La Compagnia Teatrale “VILLA ARZILLA” di San Martino Buon Albergo (VR) propone l’antica tradizione contadina del far filò.
Allegra compagnia di operatori, volontari e persone comuni che ripropone storie e cante del Filò…de ‘na olta…  Sinque scragni e tri bancheti, do careghe sgangherae,  paia e cane strassinae…eco tuto parecià….
Ecco i video, tutti in MENU-GALLERIA-VIDEO:
https://youtu.be/YgSQC0eKlqI https://youtu.be/NiT8hkZJEmk https://youtu.be/Kduvd9K3a8Y

Giovedì 15 c.m. alle 21.00 al Forte San Briccio, spettacolo gratuito…

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…Oltre alle notissime collaborazioni con Fabrizio De André, Massimo Bubola ha collaborato con molti altri artisti della musica italiana: Milva, i Gang, Mauro Pagani, Fiorella Mannoia (celebre interprete de Il cielo d’Irlanda), Cristiano De André, Estra, Kaballà, Grazia Di Michele… (abstract da Wikipedia)

La Junior Band è un gruppo musicale formato da allievi e alcuni insegnanti della scuola del Corpo Bandistico Arrigo Boito di San Michele di Verona.
E’ la Band che rappresenta nella scuola la massima espressione della musica d’insieme, attività ritenuta   fondamentale dai docenti per la crescita musicale e personale dei ragazzi.
L’organico del gruppo che comprende, oltre agli strumenti bandistici, anche il coro egli strumenti elettrici, solitamente molto variabile nel numero dei partecipanti, ha raggiunto  nell’ultimo biennio una stabilità che ha permesso una crescita artistica notevole da parte dei giovani musicisti tanto da permettere ai maestri di affrontare repertori più impegnativi e linguaggi musicali più particolari.
La Junior Band eseguirà brani di Michael Jackson, Deep Purple, Beatles, Gleen Miller e altri.
Maestro Massimo Rizza

luci-nello-spettacolo-750x500Domani 20 maggio alle ore 14 primo appuntamento con il laboratorio “Luce nello spettacolo” a Forte San Briccio.
Il Corso si propone di fornire gli strumenti e le tecniche base per progettare e gestire un sistema di illuminazione per uno spettacolo. Dalle basi della fisica della luce ai componenti elettrici, tipi di lampade e corpi illuminanti, tecniche di illuminazione e gestione di uno spettacolo.
Conduce Nicolò Pozzerle, tecnico professionista.
Fonte http://fotogrammifotonici.it/luce-nello-spettacolo/

16 maggio, Sergio Danzi scrive:
P1120884“Stamattina, poco dopo le nove ci siamo trovati al Forte in due Sergi, un Rolando e un Dario. Doveva venire la veterinaria per la profilassi agli animali e perciò abbiamo dovuto metterli nei recinti in modo da poterli gestire per le iniezioni. Non è stato facile perché appena si sono accorti delle nostre intenzioni sono diventati diffidenti, comunque, con un buon incentivo a base di granaglie macinate, pezzi di pane ed erbe speciali procurate da Rolando, abbiamo avuto la meglio. Ne ho approfittato per scattare delle foto, specialmente alla pecorella nera… Nelle foto si vedono solo il Dario, la veterinaria e logicamente gli animali, specialmente i nuovi nati che sono i veri protagonisti di queste giornate.
Vedi altre foto in Galleria 2017

ORIENTEERING

INVITO domenica 7 maggio a SAN BRICCIO 
ad una gara di ORIENTEERING aperta a tutti

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Gara di orienteering organizzata tra le vie, i vigneti e le colline di San Briccio per famiglie, ragazzi, adulti amatori ed esperti. Prova valida per il Tour Vicentino.

Bussola e cartina ci guideranno in una nuova avventura alla scoperta della natura in pieno divertimento.

Al termine della gara sarà possibile effettuare delle visite guidate al “Forte di San Briccio” 

INFORMAZIONI: A.S.D. Orient-Express Verona
mail: orient-express@virgilio.it
cell: Milani Diego 328.562.76.72

Dopo un partecipato lavoro di recupero e sistemazione apre un nuovo spazio all’interno del Forte. Uno spazio in cui troveranno casa le attività ed i laboratori legati al progetto Fotogrammi Fotonici, iniziativa attraverso la quale l’associazione Officina Fotonica, in collaborazione con il Comune di Lavagno e con il contributo della Regione Veneto, propone una serie di percorsi formativi che si articoleranno attorno al tema centrale della multimedialità.

In programma laboratori teorico-pratici accessibili e coinvolgenti, finalizzati a stimolare la curiosità dei più giovani e diffondere competenze sulle possibili applicazioni delle nuove tecnologie nel mondo della creatività, dello spettacolo e del turismo, anche in prospettiva occupazionale.

