto panoramica di tutta la foratura in alta risoluzione, potevo ingrandirla a piacere per poterne controllare i particolari.

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Particolare del sistema di fissaggio, usando un impasto di vario genere, anche colle, tipo farine vegetali mescolate a polvere di marmo, che indurendosi bloccava il perno della lettera. Si vede chiaramente che indurendosi l’impasto si staccava leggermente da vari punti delle pareti del foro, ma dava comunque un’ottima presa.

Dovevo però adesso trovare il tipo di carattere scelto nel 1882, pertanto dovevo sovrapporre le lettere ad una ad una sulle forature cercando le lettere di quel carattere che mi coprissero tutti i fori che componevano il nome del Forte, e questo lavoro lo dovevo fare sul mio iMac (Computer Apple Macintosh). Dopo molti giorni di lavoro (Non costantemente chiaro) e, dopo aver provato oltre 560 caratteri… finalmente l’unico che dava il risultato quasi perfetto al 95%, risultava il ROMAN. Ho dovuto provare tutti i caratteri che possiedo perché dovevo essere sicuro che fosse giusto o più probabile, la certezza assoluta la potrebbero dare solo le lettere originali tolte a suo tempo dal frontale del Forte, ma questo non è possibile. In quegli anni i caratteri venivano poi costruiti a mano, con fusione a conchiglia aperta a terra e, i mastri fabbri pur conoscendo i vari tipi di carattere in uso, i loro stampi non erano mai uguali, perché non prodotti con un sistema in serie, tutto era eseguito con metodi artigianali pertanto leggermente differenti fra loro.

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Fotografia della foratura ed esecuzione della tracciatura di riferimento della posizione occupata dalle precedenti lettere, questo per avere i punti di riferimento della posizione precedentemente occupata dalle lettere dopo la chiusura dei vecchi fori.

A conclusione, sovrapponendo le varie lettere sui fori presenti sull’immagine a computer, risultava esattamente il nome di “FORTE S. BRICCIO” con esse puntata. Non era finita però la mia ricerca, dovevo avere delle prove che quel tipo di carattere fosse in uso nel 1882 anno della presentazione del progetto del Forte. Il risultato fu confortante… il carattere era in uso da moltissimi decenni prima del Forte. Trovato il tipo di carattere, la sua grandezza e, il nome reale che vi era scritto, dovevo trovare chi fosse in grado di costruirlo o che avesse un carattere di quelle dimensioni e, di quel tipo nella sua produzione, cioè in bronzo fuso in conchiglia. La ricerca per mia fortuna si fermò presto, presso la ditta Biondan di Montorio, specializzati in fusioni in bronzo e produttori di materiale funerario stampato o in fusione. Interpellati e sensibilizzati ad appoggiare la causa della rinascita del Forte, mi confermano la fornitura delle lettere in fusione in bronzo, al costo del puro metallo.

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Chiudere i fori esistenti che fissavano le vecchie lettere è indispensabile data la loro dimensione 15×15 mm. e, le lettere in fusione di bronzo attuali hanno fori con perni in posizione diversa e di dimensioni meno invasive, con un diametro di appena 5 mm., pertanto con piccoli fori si riesce ad avere un fissaggio perfetto.

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Creazione del materiale occorrente per la chiusura dei vecchi fori tramite frantumazione e polverizzazione della pietra rosso veronese, aggiungendo una piccola percentuale di cemento bianco, per preparare l’impasto per la loro chiusura.

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Pur essendo la spesa da sostenere di un terzo del valore reale delle lettere in bronzo, per noi dell’Associazione All’ombra del Forte la somma era ancora grande… e pertanto il presidente dell’associazione, prof. Maria Grazia Belli venuta a conoscenza del risultato ottenuto mi consiglia di scrivere al direttore della Cassa Rurale di Vestenanova, alla attenzione del direttore della sede di Lavagno, il quale si dimostra disponibile ad un nostro incontro per avere ulteriori informazioni, sulla ragione, della nostra richiesta del loro eventuale finanziamento. Dopo l’incontro acconsente a finanziarci la restante cifra per l’acquisto delle lettere per il Forte.

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Chiusura dei vecchi fori con il materiale tratto dalla pietra veronese con minima percentuale di cemento bianco.

Fu presentata pertanto la domanda alla Soprintendenza dal Comune di Lavagno, nella persona dall’Assessore Alessandra Sponda, allegando la documentazione attestante la ricerca effettuata, corredata dalle foto dimostrative, della validità della sovrapposizione sull’immagine dei fori esistenti sul fronte del Forte delle lettere di quel carattere ritrovato. Avendo ricevuto tale domanda esito positivo da parte degli organi preposti, l’istallazione avverrà approssimativamente in data 15-04-2016/20-04-2016. In questi giorni è stata eseguita la chiusura dei vecchi fori con materiale dello stesso tipo, (polvere di pietra rosso veronese), ricavata frantumando dei pezzi di pietra dello stesso tipo di quella del Forte, per avere lo stesso colore e resistenza meccanica, aggiungendo una piccola percentuale di cemento bianco per dargli la dovuta resistenza.

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Usando un impasto dello stesso materiale che compone il fronte del Forte per chiudere i vecchi fori, si ottiene un’ottima corrispondenza sia nel colore che nella resistenza meccanica per il fissaggio delle nuove lettere.

