luci-nello-spettacolo-750x500Domani 20 maggio alle ore 14 primo appuntamento con il laboratorio “Luce nello spettacolo” a Forte San Briccio.
Il Corso si propone di fornire gli strumenti e le tecniche base per progettare e gestire un sistema di illuminazione per uno spettacolo. Dalle basi della fisica della luce ai componenti elettrici, tipi di lampade e corpi illuminanti, tecniche di illuminazione e gestione di uno spettacolo.
Conduce Nicolò Pozzerle, tecnico professionista.
Fonte http://fotogrammifotonici.it/luce-nello-spettacolo/

16 maggio, Sergio Danzi scrive:
P1120884“Stamattina, poco dopo le nove ci siamo trovati al Forte in due Sergi, un Rolando e un Dario. Doveva venire la veterinaria per la profilassi agli animali e perciò abbiamo dovuto metterli nei recinti in modo da poterli gestire per le iniezioni. Non è stato facile perché appena si sono accorti delle nostre intenzioni sono diventati diffidenti, comunque, con un buon incentivo a base di granaglie macinate, pezzi di pane ed erbe speciali procurate da Rolando, abbiamo avuto la meglio. Ne ho approfittato per scattare delle foto, specialmente alla pecorella nera… Nelle foto si vedono solo il Dario, la veterinaria e logicamente gli animali, specialmente i nuovi nati che sono i veri protagonisti di queste giornate.
Vedi altre foto in Galleria 2017

ORIENTEERING

INVITO domenica 7 maggio a SAN BRICCIO 
ad una gara di ORIENTEERING aperta a tutti

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Gara di orienteering organizzata tra le vie, i vigneti e le colline di San Briccio per famiglie, ragazzi, adulti amatori ed esperti. Prova valida per il Tour Vicentino.

Bussola e cartina ci guideranno in una nuova avventura alla scoperta della natura in pieno divertimento.

Al termine della gara sarà possibile effettuare delle visite guidate al “Forte di San Briccio” 

INFORMAZIONI: A.S.D. Orient-Express Verona
mail: orient-express@virgilio.it
cell: Milani Diego 328.562.76.72

Dopo un partecipato lavoro di recupero e sistemazione apre un nuovo spazio all’interno del Forte. Uno spazio in cui troveranno casa le attività ed i laboratori legati al progetto Fotogrammi Fotonici, iniziativa attraverso la quale l’associazione Officina Fotonica, in collaborazione con il Comune di Lavagno e con il contributo della Regione Veneto, propone una serie di percorsi formativi che si articoleranno attorno al tema centrale della multimedialità.

In programma laboratori teorico-pratici accessibili e coinvolgenti, finalizzati a stimolare la curiosità dei più giovani e diffondere competenze sulle possibili applicazioni delle nuove tecnologie nel mondo della creatività, dello spettacolo e del turismo, anche in prospettiva occupazionale.

Sono già aperte le iscrizioni ai primi workshop:

  • “Sound Design”, laboratorio di sintesi e campionamento del suono;
  • “Raspberry Pi”, dedicato alla programmazione software e alle basi della costruzione hardware;
  • “Luce nello spettacolo”, incentrato sulle tecniche base per la progettazione e la gestione di sistemi di illuminazione.

Ulteriori informazioni sul sito: www.fotogrammifotonici.it

25 APRILE

25 Aprile – Commemorazione della Festa della Liberazione

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Le foto dell’evento sono in Galleria – Galleria 2017

Nella Galleria fotografica 2017 trovi le foto relative a:

  • Lavori lato nord est_6-04-2017
  • Visite guidate_2-04-2017
  • Tesseramento soci e visita guidata_12-03-2017
  • Lavori nel fossato lato est_18-03-2017
  • Riparazione serratura_4-02-207
  • Lavori di ampliamento parcheggio_11-02-207
  • Accudimento animali ogni altro giorno_21-01-2017
  • Microchip all’asina Giulietta – orme di lepre sulla neve_17-01-2017

Vai a Galleria 2017 nel menu Galleria e  trovi tutte le foto, oppure accedi da qui

FORTE SAN BRICCIO

è aperto al pubblico, per le visite guidate, ogni prima domenica del mese da marzo a ottobre compreso

SOLO PER GRUPPI E ASSOCIAZIONI

Come programmare visite o manifestazioni culturali al Forte per gruppi e Associazioni culturalidistanziale-20x20E’ possibile visitare il Forte facendo domanda tramite il MODULO del sito, situato nella pagina di “CONTATTO” del sito, questo riservato solo a gruppi, inserendo la vostra richiesta con tutte le informazioni del gruppo, età, numero dei partecipanti, ente o associazione, inserendo tutte quelle informazioni utili per darci la possibilità di organizzare al meglio la vostra accoglienza. Se siete in possesso di una vostra locandina potete inserire l’immagine in jpg, o pdf, nel modulo “CONTATTO” alla voce “Allega immagine:” cliccando poi su “scegli immagine”, immagine che avrete preparato precedentemente sulla vostra scrivania del vostro PC nel formato su indicato, la locandina sarà inserita nella pagina “Gruppi – visite programmate al Forte” con tutti i dati relativi alla visita. L’accesso alla pagina per vedere le programmazioni future è accessibile dal menù alla voce “IN PROGRAMMA”.

Inviata la richiesta, sarete contattati nel più breve tempo possibile.

Modalità di visita al Forte ed altre informazioni utili

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Verona

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le sue fortificazioni, e Forte San Briccio

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di Nicola Dal Zovo.

La città di Verona, fondata dai romani, per la sua ottimale posizione geografica, ha sempre avuto nel tempo un importante ruolo militare, situata al centro del nord Italia, vicina alle principali vie d’ accesso al nord Europa, ha assunto negli anni una strategica funzione di controllo sulla pianura padana e sui collegamenti Alpini. In epoca asburgica (1814-1866) è la principale piazzaforte del famoso quadrilatero assieme a Peschiera, Mantova e Legnago, per proteggere la città vennero rinforzate le mura perimetrali urbane e realizzati dei forti sul perimetro del centro abitato costituendo un “campo trincerato”.

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Il portone di accesso di Forte San Marco.

Verona in quel periodo era il cardine difensivo del regno Lombardo-Veneto. La città ne trae anche dei vantaggi economici, si insediano caserme, stabilimenti, polveriere, per garantire i materiali ed i servizi necessari al mantenimento di una guarnigione di circa 13.000 uomini, 1600 quadrupedi, e più di 500 bocche da fuoco. Era inoltre il centro logistico dell’armata del quadrilatero, che raggiunse un picco di 110.000 soldati nella guerra del 1859. Nell’ottobre del 1866, con la conclusione della terza guerra d’indipendenza, Verona ed il Veneto si uniscono al Regno d’Italia. Il confine con l’Austria si trova proprio sull’attuale linea immaginaria che separa il Veneto dal Trentino, Verona era quindi al limite del confine del nuovo regno. In caso di un nuovo conflitto, l’ Austria si troverà avvantaggiata dalla morfologia del territorio, le numerose valli delle Alpi infatti, convergono tutte verso la pianura padana, rendendo facile un eventuale attacco da nord verso sud.

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Entrata al Forte di Rivoli.

La difesa italiana, per scongiurare questa eventualità, dovette prevedere la chiusura delle principali vie di comunicazione con un sistema di forti di sbarramento, in modo da agevolare il movimento delle truppe nella pianura padana. Il territorio veronese fece parte del piano difensivo studiato per tutto il confine orientale. Venne data priorità alla difesa della Valsugana, la strada delle Fugazze e la Val d’Adige, infatti, nel caso di una invasione austriaca, queste vie di comunicazione sarebbero diventate la prima linea di difesa, mentre il famoso quadrilatero, Verona, Peschiera, Mantova e Legnago, sarebbe stato la seconda linea. Le nuove tecnologie militari, con la sempre più elevata capacità distruttiva dell’artiglieria, costrinsero ad abbandonare le vecchie ed obsolete fortezze asburgiche già presenti sul territorio. Solo lo sbarramento di Rivoli sulla val d’Adige, viste le sue caratteristiche tecniche, venne riaggiornato invertendo anche il fronte delle artiglierie. Il genio militare italiano per potenziare la difesa, costruì i forti di S.Marco(1883), Masua (1880-85), San Briccio(1885) e la batteria Monticelli(1888).