Sono già aperte le iscrizioni ai primi workshop:

  • “Sound Design”, laboratorio di sintesi e campionamento del suono;
  • “Raspberry Pi”, dedicato alla programmazione software e alle basi della costruzione hardware;
  • “Luce nello spettacolo”, incentrato sulle tecniche base per la progettazione e la gestione di sistemi di illuminazione.

Ulteriori informazioni sul sito: www.fotogrammifotonici.it

25 APRILE

25 Aprile – Commemorazione della Festa della Liberazione

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Le foto dell’evento sono in Galleria – Galleria 2017

Nella Galleria fotografica 2017 trovi le foto relative a:

  • Lavori lato nord est_6-04-2017
  • Visite guidate_2-04-2017
  • Tesseramento soci e visita guidata_12-03-2017
  • Lavori nel fossato lato est_18-03-2017
  • Riparazione serratura_4-02-207
  • Lavori di ampliamento parcheggio_11-02-207
  • Accudimento animali ogni altro giorno_21-01-2017
  • Microchip all’asina Giulietta – orme di lepre sulla neve_17-01-2017

Vai a Galleria 2017 nel menu Galleria e  trovi tutte le foto, oppure accedi da qui

FORTE SAN BRICCIO

è aperto al pubblico, per le visite guidate, ogni prima domenica del mese da marzo a ottobre compreso

SOLO PER GRUPPI E ASSOCIAZIONI

Come programmare visite o manifestazioni culturali al Forte per gruppi e Associazioni culturalidistanziale-20x20E’ possibile visitare il Forte facendo domanda tramite il MODULO del sito, situato nella pagina di “CONTATTO” del sito, questo riservato solo a gruppi, inserendo la vostra richiesta con tutte le informazioni del gruppo, età, numero dei partecipanti, ente o associazione, inserendo tutte quelle informazioni utili per darci la possibilità di organizzare al meglio la vostra accoglienza. Se siete in possesso di una vostra locandina potete inserire l’immagine in jpg, o pdf, nel modulo “CONTATTO” alla voce “Allega immagine:” cliccando poi su “scegli immagine”, immagine che avrete preparato precedentemente sulla vostra scrivania del vostro PC nel formato su indicato, la locandina sarà inserita nella pagina “Gruppi – visite programmate al Forte” con tutti i dati relativi alla visita. L’accesso alla pagina per vedere le programmazioni future è accessibile dal menù alla voce “IN PROGRAMMA”.

Inviata la richiesta, sarete contattati nel più breve tempo possibile.

Modalità di visita al Forte ed altre informazioni utili

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Verona

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le sue fortificazioni, e Forte San Briccio

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di Nicola Dal Zovo.

La città di Verona, fondata dai romani, per la sua ottimale posizione geografica, ha sempre avuto nel tempo un importante ruolo militare, situata al centro del nord Italia, vicina alle principali vie d’ accesso al nord Europa, ha assunto negli anni una strategica funzione di controllo sulla pianura padana e sui collegamenti Alpini. In epoca asburgica (1814-1866) è la principale piazzaforte del famoso quadrilatero assieme a Peschiera, Mantova e Legnago, per proteggere la città vennero rinforzate le mura perimetrali urbane e realizzati dei forti sul perimetro del centro abitato costituendo un “campo trincerato”.

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Il portone di accesso di Forte San Marco.

Verona in quel periodo era il cardine difensivo del regno Lombardo-Veneto. La città ne trae anche dei vantaggi economici, si insediano caserme, stabilimenti, polveriere, per garantire i materiali ed i servizi necessari al mantenimento di una guarnigione di circa 13.000 uomini, 1600 quadrupedi, e più di 500 bocche da fuoco. Era inoltre il centro logistico dell’armata del quadrilatero, che raggiunse un picco di 110.000 soldati nella guerra del 1859. Nell’ottobre del 1866, con la conclusione della terza guerra d’indipendenza, Verona ed il Veneto si uniscono al Regno d’Italia. Il confine con l’Austria si trova proprio sull’attuale linea immaginaria che separa il Veneto dal Trentino, Verona era quindi al limite del confine del nuovo regno. In caso di un nuovo conflitto, l’ Austria si troverà avvantaggiata dalla morfologia del territorio, le numerose valli delle Alpi infatti, convergono tutte verso la pianura padana, rendendo facile un eventuale attacco da nord verso sud.

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Entrata al Forte di Rivoli.