Si proseguirà nei prossimi giorni ad eseguire la nuova foratura per il fissaggio delle nuove lettere, dopo averle installate e verificato che la scritta è perfettamente nella sua primitiva posizione saranno fissate definitivamente. La ricerca però continua, manca ancora un particolare piccolo, ma anche lui importante, sul lato destro del portone di accesso, manca il rosone del corpo di appartenenza della guarnigione che era dislocata nel Forte, nel lontano 1888, come si intravede nella foto sopra. Con certezza si trattava del corpo di artiglieria pesante da campo, rintracciare i suoi colori e, il materiale di cui era composto sarà indispensabile. Probabilmente rosone in bronzo in fusione a terra, di un diametro di 30 cm. circa con spessore 2,5 cm., rappresentate il corpo di appartenenza. La certezza arriverà alla fine della dovuta e necessaria ricerca. Quale gratificazione migliore, essere riuscito a ridarli il nome che gli apparteneva e gli appartiene, essere riuscito a ridargli il suo aspetto primitivo. Ringraziamo tutti quelli che con il loro interesse hanno contribuito alla riuscita della mia ricerca, ed alla sua realizzazione, ringrazio quelli che non hanno esitato a contribuire finanziariamente al sostegno della nostra iniziativa facendo sì che si potesse realizzare….

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PROSPEZIONI GEORADAR

sul luogo della vecchia Pieve

e

ricerca dell’esistenza del passaggio segreto del Forte

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di Raffaele Favatà.

Molto si è parlato ed ancora se ne parla, riguardo alla esistenza di un collegamento sotterraneo esistente o meno fra la Batteria Monticelli ed il Forte di San Briccio. Interpellato dal presidente dell’Associazione All’ombra del Forte prof.sa Maria Grazia Belli e dal sig. Renzo Zerbato sulla probabilità della sua esistenza, risposi sinceramente che ne dubitavo, conoscendo perfettamente il Forte in tutti i suoi più nascosti meandri, non avevo notato nessun passaggio, e tanto meno segni di eventuali passaggi chiusi anche in epoca remota… quando si chiude o si ripara un muro a mattoni, o intonacato o si tratti di un pavimento si notano sempre dei segni più o meno evidenti e, nel Forte non v’erano segni tali da poter far pensare ad un passaggio segreto chiuso in epoca remota o recente, salvo che non fosse stato chiuso quando fu costruito il Forte quindi di epoca antecedente al forte stesso. La distanza fra il Forte e la Batteria Monticelli è di 2.481m. circa, con un dislivello di 262 m. circa, impensabile una galleria così lunga con dislivelli lungo il percorso di oltre 50 m., avrebbe avuto un costo superiore al forte stesso.

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Rilevamento satellitare della distanza fra Batteria Monticelli e il Forte di San Briccio, tratto che avrebbe dovuto percorrere una eventuale galleria di collegamento.

La mia risposta non li convinse anzi mi chiesero di interessarmi per fare delle ulteriori verifiche. Contattai varie ditte per noleggiare le attrezzature necessarie per effettuare una prospezione georadar, l’unico sistema per accertarci se sotto o intorno al Forte esistesse con certezza un passaggio segreto, ad altre ditte del settore chiesi di farmi un preventivo di fattibilità ed eventuale spesa che avremmo dovuto sostenere lasciando a loro il compito di eseguire la prospezione. Fra tutte le varie risposte, scelsi la RadarPoint. La ditta dimostrava apertamente sensibilità e comprensione alla nostra condizione di associazione di volontari e, pertanto si offriva ad effettuare la prospezione ad un costo simbolico, più le spese di carburante ed autostrada… risiedono a Torino. Fissato il giorno per effettuare la prospezione ed accettate le condizioni, con l’approvazione del presidente, fu estesa la prospezione anche alla vecchia Pieve, trovare le tracce della sua reale vecchia posizione rilevando qualche residuo di fondamenta.

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Sovrapposizione in trasparenza della mappa cartografica del Genio Militare del Maggio 1884 sull’immagine satellitare del colle del Forte, facendo coincidere le tre strade sterrate di accesso alla vecchia Pieve, notare il diverso percorso della vecchia strada che passava per le “Cesette”.

Iniziamo le prospezioni in data 11-01-2016 alle ore 9,30 circa, prospezioni effettuate dalla titolare della ditta RadarPoint sig.ra Milena, nella zona situata a Nord-Ovest del Forte, dove ritenevo con discreta precisione fosse dislocata a suo tempo la vecchia Pieve. Per avere la quasi certezza della sua posizione con il minimo errore possibile, avevo registrato una immagine satellitare di tutta la collina del Forte, includendovi in essa le tre strade sterrate di accesso; avendo una mappa del Genio Militare dell’epoca che recava ben evidenti le tre strade sterrate e la posizione della vecchia Pieve, pensai di sovrapporla alla immagine satellitare attuale che avevo della collina tramite sovrapposizione a computer, ritenendo che dalla sovrapposizione avrei potuto rilevare l’esatta posizione dell’antica Chiesa, facendo coincidere perfettamente le tre strade sterrate che non facendo parte dell’area sottoposta alla costruzione del Forte all’epoca (1882 presentazione del progetto) erano rimaste nel tempo invariate.