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Sulla sommità del piccolo colle roccioso a controllare la val d’Adige, il Forte di Rivoli.

Parallelamente, anche gli austriaci misero in atto un nuovo grande sistema difensivo, con la costruzione di fortificazioni moderne ed efficienti, tra cui il campo trincerato di Trento, ed i forti di Riva e Mori. Il nostro forte di San Briccio, viene costruito in una posizione strategica, fra le valli di Marcellise e Mezzane, sopra un antico castelliere preistorico. E’ l’opera più avanzata verso est, le sue artiglierie si incrociano con quelle del forte di Castelletto e quelle della batteria Monticelli. E’ una delle più interessanti opere realizzate dal genio militare italiano, di forma trapezoidale, è costruito in pietra e laterizio con grosse masse coprenti in terriccio per proteggerlo dalle granate nemiche. E’ circondato da un profondo fossato con unico accesso tramite un ponte levatoio, sono presenti due Caponiere agli angoli e sul fronte di gola, un tamburo a due piani a difesa dell’ingresso.

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Portone di accesso a Forte Ceraino (visto dall’interno).

I locali interni, erano adibiti a ricoveri per la truppa, magazzini per materiali, e laboratori per il munizionamento, infermerie, uffici, luoghi di guardia, prigioni e magazzini per i materiali di artiglieria. Più all’interno al piano terra la cucina ed i relativi ripostigli, al piano superiore gli alloggi del comandante e degli ufficiali. L’elemento più alto del forte protegge con il suo notevole spessore di terra, il grande magazzino da polvere di rifornimento ed altri locali. Il sistema di collegamento fra i vari locali e parti del forte è garantito da un corridoio passante su tutto il perimetro del forte, con la presenza di scale elicoidali per l’ accesso ai piani superiori. Sono presenti inoltre due grandi scale rettilinee in pietra con corsie per il traino dei cannoni, una esterna sulla piazza d’armi ed una coperta all’interno del forte.

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Forte San Briccio – Ponte levatoio sul grande fossato che lo circonda.

Il manufatto era stato concepito per contenere una guarnigione di 400 uomini di presidio e 920 per il pattugliamento, come dotazione bellica era fornito con un armamento di 10 cannoni da149G, 4 obici da 149G, 4 cannoni da 87B, 4 mortai da 149 e con un munizionamento totale di 9600 proiettili. Purtroppo, solo pochi anni dopo la costruzione 1890/95, venne declassato a normale deposito. La limitata efficacia difensiva di questo tipo di forti corazzati, è stata dimostrata durante la prima guerra mondiale quando avvenne la cosidetta “guerra dei forti” sull’altopiano di Asiago, dove le fortezze Verena e Campolongo, vennero sventrate dalle granate di grosso calibro Austriache da 280-305 che arrivarono anche 420 mm. I manufatti modello “Rocchi” erano stati progettati per sopportare le granate da 150 mm, l’arrivo dell’esplosivo ad alto potenziale segnò il loro destino, i nuovi proiettili perforanti con spoletta ritardata si rilevarono devastanti.

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Parte del frontale del Forte di San Briccio visto da SUD.

Sull‘altro lato del fronte, le fortificazioni austriache erano molto più resistenti ai grossi calibri, perché venne fatto largo uso di cemento armato di qualità per le coperture invece del puro calcestruzzo usato per quelle italiane. I nostri ingegneri militari commisero il clamoroso errore di non seguire la veloce corsa agli armamenti a livello europeo, continuando a costruire forti in montagna già vecchi e quindi inefficaci. I forti veronesi fortunatamente, non furono mai attaccati o bombardati direttamente dall’artiglieria nemica, perché troppo lontani dalla linea di guerra, Verona, per la prima volta, è lontana dalle grandi battaglie, anche se la guerra portò comunque in Lessinia e zona Baldo, il 5° corpo D’Armata che aveva dislocato 40 compagnie di fanteria e 11 di artiglieria con il seguente armamento:

4 cannoni da 149 mm G a Monte Castelletto,

4 cannoni da 87 mm a Casara Pedocchio,

4 cannoni da 149 mm A a cima Mezzogiorno,

4 cannoni da 148 mm G sul monte Tomba e 8 cannoni da 87 mm in bronzo a Podestaria.

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Due siti da visitare10x3010x30

Primavera Culturale al Forte

Terzo incontro

distanziale15x15Lunedì 25 Apriledistanziale15x15

“Ricorrenza della liberazioner

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Qualcuno credeva di rovinarci il dopo festa

Articolo sull’Arena

Locandina dell’Associazione

Locandina del Mercatino

La risposta del nostro presidente all’articolo apparso sull’Arena di Giovedì 28

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di Raffaele Favatà.

Come molto spesso accade quando si fa o si tenta di fare qualcosa di importante per la nostra comunità e nel nostro paese, c’è sempre qualche “personaggio” che cerca di rovinare tutto… ma questi personaggi sono quelli che poi non contribuiscono con le loro offerte o lavoro gratuito al bene comune, persone capaci solo di denigrare quello che fanno gli altri. Invidia, rancore, disfattismo, ignoranza? Decidete voi…

Queste righe servono per mettervi al corrente dell’articolo apparso sull’Arena di Giovedì 28-04-2016. Lunedì 25 è stata celebrata la ricorrenza del “25 Aprile” festa della liberazione con tutte le autorità presenti, civili e militari, l’inaugurazione del nome “Forte S. Briccio” in bronzo ritornato sul suo frontale e, la presentazione del libro “Il risveglio del Gigante di Pietra” che racconta i nostri tre anni di lavoro al Forte, concludendo la mattinata con relativo rinfresco offerto dall’associazione in piazza d’Arme alle 12,30. Accade che delle persone venute in visita al Forte nelle prime ore pomeridiane hanno trovato il cancello chiuso, alle 14 circa…, noi ci siamo scusati e ci scusiamo per il malinteso. Teniamo però a precisare che non esiste locandina o manifesto, dove l’Associazione All’ombra del Forte abbia scritto che la manifestazione del 25 Aprile al Forte si sarebbe protratta fino alle 17,00, anzi, sui manifesti e locandine c’è ben visibile l’ora della conclusione della manifestazione, cioè alle 11,30 più rinfresco, pertanto 12,30! Perché non hanno pensato ad una loro mancanza di attenzione… a chiunque sarebbe sorto il dubbio… ma loro si sono fatti una foto di gruppo davanti al cancello chiuso e, l’hanno inviata all’Arena, denigrando con l’appellativo “Il Mostro di Pietra” apparsa nell’articolo, scimmiottando il nome del libro presentato e scritto da Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà “Il Risveglio del Gigante di Pietra”…. Cosa dire a queste persone e al giornalista che ha buttato giù l’articolo… “CAMBIA MESTIERE”, si cambia mestiere, perché fra le righe si nota chiaramente la presa di parte senza nessuna verifica o messa in dubbio sulle responsabilità dei fatti accaduti, come molto spesso accade sui nostri quotidiani, poi quando si esprimono delle opinioni o si raccontano dei fatti accaduti si “FIRMANO” caro signor giornalaio, senza offesa per il glorioso mestiere dei giornalai…

Riprendiamo la cronaca dei fatti: Finita la riuscitissima manifestazione alle 12,30 con il conclusivo rinfresco, i cancelli sono stati chiusi alle 13,15 circa. Per noi finiva tutto lì. Ma verso le 14,30 è arrivata una telefonata che chiedeva come mai il cancello del Forte era chiuso e, ci faceva presente, che c’era un gruppetto di persone che voleva visitare il Forte. La risposta è stata “ci dispiace ma il forte è chiuso perché la manifestazione è terminata alle 12,30” e precisando che il forte non era aperto alle visite il pomeriggio ma solo la prima Domenica di ogni mese… al mattino, quindi doveva esserci stato un malinteso. Dispiacendoci del contrattempo e cercando di soddisfare tutti, subito sono stati allertati i volontari facendo presente che c’era gente davanti al cancello, chiedendo loro chi era immediatamente disponibile. Alle 15,00-15,15 circa il sottoscritto con Sergio Sponda aprivamo il cancello del Forte, al nostro arrivo c’era una coppia, entrata a visitare il Forte, successivamente sono arrivate in tutto altre 6-7 persone a gruppetti, questo fino alle 16,30 orario di chiusura del Forte.