La difesa italiana, per scongiurare questa eventualità, dovette prevedere la chiusura delle principali vie di comunicazione con un sistema di forti di sbarramento, in modo da agevolare il movimento delle truppe nella pianura padana. Il territorio veronese fece parte del piano difensivo studiato per tutto il confine orientale. Venne data priorità alla difesa della Valsugana, la strada delle Fugazze e la Val d’Adige, infatti, nel caso di una invasione austriaca, queste vie di comunicazione sarebbero diventate la prima linea di difesa, mentre il famoso quadrilatero, Verona, Peschiera, Mantova e Legnago, sarebbe stato la seconda linea. Le nuove tecnologie militari, con la sempre più elevata capacità distruttiva dell’artiglieria, costrinsero ad abbandonare le vecchie ed obsolete fortezze asburgiche già presenti sul territorio. Solo lo sbarramento di Rivoli sulla val d’Adige, viste le sue caratteristiche tecniche, venne riaggiornato invertendo anche il fronte delle artiglierie. Il genio militare italiano per potenziare la difesa, costruì i forti di S.Marco(1883), Masua (1880-85), San Briccio(1885) e la batteria Monticelli(1888).

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Sulla sommità del piccolo colle roccioso a controllare la val d’Adige, il Forte di Rivoli.

Parallelamente, anche gli austriaci misero in atto un nuovo grande sistema difensivo, con la costruzione di fortificazioni moderne ed efficienti, tra cui il campo trincerato di Trento, ed i forti di Riva e Mori. Il nostro forte di San Briccio, viene costruito in una posizione strategica, fra le valli di Marcellise e Mezzane, sopra un antico castelliere preistorico. E’ l’opera più avanzata verso est, le sue artiglierie si incrociano con quelle del forte di Castelletto e quelle della batteria Monticelli. E’ una delle più interessanti opere realizzate dal genio militare italiano, di forma trapezoidale, è costruito in pietra e laterizio con grosse masse coprenti in terriccio per proteggerlo dalle granate nemiche. E’ circondato da un profondo fossato con unico accesso tramite un ponte levatoio, sono presenti due Caponiere agli angoli e sul fronte di gola, un tamburo a due piani a difesa dell’ingresso.

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Portone di accesso a Forte Ceraino (visto dall’interno).

I locali interni, erano adibiti a ricoveri per la truppa, magazzini per materiali, e laboratori per il munizionamento, infermerie, uffici, luoghi di guardia, prigioni e magazzini per i materiali di artiglieria. Più all’interno al piano terra la cucina ed i relativi ripostigli, al piano superiore gli alloggi del comandante e degli ufficiali. L’elemento più alto del forte protegge con il suo notevole spessore di terra, il grande magazzino da polvere di rifornimento ed altri locali. Il sistema di collegamento fra i vari locali e parti del forte è garantito da un corridoio passante su tutto il perimetro del forte, con la presenza di scale elicoidali per l’ accesso ai piani superiori. Sono presenti inoltre due grandi scale rettilinee in pietra con corsie per il traino dei cannoni, una esterna sulla piazza d’armi ed una coperta all’interno del forte.

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Forte San Briccio – Ponte levatoio sul grande fossato che lo circonda.

Il manufatto era stato concepito per contenere una guarnigione di 400 uomini di presidio e 920 per il pattugliamento, come dotazione bellica era fornito con un armamento di 10 cannoni da149G, 4 obici da 149G, 4 cannoni da 87B, 4 mortai da 149 e con un munizionamento totale di 9600 proiettili. Purtroppo, solo pochi anni dopo la costruzione 1890/95, venne declassato a normale deposito. La limitata efficacia difensiva di questo tipo di forti corazzati, è stata dimostrata durante la prima guerra mondiale quando avvenne la cosidetta “guerra dei forti” sull’altopiano di Asiago, dove le fortezze Verena e Campolongo, vennero sventrate dalle granate di grosso calibro Austriache da 280-305 che arrivarono anche 420 mm. I manufatti modello “Rocchi” erano stati progettati per sopportare le granate da 150 mm, l’arrivo dell’esplosivo ad alto potenziale segnò il loro destino, i nuovi proiettili perforanti con spoletta ritardata si rilevarono devastanti.

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Parte del frontale del Forte di San Briccio visto da SUD.

Sull‘altro lato del fronte, le fortificazioni austriache erano molto più resistenti ai grossi calibri, perché venne fatto largo uso di cemento armato di qualità per le coperture invece del puro calcestruzzo usato per quelle italiane. I nostri ingegneri militari commisero il clamoroso errore di non seguire la veloce corsa agli armamenti a livello europeo, continuando a costruire forti in montagna già vecchi e quindi inefficaci. I forti veronesi fortunatamente, non furono mai attaccati o bombardati direttamente dall’artiglieria nemica, perché troppo lontani dalla linea di guerra, Verona, per la prima volta, è lontana dalle grandi battaglie, anche se la guerra portò comunque in Lessinia e zona Baldo, il 5° corpo D’Armata che aveva dislocato 40 compagnie di fanteria e 11 di artiglieria con il seguente armamento:

4 cannoni da 149 mm G a Monte Castelletto,

4 cannoni da 87 mm a Casara Pedocchio,

4 cannoni da 149 mm A a cima Mezzogiorno,

4 cannoni da 148 mm G sul monte Tomba e 8 cannoni da 87 mm in bronzo a Podestaria.

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