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Inizio della prospezione georadar da parte della titolare della RadarPoin di Torino.

Delineammo le zone previste con picchetti e nastro per semplificare la ricerca. La prospezione conferma la mia tesi, rilevando ad una profondità di circa 70-90 cm. resti di fondamenta della vecchia Chiesa di uno spessore di circa 80 cm. e una cavità di un diametro di circa 1 m. e profondo oltre 3 m. davanti al frontale della vecchia Chiesa, pozzo per l’acqua piovana? Nella parte posteriore della Chiesa si rileva una cavità di 1,60×1,80 m. circa per una profondità di 3 m. circa, si presume una cisterna di raccolta acqua piovana o fognatura della Chiesa.

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I volontari seguono ed assistono la RadarPoint durante la prospezione.

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Controllo dei dati registrati durante il primo passaggio lineare e verifica incrociata del percorso.

Oltre ad un paio di cavità sotterranee di dimensioni ragguardevoli ad una profondità di circa 3 m. sempre nell’area dove si rileva la presenza della Chiesa. Nella parte dove era dislocato il vecchio cimitero, sono state rilevate 4 cavità importanti di dimensioni dai 6×3 a 13×8-9 m. e una altezza variabile da 3 ai 10 m, cavità sotterranee impossibili da definire… vulcaniche, cedimenti strutturali, o opere dell’era romana o medioevale? 

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Zona del rilevamento della cisterna o fognatura sul lato posteriore della Chiesa.

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Prospezione dell’area occupata dalla vecchia Chiesa, il picchetto visibile nella foto indica l’inizio del tratto di fondamenta della parte anteriore della Chiesa in direzione del fossato.

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L’Assessore Di Michele assiste alla prospezione.

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Vari passaggi lineari ed incrociati.

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Momento del rilevamento della cavità 1,60×1,80, potrebbe essere la cisterna di raccolta dell’acqua piovana o fognatura della Chiesa.

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Prospezioni dove si ritiene fosse il cimitero, nel sottosuolo si rilevano 4 cavità di discrete e varie dimensioni, ma nessuna presenza di fondamenta.

Stabilita la posizione della vecchia Pieve, procediamo alla prospezione del famoso passaggio segreto calandoci nel vallone del Forte, procedendo dal ponte levatoio verso sud. In questo tratto di fossato sono state rilevate ben 5 cavità molto grandi, come le precedenti.

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Si iniziano le prospezioni nel fossato per scoprire l’eventuale esistenza di un passaggio dal Forte oltre il fossato.

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Anche nel fossato si eseguono passaggi lineari ed incrociati.

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Prospezioni nel lato sud del fossato.

Percorrendo il tratto sud del fossato da Ovest verso Est fino alla Caponiera a Sd-Est, altri 4 cavità di varie dimensioni, ed una cavità che procede in diagonale dal muro esterno del fossato contro il muro del Forte all’angolo della Caponiera ad una profondità di 2 m. larga circa 3 m. con una altezza di circa 3-4 m. (Ci riserviamo di riprenderla dalla parte interna del Forte per verificare la sua direzione).

Percorrendo il tratto sud del fossato da Ovest verso Est fino alla Caponiera a Sd-Est, altri 4 cavità di varie dimensioni, ed una cavità che procede in diagonale dal muro esterno del fossato contro il muro del Forte all'angolo della Caponiera ad una profondità di 2 m. larga circa 3 m. con una altezza di circa 3-4 m. (Ci riserviamo di riprenderla dalla parte interna del Forte per verificare la sua direzione).

Prospezioni intorno alla Caponiera situata a Sud Est del Forte.

Procediamo intanto dalla Caponiera a Sud verso la Caponiera a Nord.Est percorrendo il fossato lato Est, e con sorpresa rileviamo altre tre cavità sotterranee di diverse dimensioni e a diverse profondità, ma di dimensioni ragguardevoli, la più ampia raggiunge i 15 m.. Purtroppo dobbiamo fermarci a metà percorso dell’intero perimetro del fossato, perché l’altra metà è ancora da ripulire dalla vegetazione e dagli alberi caduti di traverso sul fossato, pertanto zona pericolosa per chi dovesse addentrarsi.

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Dalla Caponiera a Sud-Est percorrendo il fossato ad Est del Forte verso la Caponiera a Nord-Est.

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Siamo arrivati al limite del fossato percorribile in sicurezza, oltre è pericoloso inoltrarsi, per probabile caduta tronchi marcescenti e rami dall’alto del fossato.

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Riprendiamo la prospezione all’interno del Forte, nel locale che coincide con il rilevamento esterno, la prospezione indica una continuità della cavità anche sotto il locale del Forte, fermandosi quasi al centro del locale.

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Immagine elaborata di una prospezione, si notano due anomalie nel terreno ad una profondità di 1,77 m. la seconda più in basso ad una profondità di 2,66 m. Quello che abbiamo definito cavità presenti nel sottosuolo, in realtà possiamo definirle anomalie, fin quando non ci sarà una verifica distruttiva, cioè effettuando degli scavi di prova.