Morale: Sulla nostra locandina e vari manifesti sono spiegate dettagliatamente le varie fasi della manifestazione del 25 Aprile, non vi è scritto che la manifestazione o l’apertura del Forte si sarebbe protratta fino alle 17,00 come scritto sull’Arena, anzi tutto sarebbe terminato alle 11,30. Verificando cosa potrebbe essere successo dato l’equivoco, scopriamo che nella locandina del “Mercatino” c’è scritto l’orario del mercatino fino alle 17,00!

Pertanto se i cari signori che si sono fotografati davanti al cancello avessero letto bene la locandina del Forte, non sarebbero rimasti fuori… anzi hanno perso l’occasione di assistere ad una bellissima mattinata al Forte… perso la bellezza di un libro offerto gratuitamente, ma… si vede che in mattinata avevano altro più importante da fare, con le lenzuola ed i cuscini. I vecchi proverbi non sbagliano mai… chi dorme non piglia pesce.

Dopo tre anni di duro lavoro, ed essere riusciti con il nostro grande gruppo a ridare vita a tutto il Forte, non solo ai due o tre locali di nostro interesse, ma all’intera struttura, opera intrapresa da nessuno in tutti questi anni passati, leggere delle idiozie “Mostro di Pietra” senza avere l’accortezza di verificare come si sono svolti realmente i fatti, sinceramente fa pena… pena per questi individui giornalista compreso…. Perché non venite a portare il vostro sedere al Forte e, rendervi utili in qualcosa che già coinvolge tutta Lavagno, invece di cercare di cogliere qualsiasi opportunità pur di denigrare il lavoro degli altri? Siamo a maggior ragione meravigliati che l’Arena abbia concesso la pubblicazione di un articolo tanto delicato, riguardante il sacrificio di volontari senza prima verificarne i fatti e, cosa più grave pubblicare l’articolo senza firma… Quando esprimo un mio parere ci metto sempre la mia faccia, lo trovo di rispetto ed onesto verso gli altri, e questo in special modo sui miei scritti…

Certo è che qualcosa di utile lo avete fatto… vi ringraziamo per averci fatto capire che dovremo stare molto attenti in avvenire… si molto attenti, perché adesso sappiamo che intorno a noi c’è anche gente che ci vuole “Molto bene” controlleremo anche le locandine degli altri… grazie grazie grazie…

State tranquilli siamo un grande gruppo… e abbiamo le spalle molto larghe e, la forza di rispondere.

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La manifestazione del 25 Aprile al Forte

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GRUPPI… e Associazioni Culturali

Come programmare visite o manifestazioni culturali al Forte

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Vogliamo portare alla Vostra attenzione che, la Domenica 04-10-2015 è l’ultima Domenica in cui il Forte è aperto alle visite, sarà da quel giorno chiuso fino alla Domenica del 06-03-2016 prima Domenica dìapertura, è possibile visitare il Forte facendo domanda tramite il MODULO del sito, situato nella pagina di “CONTATTO” del sito, questo riservato solo a gruppi, inserendo la vostra richiesta con tutte le informazioni del gruppo, età, numero dei partecipanti, ente o associazione, inserendo tutte quelle informazioni utili per darci la possibilità di organizzare al meglio la vostra accoglienza. Se siete in possesso di una vostra locandina potete inserire l’immagine in jpg, o pdf, nel modulo “CONTATTO” alla voce “Allega immagine:” cliccando poi su “scegli immagine”, immagine che avrete preparato precedentemente sulla vostra scrivania del vostro PC nel formato su indicato, la locandina sarà inserita nella pagina “Gruppi – visite programmate al Forte” con tutti i dati relativi alla visita. L’accesso alla pagina per vedere le programmazioni future è accessibile dal menù alla voce “IN PROGRAMMA”.

Inviata la richiesta sarete contattati nel più breve tempo possibile.

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Apertura del Forte

Domenica 13 di MARZO

Chiusura la prima Domenica di OTTOBRE

Gruppi – Come programmare le visite

VISITE E MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA

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Finalmente è nato…!

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di Raffaele Fasvatà.

Quando ci sono stati donati i due asinelli, “Giulietta e Romeo”, nome scelto dai volontari del Forte, sapevamo che Giulietta era in stato interessante, e pertanto ci era stato anche indicato fine Marzo come data prevista per il lieto evento. Marzo è stato per noi un mese interminabile… perché come potete immaginare non si può prevedere il giorno e l’ora esatta dell’evento, pertanto gli incaricati addetti alla loro cura, di cui faccio parte (Siamo in 4), Siamo stati sempre allerta ogni giorno poteva essere quello giusto…, ma niente, i giorni passavano ma Giulietta non si decideva a dar via al dolce evento; gli guardavamo la mammella, i capezzoli, cercando di notare qualche segno dell’approssimarsi del parto. Niente… così trascorre Marzo, i dubbi sulla data prevista pertanto diventano molti…, ahhhh… avranno sbagliato pensavamo “i capezzoli iniziano appena ad ingrossarsi, ma la mammella è ancora troppo piccola”.

Così siamo arrivati a Martedì 12-04-2016, quando io e Sergio Danzi siamo di turno all’accudimento di Giulietta e Romeo.  Come arriviamo sul percorso di guardia, è mia abitudine chiamarli, emettendo un fischio, questo l’ho sempre fatto dall’inizio del loro arrivo, perché così imparano a riconoscerci e ci vengono incontro. Sono sempre venuti al mio richiamo, anche se Romeo arrivava sempre secondo…, per gratificarli gli davamo qualche mela, carote, o pane raffermo che gradiscono molto. Come dicevo quella mattina dopo vari richiami non ci venne incontro nessuno, sembrava non ci fossero vicino alla stalla, insistetti nel richiamo e scorgemmo in lontananza Romeo che contrariamente al solito questa volta era primo… si ci veniva incontro lentamente quasi con malavoglia, ma di Giulietta nessun segno. Dissi a Sergio Danzi… haii aiiii, molto strano che lei non viene, vuoi vedere che è nato il piccolo? Non finisco la frase che lei appare sulla porta della stalla con la testa alta e le orecchie ben tese… lo sguardo attento verso di noi, continuo a chiamarla, ma lei non si muove, nel frattempo siamo a circa 20 m. dalla stalla e spostandomi di lato per vedere meglio al suo interno, scorgo nella penombra della stalla dietro le gambe di Giulietta, un piccolo esserino grigio che tenta di alzarsi… porca miseria Sergio esclamo… è nato c’è il piccolo…! La sorpresa è stata qualcosa di veramente unica e grande. Dopo circa cinque minuti è uscito con la madre fuori dalla stalla, e sebbene ancora barcollante, recuperava a vista d’occhio, dopo un quarto d’ora seguiva la madre lungo il percorso di guardia. Lei sempre attenta, è venuta a prendere il pane dalle nostre mani come fa sempre, ma con la massima attenzione e protezione del piccolo, si frapponeva sempre fra lui e noi, non dandoci mai la possibilità di essere direttamente a contatto con il piccolo. Anche a Romeo è stato riservato lo stesso trattamento, anzi… a lui gli ha rivolto parecchi calcioni, perché curioso, tentava di avvicinarsi al piccolo per annusarlo, ma lei era sempre attenta, si frapponeva fra lui e il piccolo e girandogli il fondoschiena lo riempiva di calci, inseguendolo per brevi tratti con le orecchie all’indietro abbassate, allontanandolo. Così vedendo la sua irrequietezza, abbiamo deciso di allontanare Romeo, isolandolo fra i due cancelli nella parte anteriore del Forte, mettendogli a disposizione fieno ed acqua. Questo è un momento molto delicato e pertanto la femmina deve essere tranquilla con il suo piccolo, non deve essere stressata dalla presenza del maschio, anche perché dopo il parto arriva il periodo di calore per la femmina e, pensiamo non sia opportuno avviare un’altra dolce attesa. Quando questo dovrà accadere verrà deciso dagli interessati… adesso pensiamo sia prematuro. La settimana precedente è nata nel vallone una piccola capretta, inattesa, perché nessuno sapeva del suo gradito arrivo e dovremo dargli un nome, come peraltro anche al piccolo somarello.