A conclusione possiamo dire che sotto il Forte ci potrebbero essere molte sorprese che purtroppo non abbiamo svelato con certezza ma sappiamo che qualcosa c’è ed abbiamo trovato molto di più di quello per cui era iniziata la nostra ricerca. Un domani forse si riuscirà a sapere di cosa si tratta, a noi oggi la soddisfazione di aver trovato tante informazioni che faranno da base per eventuali future ricerche. Ormai si fa buio e la leggera pioggia che a piccoli tratti ci ha accompagnato non ci da tregua, la prospezione non avrebbe potuto aver luogo se il terreno non fosse stato ricco di roccia basaltica e, poi per fortuna era una pioggerella finissima ed a tratti, perché altrimenti le onde elettromagnetiche emesse dalla strumentazione, non avrebbero svolto la loro funzione correttamente con terreno morbido intriso d’acqua.

I volontari dell’Associazione All’ombra del Forte, che con il loro lavoro al freddo e sotto la pioggia per due giorni, hanno fatto si che le prospezioni si potessero realizzare in sicurezza nel luogo del vecchio cimitero, oltre la rete di recinzione del Forte, facendo pulizia del sottobosco e del filo spinato ancora presente in grande quantità nel folto della vegetazione, abbandonato da decenni, ed assistito la Georadar durante le prospezioni:

Dario Sartori, Rolando Negrini, Luigi Fortezza, Paolo Sandrini, Alberto Zenari, Giovanni Castagna, Sergio Danzi, Gianni Montanari, Sergio Sponda, Giovanni Turata, Raffaele Favatà, spero di non aver lasciato fuori qualcuno.

Come funziona un georadar: http://www.softwareparadiso.it/ambiente/archeologia_strumenti_georadar.html

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Un regalo Gradito

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ASINELLI SARDI

di Raffaele Favatà.

I regali sono sempre graditi… e quest’anno sotto l’albero del Forte c’è un bellissimo regalo, in special modo se trattasi di esseri viventi che ci vengono donati, questo penso sia il pensiero della maggior parte della gente. Potete immaginare la nostra sorpresa quando ci è stato riferito dal nostro Presidente prof.sa Maria Grazia Belli del regalo fatto al Forte da una famiglia di Lavagno! Due splendidi esemplari di Asino Sardo, una femmina in stato interessante pronta al parto per il mese di Marzo, mi par di aver inteso e, uno splendido maschietto di qualche anno più giovane e, come tutti i giovani meno docile e diffidente ad accettare cibo dalle nostre mani (Qualche carota, mela, o pane raffermo). Lui è indipendente e lo dimostra ogni qualvolta tentiamo di corromperlo offrendogli una carota… no, non accetta niente dalle nostre mani, mentre la femmina viene volentieri anzi… ha già imparato a riconoscere il nostro richiamo e a passo veloce al trotto ci viene incontro accettando quello che gli offriamo… certo è che bisogna offrirglielo sul palmo della mano, tenendola anche ben distesa se non si vuole perdere qualche dito… . Questa mattina siamo andati a controllare essendo scesa ulteriormente la temperatura e, persistendo da parecchi giorni la nebbia, gli abbiamo portato due secchi di erba medica in grani pressata, ci sono venuti incontro trottando appena ci hanno visti, penso che sono contenti del posto dove li abbiamo sistemati, stalla nuova, greppia discreta, e spazio grandissimo per trottare e galoppare come fanno ogni tanto giocherellando fra di loro tirandosi anche qualche finto calcio abbassando le orecchie per poi mettersi a correre.

L’asino Sardo e sue caratteristiche: l’asino sardo in natura vive circa 25-30 anni mentre in cattività 40-50. Partorisce di norma un solo piccolo dopo una gestazione di 12 mesi. Il suo peso varia tra i 100-150 kg, e l’altezza al garrese è compresa tra gli 80 e i 110 cm. Il suo comportamento mite lo fa apparire un po svasato, in realtà è un animale ubbidiente e dotato di buone capacità di apprendimento. Vive in Sardegna. Oltre che in Sardegna, l’asino sardo è presente nel Lazio e in Umbria, dove arrivò a seguito dei pastori sardi e dove si trovano diversi allevamenti. La riscoperta dell’asino sardo oltre che alla iscrizione di un centinaio di soggetti al registro anagrafico, ha portato alla nascita, in Sardegna, di una associazione regionale (Associazione per la tutela dell’Asino Sardo: ATAS) e alla realizzazione del Parco dell’asino sardo di Mui Muscas, Ortueri. Si sono inoltre tenuti due Premi Regionali[2], curati dall’Associazione Regionale Allevatori della Sardegna[3], a Cagliari nel 2005 e 2006[4]. Questo negli ultimi anni… ma negli anni passati, prima della motorizzazione della nostra società, l’asino sardo ha dato un grande contributo allo sviluppo agricolo della Sardegna e varie regioni italiane, come altri esemplari di razze diverse, muli, bardotti ecc… ecc.., animali che con l’uomo hanno lavorato e contribuito al nostro sviluppo e benessere. In nord Africa viene usato ancora moltissimo per il trasporto di materiale sia in campagna che nelle periferie delle grandi città, ha una altezza al garrese leggermente inferiore dell’asino sardo. Caratteristica dell’asino sardo, il mantello fulvo o grigio e una linea scura in corrispondenza della linea dorso-lombare, con una linea trasversale pure scura sulle spalle e formante con la prima la cosiddetta linea crociata, o croce di Sant’Andrea.

http://www.agraria.org/zootecnia/asinospecie.htm

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I VOLONTARI

ALLA CONQUISTA DEL FOSSATO DEL FORTE

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di Raffaele Favatà.

Dopo il lungo lavoro dedicato al recupero del lato SUD del Forte, si ritorna nel fossato per terminare il lavoro a suo tempo iniziato e poi sospeso per procedere con lavori di maggior urgenza. L’ampiezza del fossato visto dalla sua sommità non da al visitatore la giusta dimensione, per poterlo ammirare nella sua grandezza bisogna calarsi al suo interno…. Una volta scesi si può veramente rendersi conto dell’altezza delle sue pareti e della larghezza della sua base! Le persone al suo interno sembrano minuscole tanta è la sua grandezza. Il lavoro di recupero comporta l’estirpazione degli alberi che sono nati e cresciuti in tutti gli anni di abbandono, alberi che superano in altezza il fossato. Mai nessuno ha operato una pulizia sistematica così in profondità come sta operando l’Associazione All’ombra del Forte. Da quando il forte fu abbandonato dai militari dell’esercito, nessuno ha mai lavorato al suo interno per deforestare il vallone, il passo successivo sarà l’abbattimento degli alberi nati sul bordo del fossato lungo i due lati del suo perimetro, lato interno e lato esterno, perimetro del percorso di guardia, essendo questi alberi sul bordo creano danni alla struttura del Forte, sollevando e spostando i vari blocchi in pietra veronese di cui è composto il cornicione perimetrale dei due lati del fossato, in fine si opererà la pulizia delle pareti del fossato dall’edera di dimensioni ragguardevoli presente su tutto il perimetro del fossato, ridando così luce e calore alle pareti, ridandogli il suo aspetto originario.

Quando l’Associazione ha iniziato il recupero del Forte, non ha mai pensato di recuperare solo i locali a lei favorevoli, per le sue iniziative a vario uso, ma ha operato su tutto il fronte del Forte, intendendo per recupero, ridare vita ad una struttura completamente in abbandono recuperandola in tutte le sue parti, utili o meno utili, guardando all’insieme del grande complesso storico militare, per darlo nella sua grandiosità all’uso culturale e sciale a tutta la nostra comunità e, comunità a noi vicine.

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I Volontari Dell’Associazione

All’ombra del Forte

Recuperano il lato SUD del Forte

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di Raffaele Favatà

Grande il lavoro che è stato iniziato sul lato SUD del Forte, dopo un lungo arresto, tutto quel settore era rimasto fermo per molti mesi, causa l’urgenza della messa in sicurezza di quelle aree del Forte più visitate e che maggiormente si prestano a manifestazioni e spettali. Non trascurabile la necessaria e continua manutenzione del verde del Forte che necessita ogni Sabato dell’attenzione dei volontari, sottraendo così molto tempo disponibile per altri lavori di recupero necessari, ma siamo un gruppo unito e forte e l’impegno non ci preoccupa anzi ci sprona a fare sempre meglio. Dopo aver completato e messo in sicurezza le varie strutture, abbiamo iniziato il recupero del lato SUD, togliendo dalla superficie dei locali i vari alberi che formando un bosco e un sottobosco di sterpaglie e rovi, causavano con le loro radici estese in profondità, infiltrazioni d’acqua nei locali sottostanti. Il lavoro prosegue da tre Sabati e proseguirà almeno per altri tre, per la necessaria pulizia del selciato della Corte D’Arme Secondaria, dall’accumulo avvenuto in molti anni di fogliame marcescente e terra caduta dalle superfici superiori, causando, molta difficoltà nel percorrerlo durante le normali visite al Forte. Si proseguirà in un secondo tempo alla pulizia e recupero dei locali, i quali, hanno subito i maggiori danni di tutto il complesso, danni dovuti alle forti infiltrazioni come su scritto con conseguente accumulo di umidità nelle strutture portanti molto evidenti. Esponendo tale superficie all’aria e alla luce, si ridurrà certamente il grado di umidità oggi presente, rendendo quel settore del Forte nei limiti usufruibile.

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IL VOLO

HA PRESENTATO AL FORTE

FORTIFICAZIONI DELLA GRANDE GUERRA

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di Raffaele Favatà.

In una splendida giornata di sole si è conclusa positivamente presso il Forte di San Briccio la video proiezione del documentario sui Forti avvenuta l’11-10-2015 alle ore 16,00, già presentato alla 72° Mostra del Cinema di Venezia, la partecipazione è stata oltre le aspettative. Le speranze che tutto andasse per il meglio erano tante, dopo aver recuperato per l’occasione con il lavoro dei volontari un grande locale del Forte. La gradita partecipazione anche delle nostre autorità locali nella persona del Sindaco Simone Albi e dell’Assessore Alessandra Sponda e la partecipazione dell’immancabile prof. Corra alla video proiezione del documentario di Mauro Vittorio Quattrina, hanno dato il tocco finale alla manifestazione, molto gradita ed apprezzata da tutti i presenti. Facevano parte del documentario immagini e spezzoni di filmati inediti sulle varie fortificazioni presentati e inserite nel complesso dell’opera, molto interessanti. La cornice del Forte ha fatto il resto… come non ammirare ed apprezzare lo splendido complesso militare rinato in tutta la sua grandezza e complessità del suo interno, con scorci e viste di grande interesse, rinate dopo il lungo abbandono. Alla fine della proiezione un fugale e breve rinfresco dedicato agli attori della presentazione.