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Capisco non aiutarci…

Capisco anche essere indifferenti…

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Ladri al Forte…

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di Rolando Negrini.

Sono un volontario che contribuisce gratuitamente con la mia manodopera a quei lavori manuali che consentono di recuperare, valorizzare e conservare l’immensa struttura del forte. Siamo un gruppo bene affiatato, che tutti i sabati mattina (chi e’ libero naturalmente) si trova al forte per dare il proprio contributo, gran parte del lavoro in questo periodo di tempo si svolge all’aria aperta per taglio erba, rovi e abbattimento alberi infestanti che, con le loro  radici compromettono seriamente la struttura sottostante. Si lavora anche all’interno per recuperare stanze in avanzato degrado, si riparano infissi, si istallano delle barriere di protezione per la sicurezza dei visitatori ecc. ecc. La lista sarebbe lunga, il lavoro che facciamo è notevole e, sarebbe necessario fare ancora tanto per dare vita e rendere ancora più fruibile la gigantesca struttura. Quando lavoriamo usiamo i tipici attrezzi per giardinaggio e agricoltura (motoseghe, decespugliatori, troncarami ecc.) questi sono per noi indispensabili per lavorare. Sono praticamente i nostri “gioielli” che custodiamo in una stanza magazzino chiusa con un classico lucchetto. Sabato 13 febbraio purtroppo… recandoci a prelevare gli attrezzi non abbiamo trovato 2 motoseghe e un trapano Hitachi, rubati evidentemente qualche giorno prima, non hanno portato via i due decespugliatori perché troppo visibili ed ingombranti.

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Motosega Alpina.

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Particolare del codice della Alpina.

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Motosega STIHL

L’accaduto ci ha lasciati tristemente impietriti e sgomenti, tutto il nostro impegno e la nostra disponibilità schiaffeggiata in pochi secondi…. Il fatto è stato regolarmente denunciato alle forze dell’ordine, uno o forse 2 soggetti inqualificabili si sono permessi di violare i semplici sistemi di protezione e, impossessarsi di oggetti usati per lavorare, un gesto meschino e offensivo nei nostri riguardi. Altro non voglio aggiungere per descrivere la nostra rabbia, mi sono sentito pero’ quasi il dovere di rendere pubblica la notizia, che la cosa rimanesse sconosciuta non mi sembrava rispettosa verso di noi e mortificava il nostro operato. il valore della refurtiva si aggira all’incirca sui 1000 €., non è una grande cifra, però sottratta ai miseri finanziamenti che riceve l’associazione, diventa un consistente peso economico ripristinare l’attrezzatura. L’ aspetto più doloroso dell’atto però, tengo a sottolineare, non è tanto quello economico, ma l’oltraggio e il disprezzo verso persone che generosamente e gratuitamente dedicano il loro tempo per una causa sociale della quale possono beneficiare tutti i cittadini….

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Il nome sul frontale del Forte

torna dopo molti anni finalmente al suo posto

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FORTE S. BRICCIO

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di Raffaele Favatà.

Il suo nome lo abbiamo sentito molte volte e da molto tempo, ma non sappiamo chi lo ha tolto dal suo possente e maestoso frontale in pietra veronese. Molti anni sono trascorsi da quando furono tolte le lettere che lo indicavano con certezza e, cosa c’era veramente scritto su quel portale? Questa domanda me la posi quando entrai a far parte dell’associazione All’ombra del Forte, nella primavera del 2013, vedendo la possente entrata del Forte senza la sua insegna mi sembrò spoglia… mancava qualcosa di molto importante a mio avviso, non era completa senza il suo nome. La prima cosa che mi venne in mente ricordo fu “Come se un uomo va ad un ricevimento in frack senza le scarpe”, questo pensiero mi accompagnò per tutta l’estate.

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Entrata del Forte, in alto sul frontale, si vedono i fori dove alloggiavano i perni di fissaggio delle lettere che componevano il nome.

Incominciai ad interessarmi della fine che avevano fatto le lettere che ne componevano il nome chiedendo qua e là, ma la ricerca fu vana, nessuno degli anziani interpellati si ricordava il nome con certezza…, vi era qualche altra lettera che indicava un nome diverso? Nessuno di loro e delle persone che contattai erano sicuri nell’indicarmi il nome, indecisi rispondevano “Ma… penso Forte San Briccio o Forte di San Briccio”, ma non ne avevano certezza, e tanto meno ricordavano il tipo di carattere che lo distingueva. Pertanto decisi di fare una ricerca più approfondita e incominciai a contattare tutti gli enti che avrebbero potuto aiutarmi a risolvere l’enigma… dovevo trovare a tutti i costi il nome preciso ed il tipo di carattere che lo formava nel lontano 1888, giorno della inaugurazione del Forte! Pertanto scrissi varie mail di richiesta informazioni con l’intestazione della Associazione All’ombra del Forte, tutte ai vari enti che avrebbero potuto avere informazioni al riguardo, ma senza esito… nessuno aveva notizie o scritti in merito al tipo di carattere (font) utilizzato e, tanto meno se ci fosse in realtà scritto “Forte di San Briccio” o ” Forte San Briccio” oppure “Forte S. Briccio”, anche se sulle carte del Genio Militare era evidente la terza soluzione, ma in pratica non esistevano foto del frontale con visibile l’insegna per esserne certi.

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Particolare di una parte della foratura, quella di FORTE S.

Mi recai anche presso la Caserma Duca di Montorio e, anche se accolto con molto interesse, non avevano purtroppo nessun documento nel loro archivio che riguardasse il nostro Forte, scrissi anche al Genio Militare di Padova, ma… senza risposta. Inoltrai una richiesta di informazioni anche all’Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo di Montorio, senza alcun esito. Speravo che almeno loro essendo una Associazione Nazionale, pertanto presente in tutte le regioni, ed essendo la maggioranza degli effettivi dislocati nel Forte appartenenti a varie regioni italiane (maggioranza meridionali) qualche milite di leva speravo avesse a suo tempo scattato qualche foto del Forte insieme ai propri commilitoni… per ricordo, ma non ebbi fortuna. L’interesse molte volte è solo nostro, gli altri non sono minimamente toccati dai nostri sentimenti, se non esiste un guadagno purtroppo è molto difficile smuovere l’interesse altrui. Così scelsi di percorrere un’altra strada a me più consona… non aver bisogno degli altri, fare una ricerca inversa… non partire dalla costruzione del Forte o da chi ha vissuto al suo interno, ma partire dalla fine… da ieri l’altro! Presi macchina fotografica e con tanta determinazione scattai 12 foto del frontale del Forte, solo la parte dove erano state installate le lettere che componevano il nome del Forte, con un programma di sovrapposizione e di montaggio fotografico unii e sovrapposi le varie immagini ottenendo una sola immagini ad altissima risoluzione della foratura sulla pietra veronese del frontale del Forte, fori ancora presenti e chiaramente visibili, fori che a suo tempo alloggiavano i perni posteriori delle varie lettere che componevano il vero nome del Forte.

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Particolare della esecuzione della primitiva foratura a scalpello, si vede chiaramente la forma quadrata dei fori.

Tali forature non erano state eseguite con trapano, perché a quel tempo non c’era ancora il trapano elettrico ma a manovella, pertanto non conveniente per eseguire tutti i fori necessari per il fissaggio delle lettere, furono eseguiti pertanto a scalpello che, per i lavoratori dell’epoca non era certo un problema. Pertanto i fori sono di sezione quadrata non tonda, di lato 15×15 mm. circa con una profondità di circa 30 mm.. A questo punto avevo una foto panoramica di tutta la foratura in alta risoluzione, potevo ingrandirla a piacere per poterne controllare i particolari.

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Particolare del sistema di fissaggio, usando un impasto di vario genere, anche colle, tipo farine vegetali mescolate a polvere di marmo, che indurendosi bloccava il perno della lettera. Si vede chiaramente che indurendosi l’impasto si staccava leggermente da vari punti delle pareti del foro, ma dava comunque un’ottima presa.