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FORTEMUSICA

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RADIORARIO

IL

LABORATORIO MUSICALE

di Maria Grazia Belli.

Sabato 19 settembre nell’affascinante location di forte di San Briccio, sarà  proposto il quarto evento di Fortemusica  estate musicale 2015. La grande piazza d’€™armi ospiterà  uno spettacolo multimediale  articolato nella presentazione di video, di registrazioni originali, di brani musicali dal vivo, di video e di registrazioni in un€’alternanza di notizie dalla storia, per raccontare e farci ricordare piacevolmente, l’evoluzione dei mezzi che ci hanno fatto ascoltare la musica: dal fonografo, alla radio, al jukebox, alla televisione, fino all’€™MP3. Fino all’800 infatti la musica veniva ascoltata solo dal vivo nei teatri, poi utilizzando il fonografo, inventato da Edison. Nel 1897 apparve il grammofono che offriva diversi vantaggi come una più costante velocità, la possibilità di effettuare più copie e occupava minor spazio. Dopo una quindicina di anni, in seguito ai miglioramenti tecnici, si poté registrare su dei dischi  e ascoltarli con il giradischi. La prima incisione a 78 giri fu una “Carmen” di Bizet ed un “Concerto per due violini” di Bach, nel 1910, a cui seguì una registrazione integrale della “Quinta Sinfonia” di Beethoven nel 1913. Vista l’utilità  dell’uso del disco inizia a svilupparsi il giradischi elettrico e ben presto è messo in commercio il primo disco flessibile in carbonio, che viene rimpiazzato dal disco in vinile. Gli anni 60/70 sono stati anni del boom discografico, tutti i più grandi artisti investivano sempre più sull’incisione di LP e 45g collezionando milioni di copie vendute, nasceva però l’esigenza di progettare giradischi portatili, nacque così il famoso Mangiadischi , il giradischi alimentato a batteria, che permetteva di ascoltare musica in auto, all’aperto ed ovunque non ci sia possibilità di allacciare il giradischi ad una fonte elettrica. Si è passati così al lettore CD, infine al comune MP3.

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IMPORTANTE:

  1. L’accesso alla manifestazione musicale è riservata ai soli soci tesserati all’Associazione All’ombra del Forte, i partecipanti alla manifestazione sprovvisti di tessera associativa, possono tesserarsi presso l’ingresso del Forte dove ci saranno gli addetti al tesseramento. La tessera associativa da diritto alla partecipazione a tutte le manifestazioni che si svolgeranno nel Forte e l’accesso al bar interno al Forte, fino a nuove disposizioni della direzione.
  2. La zona di parcheggio delle auto sarà indicata da segnaletica appropriata, pertanto si prega di seguire le indicazioni e di non parcheggiare per problemi di sicurezza davanti al cancello di accesso al Forte.

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FORTEMUSICA

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Ancora al Forte

Officina Fotonica

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Una serata di musica e socialità in Piazza d’Armi
con alcuni dei gruppi che frequentano la sala prove allestita e curata dall’associazione Officina Fotonica nel comune di Lavagno.

Alle 17.30
assemblea aperta agli associati e alle associate per discutere alcune problematiche riscontrate nella gestione della saletta, raccogliere idee e proposte per prossime iniziative, organizzarsi per la serata.

A seguire, aperitivo allargato e pasto frugale.
Forse pizza.

Dalle 21
suoneranno in ordine sparso:

 Suggestion […]

 Microwave [neo-prog]
https://it-it.facebook.com/microwave.rockband

 Squid to Squeeze [psichedelia, elettronica, real-time composing]
https://www.facebook.com/squidtosqueeze

 Grey Miller [alternative rock, new wave]
https://www.facebook.com/GREYMILLERMUSIC

Beat Root Box [beat box]

Prima, dopo e durante,
l’immancabile djset riempipista.

Baretto aperto con cibo e bevande.

Ora chiediamo alle capre se ci sono ulteriori informazioni da dare.

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Entrata gratuita riservata ai tesserati
dell’associazione All’Ombra del Forte.
La tessera è annuale, costa 5 euro e contribuisce
a sostenere le spese per il recupero del Forte.
Birretta fresca offerta a tutti i nuovi associati.

Il Forte di San Briccio si trova a Lavagno, a 15 minuti dalla città.
Ti invitiamo a seguire le indicazioni per il parcheggio,
a rispettare l’ambiente e vicinato.

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CONCLUSASI POSITIVAMENTE LA SERATA

delle

“RONDINI DELLA NOTTE”

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di Raffaele Favatà.

Si sono appena concluse le serate internazionali dei chirotteri, con la nostra serata delle “RONDINI DELLA NOTTE” svoltasi nella sala civica di San Briccio… con esito positivo per la numerosa partecipazione. La manifestazione si svolge in trenta nazioni, pertanto di importanza internazionale, la serata dedicata ai chirotteri dall’associazione internazionale “EUROBATS”, ha come scopo la sensibilizzazione della popolazione all’argomento, il censimento, il controllo e la difesa dei chirotteri (Pipistrelli) nei vari paesi. 
La serata organizzata dall’Associazione All’ombra del Forte di cui faccio parte, si è svolta presso la sala civica di San Briccio. Dopo la proiezione di immagini e audio attinenti all’argomento trattato da parte degli esperti del G.I.R.C. e LIPU di Padova intervenuti per l’occasione, cioè i chirotteri (Pipistrelli) del Forte, descrivendone l’utilità per la comunità e loro protezione da parte della legislazione italiana ed europea . Siamo usciti alla fine delle proiezioni dirigendoci verso il Forte in una splendida e calda serata d’Agosto. Siamo arrivati fino alla sommità del colle, davanti al cancello di accesso al Forte, il panorama che si presentava era indescrivibile… Verona di notte! Più di qualche esemplare è stato catturato dal Bat Detector strumento per registrare gli ultrasuoni da loro emessi, di cui i due esperti ne erano muniti. Lo scopo dell’escursione notturna era di catturare qualche verso o richiamo dei pipistrelli presenti in caccia lungo le vie di San Briccio. L’interesse dimostrato dai partecipanti ci sprona a perfezionare la serata in avvenire, arricchendola di immagini e video con escursione presso l’interno del Forte… pertanto un ringraziamento a tutti i partecipanti e un arrivederci alla prossima edizione.

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UN’ALTRA FESTICCIOLA… al Forte

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Succede che, dopo il riuscito esperimento dello scorso mese, venerdì 28 agosto
si fa un’altra festicciola al Forte di San Briccio.
A partire dalle 21.30:
■ JAM! (session)
improvvisazione strumentale aperta
A seguire, fino a tardi:
■ FANATICS S.C. (da Brescia)
Djset: northen soul, early reggae, ska
■ KALAMINA SOUND SYSTEM
Djset: digital dub, roots
Baretto con cifre abbordabilissime. Tavolini, sedie, luci psichedeliche. Tutto a posto. Vieni a conoscere lo spazio, tornato alla vita dopo due anni di lavoro dei volontari.
Vieni a ballarci su.
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Entrata gratuita riservata ai tesserati dell’associazione All’Ombra del Forte.
La tessera è annuale, costa 5 euro e contribuisce a sostenere le spese per il recupero del Forte. Birretta fresca offerta a tutti i nuovi associati.
Il Forte di San Briccio si trova a Lavagno, a 15 minuti dalla città. Ti invitiamo a seguire le indicazioni per il parcheggio, a rispettare ambiente e vicinato.
Ti aspettiamo qui:
https://www.google.it/maps/place/Via+della+Liberazione,+1,+37030+San+Briccio+VR/@45.450787,11.121046,276m/data=!3m1!1e3!4m2!3m1!1s0x477f5b9c3d1d8f79:0x672797ac21f29514?hl=it

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Aspettando l’alba sul Forte

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di Raffaele Favatà

Il Giorno 13-08-2015 con Sergio Danzi decidiamo di fotografare l’alba dal Forte di San Briccio, e pertanto chiediamo al presidente Maria Grazia Belli l’autorizzazione per accedere al Forte. Ricevuto il permesso, ci siamo svegliati alle 4,30, pur sapendo che l’alba sul nostro territorio veniva data per le 06,10 non abbiamo resistito e ci siamo recati al Forte con molto anticipo…. Arrivati sul posto con una oscurità profonda, abbiamo subito cercato un punto abbastanza in alto per avere tutta la superficie del Forte a nostra disposizione, anche se la vegetazione rimasta non da la possibilità di avere una visuale completa a 180° la scena che si presenta è spettacolare. Seppur notte fonda, il lieve chiarore leggermente rosato all’orizzonte ci indica pressapoco il punto dove il nostro gradito ospite apparirà. l’attesa la passiamo con trepidazione nell’oscurità… anche se i nostri occhi piano piano si stanno adattando all’ambiente e la vista migliora ad ogni istante. Sergio sceglie di fotografare l’alba dal punto panoramico situato sulla sommità a schiena d’asino che si trova sulla scalinata della piazza d’armi, dove abbiamo installato la staccionata che funge da protezione nel punto alto. Io vado molto più su nel punto più alto del Forte dove resiste ancora il boschetto di robinie e spaccasassi (perlar), da quella posizione posso dominare la piazza d’armi e tutta la superficie del Forte da est ad ovest passando per il nord, una vista unica del Forte, Il cielo non è dei migliori, troppo limpido… sarebbe stato meglio con qualche nuvolone nero sarebbe stato più d’effetto, ma non si può pretendere sempre tutto! Il sole ormai è prossimo allo spuntare dietro le colline, facciamo gli ultimi preparativi e prove di scatto se tutto funziona a dovere… eccolo che inizia a far capolino dietro le colline… iniziamo a scattar foto, io faccio prevalentemente in questi casi solo panorami… mi danno più soddisfazione dopo averli realizzati. Una singola foto ben riuscita descrive quell’attimo particolare, il panorama racchiude più attimi è come raccontare una bella favola, per comporre un buon panorama molte volte ci vogliono da 20 a 80 ed oltre scatti, e poi unirli insieme formando una unica immagine, la quale deve essere la somma di tutti gli scatti effettuati, con esposizione, messa a fuoco, e geometria dell’immagine possibilmente uguali, se tutto viene eseguito correttamente possiamo godere del risultato finale…, l’ultimo numero che compone il nome del panorama indica il numero delle foto che lo compongono.