Dovevo però adesso trovare il tipo di carattere scelto nel 1882, pertanto dovevo sovrapporre le lettere ad una ad una sulle forature cercando le lettere di quel carattere che mi coprissero tutti i fori che componevano il nome del Forte, e questo lavoro lo dovevo fare sul mio iMac (Computer Apple Macintosh). Dopo molti giorni di lavoro (Non costantemente chiaro) e, dopo aver provato oltre 560 caratteri… finalmente l’unico che dava il risultato quasi perfetto al 95%, risultava il ROMAN. Ho dovuto provare tutti i caratteri che possiedo perché dovevo essere sicuro che fosse giusto o più probabile, la certezza assoluta la potrebbero dare solo le lettere originali tolte a suo tempo dal frontale del Forte, ma questo non è possibile. In quegli anni i caratteri venivano poi costruiti a mano, con fusione a conchiglia aperta a terra e, i mastri fabbri pur conoscendo i vari tipi di carattere in uso, i loro stampi non erano mai uguali, perché non prodotti con un sistema in serie, tutto era eseguito con metodi artigianali pertanto leggermente differenti fra loro.

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Fotografia della foratura ed esecuzione della tracciatura di riferimento della posizione occupata dalle precedenti lettere, questo per avere i punti di riferimento della posizione precedentemente occupata dalle lettere dopo la chiusura dei vecchi fori.

A conclusione, sovrapponendo le varie lettere sui fori presenti sull’immagine a computer, risultava esattamente il nome di “FORTE S. BRICCIO” con esse puntata. Non era finita però la mia ricerca, dovevo avere delle prove che quel tipo di carattere fosse in uso nel 1882 anno della presentazione del progetto del Forte. Il risultato fu confortante… il carattere era in uso da moltissimi decenni prima del Forte. Trovato il tipo di carattere, la sua grandezza e, il nome reale che vi era scritto, dovevo trovare chi fosse in grado di costruirlo o che avesse un carattere di quelle dimensioni e, di quel tipo nella sua produzione, cioè in bronzo fuso in conchiglia. La ricerca per mia fortuna si fermò presto, presso la ditta Biondan di Montorio, specializzati in fusioni in bronzo e produttori di materiale funerario stampato o in fusione. Interpellati e sensibilizzati ad appoggiare la causa della rinascita del Forte, mi confermano la fornitura delle lettere in fusione in bronzo, al costo del puro metallo.

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Chiudere i fori esistenti che fissavano le vecchie lettere è indispensabile data la loro dimensione 15×15 mm. e, le lettere in fusione di bronzo attuali hanno fori con perni in posizione diversa e di dimensioni meno invasive, con un diametro di appena 5 mm., pertanto con piccoli fori si riesce ad avere un fissaggio perfetto.

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Creazione del materiale occorrente per la chiusura dei vecchi fori tramite frantumazione e polverizzazione della pietra rosso veronese, aggiungendo una piccola percentuale di cemento bianco, per preparare l’impasto per la loro chiusura.

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Pur essendo la spesa da sostenere di un terzo del valore reale delle lettere in bronzo, per noi dell’Associazione All’ombra del Forte la somma era ancora grande… e pertanto il presidente dell’associazione, prof. Maria Grazia Belli venuta a conoscenza del risultato ottenuto mi consiglia di scrivere al direttore della Cassa Rurale di Vestenanova, alla attenzione del direttore della sede di Lavagno, il quale si dimostra disponibile ad un nostro incontro per avere ulteriori informazioni, sulla ragione, della nostra richiesta del loro eventuale finanziamento. Dopo l’incontro acconsente a finanziarci la restante cifra per l’acquisto delle lettere per il Forte.

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Chiusura dei vecchi fori con il materiale tratto dalla pietra veronese con minima percentuale di cemento bianco.

Fu presentata pertanto la domanda alla Soprintendenza dal Comune di Lavagno, nella persona dall’Assessore Alessandra Sponda, allegando la documentazione attestante la ricerca effettuata, corredata dalle foto dimostrative, della validità della sovrapposizione sull’immagine dei fori esistenti sul fronte del Forte delle lettere di quel carattere ritrovato. Avendo ricevuto tale domanda esito positivo da parte degli organi preposti, l’istallazione avverrà approssimativamente in data 15-04-2016/20-04-2016. In questi giorni è stata eseguita la chiusura dei vecchi fori con materiale dello stesso tipo, (polvere di pietra rosso veronese), ricavata frantumando dei pezzi di pietra dello stesso tipo di quella del Forte, per avere lo stesso colore e resistenza meccanica, aggiungendo una piccola percentuale di cemento bianco per dargli la dovuta resistenza.

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Usando un impasto dello stesso materiale che compone il fronte del Forte per chiudere i vecchi fori, si ottiene un’ottima corrispondenza sia nel colore che nella resistenza meccanica per il fissaggio delle nuove lettere.

Si proseguirà nei prossimi giorni ad eseguire la nuova foratura per il fissaggio delle nuove lettere, dopo averle installate e verificato che la scritta è perfettamente nella sua primitiva posizione saranno fissate definitivamente. La ricerca però continua, manca ancora un particolare piccolo, ma anche lui importante, sul lato destro del portone di accesso, manca il rosone del corpo di appartenenza della guarnigione che era dislocata nel Forte, nel lontano 1888, come si intravede nella foto sopra. Con certezza si trattava del corpo di artiglieria pesante da campo, rintracciare i suoi colori e, il materiale di cui era composto sarà indispensabile. Probabilmente rosone in bronzo in fusione a terra, di un diametro di 30 cm. circa con spessore 2,5 cm., rappresentate il corpo di appartenenza. La certezza arriverà alla fine della dovuta e necessaria ricerca. Quale gratificazione migliore, essere riuscito a ridarli il nome che gli apparteneva e gli appartiene, essere riuscito a ridargli il suo aspetto primitivo. Ringraziamo tutti quelli che con il loro interesse hanno contribuito alla riuscita della mia ricerca, ed alla sua realizzazione, ringrazio quelli che non hanno esitato a contribuire finanziariamente al sostegno della nostra iniziativa facendo sì che si potesse realizzare….

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PROSPEZIONI GEORADAR

sul luogo della vecchia Pieve

e

ricerca dell’esistenza del passaggio segreto del Forte

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di Raffaele Favatà.

Molto si è parlato ed ancora se ne parla, riguardo alla esistenza di un collegamento sotterraneo esistente o meno fra la Batteria Monticelli ed il Forte di San Briccio. Interpellato dal presidente dell’Associazione All’ombra del Forte prof.sa Maria Grazia Belli e dal sig. Renzo Zerbato sulla probabilità della sua esistenza, risposi sinceramente che ne dubitavo, conoscendo perfettamente il Forte in tutti i suoi più nascosti meandri, non avevo notato nessun passaggio, e tanto meno segni di eventuali passaggi chiusi anche in epoca remota… quando si chiude o si ripara un muro a mattoni, o intonacato o si tratti di un pavimento si notano sempre dei segni più o meno evidenti e, nel Forte non v’erano segni tali da poter far pensare ad un passaggio segreto chiuso in epoca remota o recente, salvo che non fosse stato chiuso quando fu costruito il Forte quindi di epoca antecedente al forte stesso. La distanza fra il Forte e la Batteria Monticelli è di 2.481m. circa, con un dislivello di 262 m. circa, impensabile una galleria così lunga con dislivelli lungo il percorso di oltre 50 m., avrebbe avuto un costo superiore al forte stesso.

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Rilevamento satellitare della distanza fra Batteria Monticelli e il Forte di San Briccio, tratto che avrebbe dovuto percorrere una eventuale galleria di collegamento.