 

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Conclusasi la serata musicale del 18-08-2015

Gruppo

Armonici Ensemble Giocosa

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Conclusasi con successo la serata musicale del 18-08-2015 al Forte, anche se il tempo non prometteva bene. Tutto intorno al Forte di San Briccio l’acqua veniva giù fortissima con tuoni e lampi, ma Giove Pluvio deve aver avuto pietà di noi…, di chi ci ha messo cotanta volontà ed impegno perché tutto andasse per il meglio, alla fine siamo stati premiati… certo abbiamo qualche cosina da perfezionare ma la volontà non manca. Ringraziamo il giovane gruppo di Ensemble Armonica Giocosa per la bellissima serata musicale e per il coraggio di aver sfidato il tempo che sembrava avverso, e il nostro ing. Luca Zenari per l’organizzazione della serata e per aver realizzato il percorso illuminato dal Forte fino alle “Cesette” dove è il posteggio del Forte, dando così la possibilità ai partecipanti alla serata di accedere al posteggio in sicurezza; ma l’illuminazione proseguiva anche lungo la strada di accesso al Forte fino quasi alle prime case di San Briccio. Il colpo d’occhio era notevole nella notte turbolenta fra lampi e tuoni il percorso risultava da favola con tutti i piccoli punti luminosi che indicavano la strada da percorrere…

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FORTESPETTACOLO

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Si… FORTESPETTACOLO, suona anche bene… è una parola che racchiude in se ed indica molto bene la strada intrapresa dalla Associazione All’ombra del Forte. Recuperare lo splendido manufatto e restituirlo alla comunità in forma di cultura, di area verde protetta per flora e fauna autoctona, sede di spettacoli all’aperto d’estate, in sunto tutto quello che può servire a ravvivare la nostra comunità. Renderlo utile alla cittadinanza è stato l’impegno che ha preso l’associazione verso il Comune nel 2013, e questo primo spettacolo rappresenta l’inizio di un promettente percorso. La partecipazione della comunità è stata splendida numericamente oltre ogni aspettativa. Anche se era riservata la serata ai solo tesserati per una prova generale, molti tesseramenti si sono aggiunti agli esistenti, a dimostrazione del forte interesse che suscita il Forte nella nostra comunità.

Di seguito vi presentiamo il “TEATROPROVA” che ha egregiamente sostenuto la serata al Forte.

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TEATROPROVA

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Rappresentazione fotografica della serata.

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La Mascotte del Forte di San Briccio

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fioccorosa

di Raffaele Favatà

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L’inatteso evento è avvenuto il 30-06-2015 alle ore 6,30 circa, alla fine del viale di accesso al Forte appoggiata al muretto della rete di recinzione la madre una splendida scamosciata, dava alla luce una piccola, che amorevolmente curava pulendola tutta. La sorpresa al nostro arrivo è stata grande, nessuno di noi sapeva dello stato della madre, anche perché nel periodo del parto il proprietario le ha sempre portate in stalla per evitare eventuali problemi possibili che possono verificarsi essendo allo stato brado nel Forte. Adesso l’attenzione sarà tutta per lei, si perché resterà al Forte, il proprietario ci ha assicurato che sarà la nostra mascotte, e pertanto da parte nostra i controlli dello stato della recinzione saranno intensificati. Dalle prime osservazioni controllando i loro spostamenti, abbiamo notato che la madre per proteggere la piccola si apparta dal gruppo, portandola in luoghi del Forte isolati, dove è più sicura, questo fino al primo suo svezzamento, quando lo riterrà opportuno la inserirà nel gruppo. Il comportamento rispecchia quello dei suoi simili che vivono allo stato brado, lasciando il nascituro nell’erba alta ben nascosto per allontanarsi per i suoi fabbisogni, ritornando a prenderlo per la poppata, ed esplorare insieme al piccolo il luogo che li circonda. Nei primi giorni di vita la madre non fa lunghi spostamenti, ma brevi percorsi nella vegetazione garantendo alla piccola ombra e frescura data l’alta temperatura che in questi giorni ci affligge!

Verso le ore 18,30 iniziamo la visita al Forte con i biologi dott. Giulio Piras e Carlotta Fassinas esperti del G.I.R.C. e LIPU di Padova, e la biolaga dott.sa Elena Moscardo, per la verifica dei giovani chirotteri nati e presenti al Forte. La verifica si è protratta fino alle 23,30, questo per essere sicuri che le madri avessero lasciato i piccoli sui posatoi (volta del locale scelto), avendo così la possibilità di contarli con più certezza. La madre della piccola scamosciata sentendo i nostri rumori anche se molto attenti a farne il meno possibile e parlando sottovoce, è rimasta sul frontale del Forte fino alla nostra partenza.

Può essere un augurio e gradito segno di rinascita del Forte di San Briccio, gli è già stato dato il nome “Ombretta” da chi le ha portate al Forte, noi gli auguriamo lunga vita!

Immagini dopo due ore dalla sua nascita.

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Video ripreso da Sergio Sponda.

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