La mia risposta non li convinse anzi mi chiesero di interessarmi per fare delle ulteriori verifiche. Contattai varie ditte per noleggiare le attrezzature necessarie per effettuare una prospezione georadar, l’unico sistema per accertarci se sotto o intorno al Forte esistesse con certezza un passaggio segreto, ad altre ditte del settore chiesi di farmi un preventivo di fattibilità ed eventuale spesa che avremmo dovuto sostenere lasciando a loro il compito di eseguire la prospezione. Fra tutte le varie risposte, scelsi la RadarPoint. La ditta dimostrava apertamente sensibilità e comprensione alla nostra condizione di associazione di volontari e, pertanto si offriva ad effettuare la prospezione ad un costo simbolico, più le spese di carburante ed autostrada… risiedono a Torino. Fissato il giorno per effettuare la prospezione ed accettate le condizioni, con l’approvazione del presidente, fu estesa la prospezione anche alla vecchia Pieve, trovare le tracce della sua reale vecchia posizione rilevando qualche residuo di fondamenta.

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Sovrapposizione in trasparenza della mappa cartografica del Genio Militare del Maggio 1884 sull’immagine satellitare del colle del Forte, facendo coincidere le tre strade sterrate di accesso alla vecchia Pieve, notare il diverso percorso della vecchia strada che passava per le “Cesette”.

Iniziamo le prospezioni in data 11-01-2016 alle ore 9,30 circa, prospezioni effettuate dalla titolare della ditta RadarPoint sig.ra Milena, nella zona situata a Nord-Ovest del Forte, dove ritenevo con discreta precisione fosse dislocata a suo tempo la vecchia Pieve. Per avere la quasi certezza della sua posizione con il minimo errore possibile, avevo registrato una immagine satellitare di tutta la collina del Forte, includendovi in essa le tre strade sterrate di accesso; avendo una mappa del Genio Militare dell’epoca che recava ben evidenti le tre strade sterrate e la posizione della vecchia Pieve, pensai di sovrapporla alla immagine satellitare attuale che avevo della collina tramite sovrapposizione a computer, ritenendo che dalla sovrapposizione avrei potuto rilevare l’esatta posizione dell’antica Chiesa, facendo coincidere perfettamente le tre strade sterrate che non facendo parte dell’area sottoposta alla costruzione del Forte all’epoca (1882 presentazione del progetto) erano rimaste nel tempo invariate.

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Inizio della prospezione georadar da parte della titolare della RadarPoin di Torino.

Delineammo le zone previste con picchetti e nastro per semplificare la ricerca. La prospezione conferma la mia tesi, rilevando ad una profondità di circa 70-90 cm. resti di fondamenta della vecchia Chiesa di uno spessore di circa 80 cm. e una cavità di un diametro di circa 1 m. e profondo oltre 3 m. davanti al frontale della vecchia Chiesa, pozzo per l’acqua piovana? Nella parte posteriore della Chiesa si rileva una cavità di 1,60×1,80 m. circa per una profondità di 3 m. circa, si presume una cisterna di raccolta acqua piovana o fognatura della Chiesa.

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I volontari seguono ed assistono la RadarPoint durante la prospezione.

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Controllo dei dati registrati durante il primo passaggio lineare e verifica incrociata del percorso.

Oltre ad un paio di cavità sotterranee di dimensioni ragguardevoli ad una profondità di circa 3 m. sempre nell’area dove si rileva la presenza della Chiesa. Nella parte dove era dislocato il vecchio cimitero, sono state rilevate 4 cavità importanti di dimensioni dai 6×3 a 13×8-9 m. e una altezza variabile da 3 ai 10 m, cavità sotterranee impossibili da definire… vulcaniche, cedimenti strutturali, o opere dell’era romana o medioevale? 

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Zona del rilevamento della cisterna o fognatura sul lato posteriore della Chiesa.

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Prospezione dell’area occupata dalla vecchia Chiesa, il picchetto visibile nella foto indica l’inizio del tratto di fondamenta della parte anteriore della Chiesa in direzione del fossato.

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L’Assessore Di Michele assiste alla prospezione.

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Vari passaggi lineari ed incrociati.

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Momento del rilevamento della cavità 1,60×1,80, potrebbe essere la cisterna di raccolta dell’acqua piovana o fognatura della Chiesa.

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Prospezioni dove si ritiene fosse il cimitero, nel sottosuolo si rilevano 4 cavità di discrete e varie dimensioni, ma nessuna presenza di fondamenta.

Stabilita la posizione della vecchia Pieve, procediamo alla prospezione del famoso passaggio segreto calandoci nel vallone del Forte, procedendo dal ponte levatoio verso sud. In questo tratto di fossato sono state rilevate ben 5 cavità molto grandi, come le precedenti.

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Si iniziano le prospezioni nel fossato per scoprire l’eventuale esistenza di un passaggio dal Forte oltre il fossato.

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Anche nel fossato si eseguono passaggi lineari ed incrociati.

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Prospezioni nel lato sud del fossato.

Percorrendo il tratto sud del fossato da Ovest verso Est fino alla Caponiera a Sd-Est, altri 4 cavità di varie dimensioni, ed una cavità che procede in diagonale dal muro esterno del fossato contro il muro del Forte all’angolo della Caponiera ad una profondità di 2 m. larga circa 3 m. con una altezza di circa 3-4 m. (Ci riserviamo di riprenderla dalla parte interna del Forte per verificare la sua direzione).

Percorrendo il tratto sud del fossato da Ovest verso Est fino alla Caponiera a Sd-Est, altri 4 cavità di varie dimensioni, ed una cavità che procede in diagonale dal muro esterno del fossato contro il muro del Forte all'angolo della Caponiera ad una profondità di 2 m. larga circa 3 m. con una altezza di circa 3-4 m. (Ci riserviamo di riprenderla dalla parte interna del Forte per verificare la sua direzione).

Prospezioni intorno alla Caponiera situata a Sud Est del Forte.

Procediamo intanto dalla Caponiera a Sud verso la Caponiera a Nord.Est percorrendo il fossato lato Est, e con sorpresa rileviamo altre tre cavità sotterranee di diverse dimensioni e a diverse profondità, ma di dimensioni ragguardevoli, la più ampia raggiunge i 15 m.. Purtroppo dobbiamo fermarci a metà percorso dell’intero perimetro del fossato, perché l’altra metà è ancora da ripulire dalla vegetazione e dagli alberi caduti di traverso sul fossato, pertanto zona pericolosa per chi dovesse addentrarsi.

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Dalla Caponiera a Sud-Est percorrendo il fossato ad Est del Forte verso la Caponiera a Nord-Est.

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Siamo arrivati al limite del fossato percorribile in sicurezza, oltre è pericoloso inoltrarsi, per probabile caduta tronchi marcescenti e rami dall’alto del fossato.

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Riprendiamo la prospezione all’interno del Forte, nel locale che coincide con il rilevamento esterno, la prospezione indica una continuità della cavità anche sotto il locale del Forte, fermandosi quasi al centro del locale.

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Immagine elaborata di una prospezione, si notano due anomalie nel terreno ad una profondità di 1,77 m. la seconda più in basso ad una profondità di 2,66 m. Quello che abbiamo definito cavità presenti nel sottosuolo, in realtà possiamo definirle anomalie, fin quando non ci sarà una verifica distruttiva, cioè effettuando degli scavi di prova.

A conclusione possiamo dire che sotto il Forte ci potrebbero essere molte sorprese che purtroppo non abbiamo svelato con certezza ma sappiamo che qualcosa c’è ed abbiamo trovato molto di più di quello per cui era iniziata la nostra ricerca. Un domani forse si riuscirà a sapere di cosa si tratta, a noi oggi la soddisfazione di aver trovato tante informazioni che faranno da base per eventuali future ricerche. Ormai si fa buio e la leggera pioggia che a piccoli tratti ci ha accompagnato non ci da tregua, la prospezione non avrebbe potuto aver luogo se il terreno non fosse stato ricco di roccia basaltica e, poi per fortuna era una pioggerella finissima ed a tratti, perché altrimenti le onde elettromagnetiche emesse dalla strumentazione, non avrebbero svolto la loro funzione correttamente con terreno morbido intriso d’acqua.

I volontari dell’Associazione All’ombra del Forte, che con il loro lavoro al freddo e sotto la pioggia per due giorni, hanno fatto si che le prospezioni si potessero realizzare in sicurezza nel luogo del vecchio cimitero, oltre la rete di recinzione del Forte, facendo pulizia del sottobosco e del filo spinato ancora presente in grande quantità nel folto della vegetazione, abbandonato da decenni, ed assistito la Georadar durante le prospezioni:

Dario Sartori, Rolando Negrini, Luigi Fortezza, Paolo Sandrini, Alberto Zenari, Giovanni Castagna, Sergio Danzi, Gianni Montanari, Sergio Sponda, Giovanni Turata, Raffaele Favatà, spero di non aver lasciato fuori qualcuno.

Come funziona un georadar: http://www.softwareparadiso.it/ambiente/archeologia_strumenti_georadar.html

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“Le Mie Prigioni al Forte”

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di Raffaele Favatà.

Sabato 20-02-2016 ci siamo recati come di consueto al Forte, per esplicare i vari lavori necessari per il continuo recupero in atto del Forte. La direttiva del presidente prof.sa Maria Grazia Belli, era di spostare il magazzino attrezzi dalla sede attuale cioè il locale n° 2 sulla planimetria del Forte, nel locale n°3 adiacente, molto più piccolo ma sufficiente ad ospitare il magazzino attrezzi. Tutto questo per creare un locale di accoglienza dei visitatori ed eventuale pubblico partecipante alle future manifestazioni…, avere un locale dedicato dove accogliere i visitatori con biglietteria ed espositori, dove libri dedicati al Forte ed alla vecchia Pieve e vari gadget del Forte troveranno posto, con personale pronto alla accoglienza e volontari come guide per far conoscere la stupenda struttura agli eventuali visitatori… dare un ordine all’accoglienza dei nostri visitatori. Nel far questo, spostando tutto il materiale da un locale all’altro, con il solo sostegno di una flebile torcia elettrica (Manca l’impianto di illuminazione nel locale n°3), mi sono accinto a rimediare alla mancanza cercando di ripristinare un vecchio faretto da 250 w. che non voleva saperne di funzionare, una volta ripristinato il faretto con l’aiuto di Sergio Sponda, essendo a conoscenza lui dell’esistenza di una lampada di ricambio, accesi il faro nel locale…, la sorpresa è immediata… fra i compagni volontari che stavano nel frattempo al quasi semi buio continuando a spostare il contenuto da un locale all’altro… con l’improvvisa forte illuminazione, sento una lieve voce che continua a recitare come fosse un lontano racconto…

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Molte iscrizioni di nomi incisi con la baionetta si trovano nel Forte, in special modo sui davanzali delle finestre, ragazzi e giovani lontani dalle loro famiglie, in forte maggioranza meridionali, hanno voluto lasciare nella pietra un loro ricordo… il loro passaggio in queste terre lontane da casa, dai loro affetti più cari….

riconoscendone la voce, mi giro per dirgli “Paolo ma che stai dicendo?”, ma vedo Paolo Sandrini che immobile davanti alla parete semi bianca, illuminata dal faretto come ipnotizzato, sta leggendo uno scritto a matita di moltissimi anni fa… è il ricordo lasciato ai posteri da un soldato semplice; lui scrive “per aver lasciato aperta la sua brandina”, prende tre giorni di consegna nella cella (Locale n° 3 del Forte) tre giorni di carcere a cui lui dedica lo scritto e ne riporta la data 04-09-1925, ed il nome del Maresciallo che glie la inflisse. La forte voglia di lasciare ai posteri quei momenti a lui tristi e ritenuti ingiusti per una così lieve dimenticanza…. Questa lettera sulla parete della cella, deve farci riflettere, i racconti dei nostri padri e dei nostri nonni, a volte sembrano lontanissimi dalla nostra percezione della realtà, ma la nostra realtà deve al loro sacrificio ed abnegazione la sua esistenza… Tre giorni di carcere per aver lasciato la brandina aperta, così si creavano i veri uomini…

In questo modo e per caso abbiamo scoperto la prigione del Forte, l’ho cercata tanto, ma senza certezze, finalmente adesso sappiamo per puro caso dove venivano rinchiusi i soldati che commettevano dei reati, ma molto spesso solo delle dimenticanze o giovani distrazioni…

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Virus…

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Internet

I VIRUS…

Proviamo a difenderci

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di Raffaele Favatà.

Argomento molto complesso e lungo da spiegare in tutte le sue sfaccettature, cercherò di semplificare al massimo l’argomento dandovi i più semplici e necessari consigli.

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Negli ultimi anni si è registrato un aumento di tentativi di frode esponenziale e, di queste, tantissime andate a buon fine, con più o meno discreto guadagno per gli artefici dell’inganno. Negli ultimi giorni del Gennaio 2016 si è registrato un aumento considerevole di questi tentativi di truffa. Il tentativo della su detta truffa avviene sia sui vari siti poco raccomandabili, vedi siti pornografici o di vendite di materiale non legale, che su siti ritenuti ottimi e a prima vista perfettamente validi e tramite e-mail. Sui siti che visitiamo dobbiamo fare attenzione a cliccare con il mouse su collegamenti che invitano ad eseguire il collegamento…. Bisogna sapere che quello che state leggendo e che siete invitati a cliccarci sopra non sempre corrisponde alla reale funzione che volete effettuare… su questi siti facilmente corrisponde invece ad un assenso per effettuare una operazione a voi nascosta, carpendovi il consenso a vostra insaputa, questo per effettuare l’operazione a vostro danno. Esempio: trovo un collegamento che reca il testo “più informazioni”, attivando il collegamento (cliccandoci sopra) do inconsapevole il consenso a lanciare il VIRUS, perché il testo non corrisponde alla funzione che vorremmo attivare. Pertanto attenzione, visitare siti affidabili. Oggi tutti i programmi (Browser) hanno al loro interno funzioni particolari per la nostra sicurezza, funzioni atte ad indicarvi se il sito è o meno affidabile. Bisogna controllare nelle preferenze del programma che usate, se sono state attivate tutte le funzioni di sicurezza disponibili.

Altro sistema per carpirvi informazioni sensibili sono le mail, queste sono molto più pericolose, perché al loro interno vengono usati sia i collegamenti attivi “Link” interni alla pagina, che gli allegati, questi due sistemi sono ottimi per carpirvi le informazioni che risiedono sul vostro PC, quali: la rubrica indirizzi, le carte di credito, e tutte quelle informazioni che possono essere utili a questi delinquenti. Come fanno…, vi inviano una mail con un mittente che voi conoscete, cambiandone la parte dopo la “@” (chiocciolina) perché gli indirizzi sono esclusivi pertanto non possono usare il vostro nome originale (*Non sempre poi è così) es: rossi.mario@HNJmss.com (falso) voi nella rubrica avete invece rossi.mario@tiscali.it (Reale), credendo che l’amico ci ha inviato una mail che reca appresso un allegato lo apriamo… e il danno è fatto! Aprendo l’allegato cliccandoci sopra, lanciamo il mini programmino (Applet) in formato .zip, il quale ha il compito (programmato) di carpire tutti i dati presenti sul nostro PC, quali: indirizzi e-mail, codici di carte di credito, e tutto quello che può interessare, come informazioni personali e vari contatti da noi effettuati nel tempo e presenti sul nostro PC, restituendoli (inviandoli) sul PC del delinquente di turno. Possiamo immaginare il danno causato a tutti quelli di cui abbiamo gli indirizzi nella nostra rubrica, che a loro volta riceveranno la stessa mail con lo stesso VIRUS che abbiamo ricevuto noi, e tutti quelli che lo attiveranno aprendolo seguiranno la nostra sorte… allargando così il danno a macchia d’olio con conseguenze gravissime per tutti, come la famosissima catena di Sant’Antonio.

Pertanto… se ricevete mail con recante un allegato con nome conosciuto, controllate l’indirizzo del mittente se corrisponde perfettamente a quello presente nella vostra rubrica, e controllate la mail con un anti virus. Alcune mail potrebbero avere l’indirizzo del mittente che corrisponde al nome di un vostro conoscente o di un vostro amico, ma non avete in rubrica il suo indirizzo mail, se contiene un allegato non apritelo controllatelo semmai con anti virus o cestinate il messaggio perché non avete modo di verificare se il mittente è realmente la persona che dichiara di essere non avendo in rubrica il suo indirizzo mail. Non cliccate su collegamenti interni a messaggi e-mail inviati da enti o prestatori di sevizi vari, o di Poste Italiane, Banche varie o enti vari, che vi chiedono di inserire i vostri dati per controllare il vostro conto corrente perché risulta bloccato ecc… ecc…, perché sono tutti tentativi di truffa, questi enti non vi contatterebbero mai in questo modo, mettono sempre il vostro nome e cognome e il vostro indirizzo e se disponibile il codice cliente e non vi chiederebbero mai di inserire dati sensibili. Fate attenzione ai siti fraudolenti, siti che vendono degli oggetti spaziando nei vari campi della nostra società, siti perfettamente falsi. Sotto tutti i punti di vista sembrano ottimi, addirittura forniscono i pareri positivi dei loro clienti (Inesistenti), ma dopo aver effettuato il pagamento non vi spediscono niente, mi sono imbattuto in uno di questi siti personalmente… e vi posso assicurare che era perfetto in ogni sua parte, perfino nel contatto tramite e-mail solerti e veloci nelle risposte… risultato fasullo ad un controllo della loro partita I.V.A. sul sito del Ministero delle Entrate, oggi il sito è chiuso, ma nel frattempo ha fatto moltissimi danni a persone che gli hanno pagato merce mai arrivata, http://www.ollo-store.com (Fasullo), http://www.ollo.it (quello vero, all’interno del sito il nome è OlloStore pertanto è stato clonato anche nella sua grafica e colori). Molti siti vengono clonati con l’intento di ingannare il prossimo. *Esistono siti che danno la possibilità di inviare mail contraffatte, cioè vi danno la possibilità di inviare una mail ad un vostro amico con un nome diverso dal vostro, oppure inviare una mail con il nome di un vostro amico ad altra persona e non risulterà spedita da voi.

Questo sistema però, ha delle sicurezze che bisogna garantire al sito a cui chiediamo il servizio, bisogna in pratica dare le proprie generalità perché in caso di denuncia alla Polizia Postale da parte del destinatario dello scherzo per offese o altro, loro sono obbligati a fornire tutti i vostri dati… ma per fare uno scherzo di cattivo gusto ad un amico è possibile oggi fare anche questo, http://www.note2email.com/. In conclusione state attenti… la tecnologia ci ha dato molto e ci sta dando molto, ma rischiamo di farci togliere anche molto se non prestiamo la dovuta attenzione!

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Un regalo Gradito

due

ASINELLI SARDI

di Raffaele Favatà.

I regali sono sempre graditi… e quest’anno sotto l’albero del Forte c’è un bellissimo regalo, in special modo se trattasi di esseri viventi che ci vengono donati, questo penso sia il pensiero della maggior parte della gente. Potete immaginare la nostra sorpresa quando ci è stato riferito dal nostro Presidente prof.sa Maria Grazia Belli del regalo fatto al Forte da una famiglia di Lavagno! Due splendidi esemplari di Asino Sardo, una femmina in stato interessante pronta al parto per il mese di Marzo, mi par di aver inteso e, uno splendido maschietto di qualche anno più giovane e, come tutti i giovani meno docile e diffidente ad accettare cibo dalle nostre mani (Qualche carota, mela, o pane raffermo). Lui è indipendente e lo dimostra ogni qualvolta tentiamo di corromperlo offrendogli una carota… no, non accetta niente dalle nostre mani, mentre la femmina viene volentieri anzi… ha già imparato a riconoscere il nostro richiamo e a passo veloce al trotto ci viene incontro accettando quello che gli offriamo… certo è che bisogna offrirglielo sul palmo della mano, tenendola anche ben distesa se non si vuole perdere qualche dito… . Questa mattina siamo andati a controllare essendo scesa ulteriormente la temperatura e, persistendo da parecchi giorni la nebbia, gli abbiamo portato due secchi di erba medica in grani pressata, ci sono venuti incontro trottando appena ci hanno visti, penso che sono contenti del posto dove li abbiamo sistemati, stalla nuova, greppia discreta, e spazio grandissimo per trottare e galoppare come fanno ogni tanto giocherellando fra di loro tirandosi anche qualche finto calcio abbassando le orecchie per poi mettersi a correre.

L’asino Sardo e sue caratteristiche: l’asino sardo in natura vive circa 25-30 anni mentre in cattività 40-50. Partorisce di norma un solo piccolo dopo una gestazione di 12 mesi. Il suo peso varia tra i 100-150 kg, e l’altezza al garrese è compresa tra gli 80 e i 110 cm. Il suo comportamento mite lo fa apparire un po svasato, in realtà è un animale ubbidiente e dotato di buone capacità di apprendimento. Vive in Sardegna. Oltre che in Sardegna, l’asino sardo è presente nel Lazio e in Umbria, dove arrivò a seguito dei pastori sardi e dove si trovano diversi allevamenti. La riscoperta dell’asino sardo oltre che alla iscrizione di un centinaio di soggetti al registro anagrafico, ha portato alla nascita, in Sardegna, di una associazione regionale (Associazione per la tutela dell’Asino Sardo: ATAS) e alla realizzazione del Parco dell’asino sardo di Mui Muscas, Ortueri. Si sono inoltre tenuti due Premi Regionali[2], curati dall’Associazione Regionale Allevatori della Sardegna[3], a Cagliari nel 2005 e 2006[4]. Questo negli ultimi anni… ma negli anni passati, prima della motorizzazione della nostra società, l’asino sardo ha dato un grande contributo allo sviluppo agricolo della Sardegna e varie regioni italiane, come altri esemplari di razze diverse, muli, bardotti ecc… ecc.., animali che con l’uomo hanno lavorato e contribuito al nostro sviluppo e benessere. In nord Africa viene usato ancora moltissimo per il trasporto di materiale sia in campagna che nelle periferie delle grandi città, ha una altezza al garrese leggermente inferiore dell’asino sardo. Caratteristica dell’asino sardo, il mantello fulvo o grigio e una linea scura in corrispondenza della linea dorso-lombare, con una linea trasversale pure scura sulle spalle e formante con la prima la cosiddetta linea crociata, o croce di Sant’Andrea.

http://www.agraria.org/zootecnia/asinospecie.htm

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I VOLONTARI

ALLA CONQUISTA DEL FOSSATO DEL FORTE

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di Raffaele Favatà.

Dopo il lungo lavoro dedicato al recupero del lato SUD del Forte, si ritorna nel fossato per terminare il lavoro a suo tempo iniziato e poi sospeso per procedere con lavori di maggior urgenza. L’ampiezza del fossato visto dalla sua sommità non da al visitatore la giusta dimensione, per poterlo ammirare nella sua grandezza bisogna calarsi al suo interno…. Una volta scesi si può veramente rendersi conto dell’altezza delle sue pareti e della larghezza della sua base! Le persone al suo interno sembrano minuscole tanta è la sua grandezza. Il lavoro di recupero comporta l’estirpazione degli alberi che sono nati e cresciuti in tutti gli anni di abbandono, alberi che superano in altezza il fossato. Mai nessuno ha operato una pulizia sistematica così in profondità come sta operando l’Associazione All’ombra del Forte. Da quando il forte fu abbandonato dai militari dell’esercito, nessuno ha mai lavorato al suo interno per deforestare il vallone, il passo successivo sarà l’abbattimento degli alberi nati sul bordo del fossato lungo i due lati del suo perimetro, lato interno e lato esterno, perimetro del percorso di guardia, essendo questi alberi sul bordo creano danni alla struttura del Forte, sollevando e spostando i vari blocchi in pietra veronese di cui è composto il cornicione perimetrale dei due lati del fossato, in fine si opererà la pulizia delle pareti del fossato dall’edera di dimensioni ragguardevoli presente su tutto il perimetro del fossato, ridando così luce e calore alle pareti, ridandogli il suo aspetto originario.

Quando l’Associazione ha iniziato il recupero del Forte, non ha mai pensato di recuperare solo i locali a lei favorevoli, per le sue iniziative a vario uso, ma ha operato su tutto il fronte del Forte, intendendo per recupero, ridare vita ad una struttura completamente in abbandono recuperandola in tutte le sue parti, utili o meno utili, guardando all’insieme del grande complesso storico militare, per darlo nella sua grandiosità all’uso culturale e sciale a tutta la nostra comunità e, comunità a noi vicine.

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